Ad un passo dal silenzio – Quando le opinioni diventano legge

Sono stanca di vedere fazioni farsi la guerra su cose di cui, sommariamente, non sanno un cazzo.
Partiamo dal presupposto che nn appartengo a nessuna bandiera politica quindi non mi si venga ad apostrofare con epiteti che non mi appartengono.
Diciamo anche che, non conoscendo a fondo tutte le notizie e non avendo tutte le reali informazioni, non posso nemmeno permettermi di dare un giudizio positivo o negativo su nulla, ma posso basarmi sui fatti reali per almeno capire bene dove può esserci il giusto e dove il sbagliato. È tanto difficile secondo voi?
Facciamo l’esempio della Sea Watch 3..
Partendo dal fatto che questi vanno a prendersi i clandestini praticamente sulla costa africana dando un precedente ai traghettatori di corpi che sicuramente ne approfittano, mi chiedo per quale motivo non pensino a quanto sia legale quello che fanno perché, visto da occhi ignoranti, istigano all’immigrazione clandestina anziché battersi legalmente e civilmente perché tutto questo abbia fine, per poter combattere la politica e i governi dei paesi da dove questa gente fugge e per far cambiare i diritti dell’uomo in ogni parte del globo.
Che salvino delle vite è assodato(carta diritti uomo) e ringraziamoli per questo loro impegno nell’aiutare persone che scappano da situazioni invivivibili (certo dentro a sti gruppi ce stanno anche delinquenti, ma non facciamo di tutta l’erba un fascioche poi passiamo per fascisti.. A ragione oltretutto), aiutiamoli a portare in salvo uomini, donne e bambini, ma, ovvio che c’è un ma, deve per forza esserci. Ma senza creare un circo mediatico, usando vite altrui, per ripicca od ostinazione, senza violare leggi (per quanto opprimenti), ma soprattutto senza violare i confini della libertà altrui. A comportarsi come la giovane idealista capitana, si passa dalla ragione, quella di voler salvare ed aiutare delle persone, al torto, tenendo in ostaggio queste anime perché ci si impunta su un’idea.
Ma c’è dell’altro, ci sono particolari che non conosciamo, ci sono interi giorni di cui non sappiamo nulla.

Se commenti un articolo dicendo che con tutti i giri che ha fatto attorno a Lampedusa poteva farli sbarcare in Olanda, minimo devi essere un navigatore provetto che il mare lo conosce come le sue tasche; se scrivi che ha fatto bene a forzare i confini e speronare le navette della gdf minimo devi essere laureato in legge e sapere a menadito tutte le leggi che vietano l’azione compiuta e renderti conto che la tua empatia ha delle preferenze. Se inneggiate alla liberazione di Carola sbeffeggiando i leghisti o il ministro dell’interno, non siete tanto diversi da coloro che chiamate fascisti ignoranti.
Se vi basate su ciò che scrive una testata giornalistica , piuttosto che un’altra, e non andate a fondo della situazione, prendendo per vero ogni singola bufala che viene appositamente confezionata dai troll di internet, ecco.. Se il vostro pensiero è avvelenato da tutto questo, dovreste avere la decenza di starvene zitti e non fomentare l’odio e aizzare altri troll a creare notizie false per portare più gente dall’una o dall’altra parte.

Le vostre frustrazioni che siano di destra o sinistra o centro, andatele a far fruttare in altra maniera anziché digitare con quelle ditina sulle vostre tastiere lettere che compongono versi di odio verso chichessia. Alzate il culo dalla sedia dietro quel telefono o monitor e andate a far qualcosa per cambiare il vostro paese o il mondo, altrimenti abbiate la decenza di fare come fanno in pochi oramai, di tenere quella bocca chiusa.
Libertà di pensiero e parola non vi da l’autorizzazione a mostrare a tutti le mostre mancanze intellettuali e sentimentali.
Sembrate uno la brutta copia dell’altro, sempre pronti a combattere a colpi di copia/incolla senza verificare la veridicità di quanto scritto, sempre pronti a vomitare il vostro odio verso chi non la pensa come voi e a darvi man forte fra simili senza rendervi conto di essere un belante gruppo di pecore guidate da un pastore silenzioso, ma che vi fa fare quello che vuole dandovi l’illusione di essere voi a decidere della vostra vita.
Sempre gli stessi commenti beceri, triti e ritriti, rendete tutto così monotono tronfi di essere i paladini della pura verità e della salvezza quando, nemmeno tanto velatamente, siete portatori d’odio, rabbia e rancore.

Se riusciste a fermarvi un attimo, a contare fino a dieci prima di iniziare a digitare qualsiasi cosa vi passi per la testa, se respiraste profondamente prima di commentare a ruota libera o esprimervi vomitando i vostri pensieri, forse internet diverebbe un posto più bello, pacifico e tranquillo. E se tutto questo lo applicaste anche alla vita reale, beh.. Un po’ più in pace forse si vivrebbe.

Ad un passo dalla scelta – Criticati tu che mi critico io

Mi sono ripromessa di non parlare mai di politica , anche perché, fondalmentalmente e sinceramente, ci capisco pochissimo non essendo laureata in scienze politiche, ma é da un po’ che sento il bisogno di esprimere la mia idea particolare, soprattutto nel contesto attuale.
Di certo c’è che personalmente non ho una preferenza (sento già il coro di chi mi punta il dito contro accusandomi di essere una di quelli che stanno contribuendo a far rovinare il nostro bel paese).
Non essendo, quindi, una fanatica e paladina del giusto voto, mi ritrovo molte volte ad osservare le azioni, le promesse e i modi di agire delle svariate parti e a trarre le mie conclusioni, condivisibili o no.

Premettendo che la maggior parte delle uscite e promesse politiche non sono ben comprese e vengono sempre strumentalizzate dall’opposizione di turno, mi chiedo quanto stupidi possiamo essere a credere ancora a quanto detto da un politico o dall’altro se ogni volta le nostre speranze di realizzazione vengono disattese e, in seguito, ci dimentichiamo di quanto siamo rimasti delusi dalla nostra scelta del cuore e ci promuoviamo a giudici dell’opposto paventando le qualità di chi ci ha appena amareggiato.
Possibile che la nostra memoria sia così labile da dimenticare il malessere e così pronta a puntare il dito sempre e solo verso l’avversario? L’autoanalisi é così lontana come opzione?
Com’è che ci siano così tanti esperti in politica e l’Italia vada lo stesso così male?
Siamo seriamente così ciechi da dare del disinformato a qualcun altro quando crediamo come dei mammalucchi alle informazioni rielaborate e condite a puntino di un telegiornale o giornale di turno?

Nell’Italia di oggi c’è un ministro, amato o meno, che ha capito alla perfezione come arrivare al cuore di milioni di italiani, un provetto esperto di marketing elettorale, un uomo che condivide con i suoi elettori ogni sacrosanta cosa che fa, dal bere un bicchiere di vino in riva al mare alla firma di una importante legge (secondo lui), un ministro che fa si che lo si veda come uno del popolo. Opinabile o meno come modo di lavoro, stiamo vedendo come la cosa stia avendo un effetto positivo per la sua fazione portandolo a consecutive “vittorie”.
In altra forma invece un altro ministro, che passa in sordina, che non pubblicizza ogni cosa che fa e che passa da “fantasma”, tanto da non essere nominato la maggior parte delle volte.
All’opposizione abbiamo un partito che ha appena smesso di farsi la guerra internamente e che, anziché proporre delle soluzioni diverse e innovative, anziché riavvicinarsi alla sua ideologia originaria, passa la maggior parte del tempo ad accusare gli avversari di svariati ‘reati’ e ‘comportamenti’ sbagliati tacciandoli di poca umanità e sensibilità. Impegnati sempre a puntare il dito sugli altri anziché accrescere i propri punti di forza passano così ad essere poco appetibili di fronte all’italiano medio votante.

Non ho volutamente usato paroloni storici che vanno molto di moda ultimamente perché trovo subdolo chiamare in causa la storia, che comunque, mai deve essere dimenticata, per descrivere determinati atteggiamenti, riempirsi la bocca di alcuni epiteti mi lascia sempre perplessa, oltre al fatto che non mi sento in grado di scomodare avvenimenti così importanti non avendoli vissuti e non conoscendoli abbastanza profondamente da darmi l’autorizzazione ad adoperarli.

E se, per una volta, la prima volta, si arrivasse a una diversa opzione? Non capendo di politica una cippa potrei sbagliare clamorosamente, ma anziché farsi la guerra alimentando il sentimento della rabbia, dell’odio e della divisione, si cercasse di collaborare, cooperare, dialogando realmente e, per quanto possibile, pacificamente??!
È così utopica come possibilità quella di vedere delle persone lavorare assieme per dare un futuro, non dico migliore, ma decente a questo paese che sta dimenticando ogni suo pregio e sta evidenziando i propri difetti e le proprie mancanze. Eppure servirebbe così poco per poter sistemare le cose, ma evidentemente nessuno lo vuole realmente fare, che sia di destra o di sinistra.