La consapevolezza all’inizio del percorso meditativo, quanta fatica in questo mondo.

La chiara coscienza o consapevolezza è una delle caratteristiche con le quali si invita a contemplare i 4 fondamenti della presenza mentale.
In Mindfullness, di Goldstein, al principio del libro, nel capitolo dedicato a questa caratteristica vi è riportato un estratto de “il sapore della libertà” di Achaan Chaa che ha messo in moto una sorte di ragionamento fulmineo su quanto scritto.

Si parla di quanto in realtà il nostro pensiero, la nostra mente, sia serena e tranquilla di base, ma sentimenti, stati d’animo e influenze esterne minano tutto questo, quando, soprattutto ora, siamo vittime di un trambusto emozionale e dedito al trasporto da pensieri che non sono mai positivi.
Cercare di concentrarsi e lasciare andare i pensieri al giorno d’oggi non è semplice, troppi input esterni non aiutano di certo , ma come mai la nostra mente si lascia andare a questo tipo di emozioni che nuociono alla sua serenità, come siamo arrivati a lasciare che tutto ciò che è esterno alla nostra calma crei tanto disturbo e confusione nelle nostre vite?
Per noi occidentali sembra sempre più difficile vivere serenamente. Credo che al principio di questo status oramai radicato sia principalmente il nostro modo di vivere.
Troppe distrazioni, troppe informazioni, principalmente inutili e atte a stressarci, ci rendono vittime di una perenne stanchezza mentale tanto che non riusciamo a tenere libera la mente dalle costanti turbe che derivano da questo modo di vivere.
Siamo stati abituati a non ascoltare più il nostro pensiero, bombardati da qualsivoglia distrazione mediatica e non, non riusciamo più a concentrarci sulle cose semplici di questa vita, non riusciamo a cogliere la pace nella semplicità.
Avere tutto, come abbiamo noi, non è mai un buon inizio, le tentazioni costanti, come quella di guardare la tv se siamo svogliati, anzichè leggere un libro, intorpidiscono ancora di più il nostro cervello, creando un precedente ogni qualvolta si creda di decidere di iniziare un percorso, che sia spirituale o meno.
Certo, parlo per me, non posso certo metter bocca per tutti su questo, ma trovo che sia estenuante a volte vivere la vita di tutti i giorni e trovare anche il tempo, ma soprattutto la voglia
per iniziare a meditare, leggere o semplicemente a raccogliere e riequilibrare le energie per fare un passo avanti.
Ecco cosa trovo mini, tra le tante cose, la serenità della nostra mente.
I problemi giornalieri, la non capacità di affrontare più un piccolo pensiero, di non portare a termine un pensiero a causa della confusione generale nella quale
viviamo non aiutano chi vuole iniziare il sentiero verso il nirvana.
Riuscendo nei primi passi, la cosa non si semplifica, a causa sempre della nostra mente occidentale arriva anche il nostro ego a dare una mano a ostacolare il nostro cammino e spesso ci si trova fermi senza rendersi conto, autoconvincendosi di poter insegnare agli altri qualcosa che non abbiamo raggiunto nemmeno noi.
Come poter allora, in questa situazione , riuscire ad andare avanti sulle nostre strade?
La risposta, per quanto mi riguarda, risiede nella parola semplicità.
Non basta e non servirebbe a molto togliere i mezzi di distrazione, perchè ne troveremo altri in un batter d’occhio.
Ciò che mi aiuta a non demordere è la capacità, che sto allenando costantemente, di concentrarmi sulle cose belle che la natura ci dona, e uso , o per meglio dire cerco di usare, lo stesso metodo anche
quando provo a riequilibrare le mie energie e a meditare.
Si può iniziare da questo, capire e cercare di mantenere la stessa libertà e pace mentale che proviamo quando guardiamo un arcobaleno o un tramonto rosso, quando vediamo un fiore che sboccia dopo l’inverno, possiamo usare questi ricordi per iniziare a liberare la testa dai pensieri, fermare l’immagine che ci da tanta serenità per poi mantenere questo stato.
Per chi non ha la possibilità o il tempo di vedere queste immagini dal vivo, si può far uso, anche, di una delle stesse armi che ci distolgono dalla serenità, la tecnologia : basta trovare un’immagine naturale che ci trasmette
pace, memorizzare la stessa immaginando di essere in quel posto e lo stato della nostra mente in quel momento e riportarla in vita quando cerchiamo di concentrarci , all’inizio può essere decisamente utile, lasciando che i pensieri che
cercano di disturbare il nostro impegno fluiscano via come l’acqua di un fiume che scorre placida verso il mare o come una nuvola che viene spazzata via dal vento.
Scrivo tutto questo in modo da poterlo rileggere quando mi servirà, perchè essendo ancora all’inizio, ho bisogno di trascrivere i miei pensieri riguardo a ciò che imparo per poter ritrovarli e usarli in meditazioni future in modo anche da poterli fare evolvere,migliorare, crescere e variare.
In fondo nulla è permanente e magari un giorno potrei non essere più d’accordo con quanto scritto ora.
Per finire, anche se questi sono semplici pensieri che avrete avuto tutti, vi ringrazio per avermi dedicato del tempo a leggere quanto ho scritto.
Bless.

L’inizio del cammino… Come mi sto affacciando alle pratiche di yoga e meditazione

In questo periodo di forte preoccupazione sociale ed economica, dove ci viene chiesto di limitare al minimo la nostra libertà a fronte del bene comune, ho approfittato, come spero stiano facendo molti altri, per esaminare la mia persona e la mia vita. Come in passato mi sono trovata a dover affrontare un bisogno che è sempre presente dentro me, come ho scritto anche nell’articolo precedente, la ricerca di Dio.

Nell’etere ho trovato migliaia di letture, video e eventuali corsi da fare online pubblicati da altrettanti maestri e guru e, grazie anche ad alcuni libri, tra le quali “La saggezza di Gesu’ e degli yoga siddha” di M. Govindan ( che consiglio a chiunque interessi il genere), mi sono ritrovata a chiedermi se veramente tutte quelle persone possano in effetti definirsi maestri/guru o se usino questi appellattivi solo per farsi belli e attirare nuovi devoti/discepoli alla loro casa, dominata a volte dall’ego.

E’ brutto dire che non riesco a fidarmi di quanto trovo in internet, troppe volte ho notato delle differenze palesi tra quanto veniva promesso e quanto in effetti c’era di vero negli insegnamenti che venivano dati, e nemmeno posso dire che tutti coloro che ho “seguito” siano dei ciarlatani, ma posso assicurare che molti hanno travisato l’idea/ideologia della meditazione e dello yoga e li hanno plasmati e trasformati perchè potessero essere appetibili alla società occidentale, denaturalizzando ed eliminando quanto di più alto e spirituale potessero contenere, per venderlo meglio al prossimo, alle persone che vorrebbero tutto e subito. Sono nati così dei corsi di yoga new age che permettono anche di diventare insegnante in 200 hr , quando non basta una vita per molti per comprendere il puro significato di questa pratica.

Ma torniamo al percorso che vorrei intraprendere. Vorrei scriverne qui per confrontarmi e magari dare uno spunto a chi mi legge.

Credo, come ha anche consigliato il mio compagno, che prima di intraprendere una qualsiasi strada spirituale , si debba innanzitutto conoscere se stessi, farsi più di un’esame di coscienza, affrontare senza remore il proprio passato e chiarire dentro di noi a cosa vogliamo arrivare. Ognuno ha in mente quali possono essere gli obiettivi della propria vita, gli obiettivi massimi ai quali vorremmo arrivare, molti meno hanno chiaro cosa vorrebbero veramente diventare/raggiungere come anima. Nel mio caso, il fine, all’inizio era solo una bozza annebbiata nella mente, che man mano , mentre mi ci concentravo e continuavo la mia strada, informandomi e leggendo, si faceva sempre più chiara. Quello che sto cercando in questa vita è riassumibile in pochi concetti : vorrei poter seguire il mio istinto e aiutare gli altri, vorrei portare chiaro il messaggio che sento dentro ma che ancora non ha una forma ben precisa, vorrei arrivare a “parlare” con Dio e con il mio Sè superiore.

Sto iniziando così a studiare il percorso da fare, ma prima ovviamente devo togliere degli ostacoli non indifferenti. Ogni giorno devo fare i conti con pensieri, azioni e sentimenti che obnubilano la mia mente, ma soprattutto con immagini del passato, di avvenimenti o altro che non lasciano far fluire l’energia. Partendo da questi fatti, oltre all’aiuto che si può trovare in libri come “conosci te stesso” del cerchio linea 77 e “mindfulness” di Goldstein, ho cercato anche le basi per poter iniziare la meditazione, in aiuto alla mente, e lo yoga, in aiuto al corpo e all’energia che lo tiene radicato alla forza madre. Non ho ancora risposte certe, ma almeno sto imparando a capire quali sono le strade che potrei scegliere, ed ecco che davanti a me ho trovato vari sentieri tra i quali il Karma Yoga, il Kundalini Yoga e il Raja Yoga, assieme alla meditazione pura più vicina alla scuola Dzogchen. L’aiuto maggiore, però, sta arrivando grazie a dei video trovati su youtube di Lama Michel Rinpoche che, come una mamma guida il proprio figlio nei primi passi tenendolo per mano, riesce a illuminare i passaggi bui dell pratica meditativa con una semplicità che solo un maestro può avere,quei particolari che non si trovano nei libri, che possono essere insegnati solamente a voce da qualcuno che già li ha messi in pratica e che conosce tutte le sfaccettature e i problemi collegatia partire dalla postura, da come riuscire a rilassare la mente senza lasciarsi distrarre dai pensieri, come focalizzare l’oggetto della meditazione e cosa “aspettarsi”. Non basta però seguire video o leggere, credo che per non sbagliare o anche semplicemente per avere un confronto, un aiuto e delle risposte chiare e dirette alle domande che possono balenare nel cervello, serva soprattutto un maestro, che guidi almeno all’inizio , l’auto sulla quale si sta viaggiando e che insegni a portare l a macchina verso la destinazione, senza correre troppo e senza sbagliare tragitto. C’è così tanto da imparare e da conoscere, c’è moltissimo da poter condividere e così mi avvio verso questo nuovo stupendo percorso verso la conoscenza e verso Dio, che, per quanto ogni religione voglia diverso l’una dall’altra, è sempre lo stesso, con quell’amore incondizionato, immenso ed eterno che lo contraddistingue da tutto il resto materiale.

Se vorrete seguirmi, scriverò ancora di questo percorso, senza entrare in particolareggiate descrizioni che si possono trovare nell’etere o nei libri specifici e che sono molto più chiare di come potrei esporle io, novizia di queste millenarie storie.

Namasté.

Ad un passo da Dio – siamo tutti lì

Ho 36 anni, un bellissimo bimbo di un anno e mezzo quasi, e posso dire con estrema sincerità che non mi manca nulla di materiale nella vita.
Di sicuro, però, non mi sento arrivata e non per scaramanzia o fissazioni paranoiche di una mente tendente al bipolarismo, ma perché ho la pura consapevolezza che nella vita non si arriva mai e non si finisce mai di imparare, conoscere e scoprire e che tutto può cambiare di significato da un momento all’altro.
Ci sono momenti nella mia vita, però, in cui sento una sorta di vuoto che non mi lascia pace, sono i momenti nei quali più di tutto sento la necessità di cercare Dio, non perché io non lo abbia ancora trovato, ma perché egoisticamente mi perdo nella materialità della vita umana e finisco per ‘dimenticarmi’ di nutrire la parte più importante di noi, la spiritualità, la mia anima. Sono in uno di questi momenti da un po’ di tempo, me ne sono accorta solo da pochi giorni, quando quel ‘buco’ si è fatto sentire più pesantemente, nonostante una vita piena di attimi magici. In questi casi ho l’estrema fortuna di riuscire a ritagliarmi alcuni momenti e parlare con Dio e ho la gioia immensa di ricevere sempre delle risposte da lui, come se stessi chiacchierando con un amico o scrivendo gli un messaggio e tutto senza dover recarmi in un luogo santo o benedetto che sia, come vorrebbe qualche ‘fanatico’ di qualsivoglia religione monoteista . Ripeto che possono sembrare le farneticazioni di una mente affetta da bipolarismo avanzato tendente alla skizofrenia, in realtà sono semplicemente il mio punto di vista. Sono arrivata ad avere una conoscenza tale(praticamente sono solo una principiante) da poter sentire che Dio è in ogni luogo e in ogni persona, anche dentro di me e da lì, qui, ogni dove, ascolta chiunque gli parli rispondendo alle domande, solamente, molte volte, il nostro ‘orecchio’ interiore è sordo, o semplicemente poco allenato a sentire quanto ci viene detto.
Si pensa, così a molti è stato insegnato, che Dio possa interloquire solamente con pochi eletti, mentre la verità è che lui può parlare con tutti noi, poiché tutti siamo in lui quanto lui è in noi, poiché siamo tutti uno, nonostante viviamo in corpo diverso.
Ho volutamente usato la parola Dio perché è l’unica terrestralmente riconosciuta per parlare di lui/lei/loro/noi/me/te/voi, potrei però dargli mille nomi e mille sembianze e sempre parlerei di quell’energia, quella luce, quell’universo tanto caro alla filosofia new age.
Ho passato anni a cercare tramite le più svariate religioni quel Dio di cui avevo bisogno che mai assomigliava a quanto mi servisse, finché un giorno mi sono resa conto che quel che volevo non sarebbe mai esistito, dovevo essere io a cambiare me stessa e il mio modo di operare e vivere e lo avrei trovato. Così è stato, perché sempre è rimasto vicino, dentro me per aiutarmi nella vita, a diventare più forte e cambiare e continuare la crescita.. Ho imparato così che Dio non è quell’essere con la quale prendersela se non ti dà ciò che chiedi nelle preghiere, Dio è colui che è e non è, che si sperimenta tramite ognuno di noi, che vive mille vite e una ed è ovunque e in un posto solo.
Ho trovato Dio quando ho smesso di cercarlo nelle religioni inventate da uomini e mi sono affidata a quello che sente il mio cuore e la mia anima, ed è sempre stato lì ad aspettare che io lo ‘vedessi’.
E non è che Lui è quello giusto e il vostro è quello sbagliato, poiché sono tutti Lui, e se per me agisce in un modo, per te o per qualcun altro si muove in altra maniera, ma è sempre quell’Energia immensa che ha creato tutto ciò che c’è!
Credo che in questo mondo ci sia un estremo bisogno che ognuno di noi ritrovi Dio, non quello descritto nei libri sacri da uomini, ma quello che vive nel la nostra anima, quello che, se vi sedete in silenzio in un posto che vi dà pace e respirate profondamente, troverete ad aspettarvi e che vi sorprenderà in ogni momento se tornate a crederci.
Siamo stati, almeno noi cattolici, indottrinati a pensare che tutti ciò al di fuori della nostra religione fosse demoniaco, per la paura dell’uomo a perdere il potere accalappiato in anni di ‘lavoro’, e ci è stata tolta la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva, la caduta all’inferno sarebbe stata la pena nel caso si fosse seguito altro rispetto alla parola di Dio (ricordo sempre però scritta da uomini).
Mi piacerebbe molto che cadessero tutte le etichette e che tutti iniziassimo a crescere spiritualmente senza paure e a vivere realmente la sua parola e il suo grande vero puro unico sentimento che è l’amore incondizionato.
Ringrazio il Cielo, ringrazio Me per averti ed essermi ritrovata, auguro ad ognuno di voi di ritrovare Dio e Se Stessi e di vivere quel meraviglioso rapporto, che tutte le pagine scritte fino ad ora e in futuro, non potranno mai contenere.
Amatevi, Amate, Amore.