Ad un passo dall’insopportabile – Quando ci dimentica di esser stati bambini tutti

Non avendo tempo per scrivere articoli, mi diletto in piccoli pensieri.
Ultimamente ritrovo spesso la mia mente soffermarsi a tutte quelle persone che conosco che affermano di non voler figli e che condividono sui social meme, immagini e stati dove riversano il proprio odio verso i bambini, soprattutto quelli particolarmente vivaci.
A parte che trovo questo comportamento razzista, mi soffermo a cercare di capire quanto sia facile giudicare gli altri, in questo preciso caso i genitori, tacciandoli di incapacità educativa e consigliando l’uso di contraccettivi onde evitare l’arrivo di ulteriori ‘terremoti’ quando non si hanno le nozioni di base(no nemmeno tu laureata in scienze educative dell’infanzia le hai), ma soprattutto non si vive in prima persona la sfida continua che comporta avere uno o più figli.

Partiamo dal punto di vista totalmente personale, per me se vuoi figliare o no è un tua decisione, ma sentirvi dire che non lo fate perché non vedete un futuro per loro dato lo schifo che si vede ogni giorno e al quale andiamo incontro, vi trasforma in egoisti, la stessa parola che usate voi per noi che decidiamo di procreare e riversare l’immane amore che un essere vivente è capace di provare verso un altro essere vivente, e non solo, vi taccerei anche come fatalisti pigri della domenica, in quanto per eliminare i sensi di colpa per quello che sta succedendo al giorno d’oggi, ve ne lavate le mani e la coscienza pensando di aver fatto la vostra parte con questa scelta, ma continuando a vivere come avete fatto finora senza minimamente pensare di apportare cambiamenti reali per salvaguardare il nostro pianeta.
Alcuni di voi non pensa nemmeno che, appunto perché abbiamo messo al mondo dei figli, noi genitori cerchiamo di far qualcosa perché non si lasci solo cenere e menefreghismo a loro, e credendoci, li cresciamo con una punta di sensibilità maggiore verso la Terra, perché magari loro, a differenza nostra, un modo per salvarla e rispettarla di più lo troveranno, anche perché glielo abbiamo insegnato noi.
La mancanza di rispetto verso chi ha figli, da parte vostra, a volte rasenta il ridicolo. Sia chiaro alcune persone nn sono capaci ad educare dei bambini e questi ultimi crescono maleducati, irriverenti e spocchiosi, ma nn facciamo di tutta l’erba un fascio, come cerco anche io di non classificarvi tutti alla stessa maniera.
Perdonate però se mi vien da ridere quando leggo i vostri post pieni di qualsivoglia emozione negativa per i bimbi vocianti in ristorante (ad esempio) e poi siete gli stessi che al telefono urlano o quando sono al bar fanno caciara dopo un paio di drink, perché siete la versione adulta di quei bimbi e mi vien da pensare che li odiate così tanto perché in fondo odiate un po’ voi stessi.

I bambini son bambini per poco, lasciateli sfogare (entro i limiti della decenza, educazione e libertà altrui ovviamente), siete stati piccoli anche voi e non credo che foste santi proprio tutti quanti.
Se vi è rimasto un minimo di empatia nella vostra anima, cercate anche di comprendere che magari per loro l’uscita al ristorante, come il viaggio in treno, è una continua scoperta.. Che un po’ è come dovremmo vivere noi grandi. Pensate poi, che magari, dietro a quei bambini urlanti, ci sono genitori che hanno provato a calmarli in mille modi, senza urlare e passare loro stessi da caciari, provate a pensare che magari dentro di loro si vergognano e vorrebbero chiedere scusa ad ognuno degli estranei che vengono disturbati. Non pensate sempre che sono dei genitori di merda o irresponsabili e menefreghisti, perché non sempre è così. Mettetevi la mano sulla coscienza, come chiedo di metterla a quei genitori che hanno dei bimbi supervivaci e difficili da gestire, da una parte voi provate a comprendere, dall’altra a noi mamme e papà chiedo di cercare altre soluzioni se sappiamo che il nostro bimbo non è capace di star fermo un attimo (che nn sia piazzarlo davanti al telefono).
Non so se queste mie parole potranno valer qualcosa o no, se potreste anche per un attimo pensare a modificare il vostro modo di vedere, oppure rimarrete convinti delle vostrre idee continuando a condividere e manifestare il vostro dissenso verso chi decide di figliare, ma non crediate che la viita sarà più ricca se la gente smettesse di procreare, perché perderemmo la varietà del mondo, la visione smaliziata dei bimbi e quel vivere senza sapere cos’è l’odio di tutti i tipi verso altri o peggio verso il diverso.
Sono alcuni genitori ad inculcare la visione razzista e la rabbia alla loro prole, ma siete anche voi a trasmettere il vostro odio con battute o post alquanto fuori luogo.
Date contro a chi sversa la sua intolleranza per il diverso, eregendovi a paladini dell’uguaglianza, per poi vomitare il vostro astio contro creature innocenti e genitori a volte sfiniti (ma immensamente felici di averle), non siete così tanto diversi dai razzisti che tanto vi infastidiscono.
Cerchiamo di essere più vicini, più uniti e meno astiosi l’uni nei confronti degli altri, perché alla fine, citando uno di quei meme che tanto vi piacciono, ci troveremo forse tutti in una casa di riposo, non di sicuro lussuosa (se minimamente conoscete le rette mensili), ma almeno noi ogni tanto, Forse, avremo qualcuno che viene a trovarci…

AD UN PASSO DA VOI – L’INGANNO DELLA DIVERSITÀ

Coloro che si stracciano le vesti per salvare i migranti, sono gli stessi che coprono, schifati, gli occhi dei loro figli quando passeggio per strada senza protesi.

Questa frase è volutamente provocatoria.
L’ipocrisia dilagante e la malinformazione derivante da tutte le parti aiuta questa falsa bontà da parte dei più. Sia chiaro, non sono contro i migranti, non sono nemmeno pro, trovo che tutta questa questione andrebbe studiata e rivista, rielaborata e programmata correttamente, cosa che nessuno ha intenzione o voglia di fare, noi o l’Europa in primis, poiché a tutti fa comodo la situazione com’è al momento per spostare l’attenzione al bisogno, o peggio, usare la carta migranti per attaccare opposizione e gente comune che, subissata da informazioni sbagliate fornite da siti pretenziosi, è stanca di vedere queste persone riempire i loro paesi, delinquere (non tutti), non rispettare usi del paese nel quale sono ospiti.
Ma ci chiediamo mai da dove nasce l’odio per il diverso ? Perché ci accaniamo contro questa povera gente che rischia la vita per viverne una? Vero che tra loro ci sono molti malintenzionati, ma chi non farebbe di tutto per poter raccimolare del denaro per vivere o da mandare a casa come promesso?
Come possiamo arginare questo esodo? Aiutare queste persone senza per forza pesare su casse e pazienza dei nostri concittadini?
Di risposte non ne ho, come non ho risposte per la differenza tra diversità.
Generalizzo ora, per farvi osservare un punto diverso, una tonalità di grigio, un colore nuovo. Siamo bravi a puntare il dito, molto meno a spremere le meningi per suggerire una soluzione. Siamo bravi a ‘stracciarci le vesti’ per lo sfortunato importante del momento, molto meno a essere umani col vicino di casa bisognoso.
Ho visto persone urlare in piazza per l’integrazione e nel privato guardare con disprezzo barboni o disabili sibilando un ‘che schifo’ a denti stretti;ho visto persone offendere qualcuno per il colore della sua pelle ma non cercare ogni tipo d’aiuto a qualcuno seriamente in difficoltà. Perché dobbiamo per forza dare un colore o una definizione a tutto? Perché ci ostiniamo a classificare bisognosi di serie A e di serie B.

Sarebbe il momento per tutti di chiedersi se sia il caso di provare a fare un’esame di coscienza, resettare tutto quello che pensiamo di conoscere e ripartire da un nuovo livello. In fondo siamo capaci tutti a fare i leoni da tastiera e i paladini della giustizia dietro uno schermo.

Siamo bravissimi a innalzarci a eroi del diverso del momento dimenticando tutto il resto del mondo, tronfi della falsa bontà dimostrata con due parole su un social o quattro URLA davanti al nemico.
Eppure non muoviamo un dito per aiutare quell’uomo in carrozzina che ha trovato un ostacolo, non prendiamo in mano il microfono per chiedere a gran voce il vero cambiamento al magna magna a cui siamo abituati, diamo importanza all’apparenza, ma dimenticandoci della sostanza.
Stiamo pian piano appiattendo l’elettroencefalogramma prendendo per vero e assoluto quello che ci dice un telegiornale, incapaci di cercare altre fonti e approfondire per comprendere meglio la situazione, pronti ad accettare esclusivamente ciò che può dar forza al nostro punto di vista.
Iniziamo col resettare ogni barriera imposta da altri, allarghiamo il cerchio nel quale siamo chiusi ed è chiusa la nostra mente, ripartiamo da zero.
Solo agendo e pensando in maniera diversa, possiamo cambiare l’idea di diverso.

Ecco alcuni link interessanti su immigrazione, disabilita e povertà, sono pochi è vero, ma se dovessi linkare tutti gli articoli interessanti non basterebbe tutto lo spazio del blog, iniziamo quindi con questi :

Buona lettura.