Ad un passo dal passato – Non puoi essere giovane per sempre

Alla veneranda età di 36 anni mi ritrovo ancora oggi a dovermi confrontare con coetanei che sono rimasti fermi a quando avevamo 20/25 anni. Non fermi fisicamente, volesse il cielo poter fermare il tempo e avere ancora quel bel sedere sodo e il seno arrampicato e non cadente, ma mentalmente e maturamente (lo so che non esiste come parola, passatemela..in fondo hanno fatto passare pure petaloso che nun se po’ sentì).Mi ritrovo, infatti, a fare i conti con una generazione di persone che non sanno cosa vogliono dalla vita ad un’età nella quale dovrebbero già aver iniziato a vedere i frutti del loro lavoro. Per chi non avesse capito, sto parlando dei casi umani che sono nati tra la metà dei magnifici ’70 e la fine dei ’90,il periodo d’oro chiamiamolo. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma la percentuale dei personaggi che non danno segnali di crescita personale e si è fermato all’adolescenza è preoccupantemente alto in questa fascia, a meno che non sia io a conoscerli tutti, ma credo sia matematicamente impossibile.Sia chiaro che non sto parlando dei classici “bamboccioni” che abitano a casa dei genitori ,nemmeno di coloro che la casa natale non possono lasciarla per svariati motivi quali : mancanza di soldi, lavoro o necessità di rimanere con i propri cari. Gli individui che tratto in questo articolo sono coloro che ,magari vivendo anche da soli, non intendono prendersi nessuna responsabilità e tendono a comportarsi come quando erano dei giovincelli.

I classici che trovi fuori al sabato sera vestiti di tutto punto e profumati che manco gli uscisse “acqua di Giò” dai rubinetti del bagno, che puntualmente fanno serata a bere e fare l’alba in discoteca o al pub e ci provano con quelle/quelli (sì ci sono anche na massa de donne del genere) che potrebbero essere tranquillamente loro figli, senza mostrare nessun rimpianto e nessuna (secondo il mio parere ) dignità. Sono i figli del nulla, quelli che non hanno mai voluto essere paragonati ai genitori e che volevano far qualcosa di diverso, lasciare il segno e si ritrovano invece a far i conti con l’inizio delle rughe e un fisico non più atletico e sodo come una volta. Ho provato anche a cercare di capire per quale motivo questa gente si sia fermata a così tanti anni fa e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che non hanno voluto intraprendere un percorso di crescita, come abbiamo fatto tutti,forse per paura di diventare grande o per mancanza di “intelligenza” hanno deciso di rimanere agli anni dove tutto era facile, dove erano i “belli” della compagnia, invidiati e imitati dagli altri. Può essere che la “fama” della gioventù li abbia un po’ montanti e che pensino di poterla portare avanti, in eterno, senza dover pagare il conto al tempo o a se stessi.

Amano chiamarsi alternativi, senza rendersi conto che già dando un nome al modo di essere sono classificati in un gruppo di tot persone che si comportano alla stessa maniera, si sentono diversi e vincitori perchè non sono diventati schiavi di un sistema che li costringe a seguire un percorso specifico, senza rendersi conto che il sistema comunque sta vincendo su loro.Tendono a usare i classici slogan del “Non sarò mai come mi volete voi” senza capirne il vero significato e diventando solo uno dei tanti . Credo che queste persone non abbiamo l’apertura mentale per capire che comunque e purtroppo da un sistema radicato come quello odierno non si scappa, ma che si può fare le cose a propria maniera, che crescere non è il male assoluto, anzi, è da lì che partono le idee per cambiare quello che non ci è andato giù da ragazzi, rompendo uno schema del quale-volenti o nolenti- fanno parte anche loro pensando invece il contrario. Lo posso dire in prima persona che continuare a fare i giovani dentro non porta a nulla, anche io fino a poco fa facevo parte di questo ‘merdaviglioso’ impasto di persone, non perché attaccata alla mia sempre più lontana adolescenza, ma per un mix di componenti quali famiglia troppo protettiva e troppa superficialità nell’affrontare gli avvenimenti della vita. Avevo paura, in certo qual modo, di cosa mi aspettava lì fuori, non ero pronta ad affrontare l’età adulta come me l’avevano descritta, fino a che, percorrendo questo stupendo cammino di ‘crescita’, non ho capito che potevo diventare grande a modo mio, ed essere realmente un’alternativa a ciò che mi veniva imposto.

Perché, diciamocela tutta, gli anni si susseguono, il corpo non è più quello di una volta, ci si mette di più, fisiologicamente, a riprendersi da una notte brava, e anche la mente non è più fresca come vorremmo. Posso anche sbagliare, ma credo che ci sia una stagione per tutto, e per quanto sia bello far serata una volta ogni tanto, in maniera un po’ più responsabile, è emozionante appunto perché si fa ogni tanto, non tutte le settimane, perché poi la vita rischia di diventare tutta uguale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e via discorrendo, senza avere il senso dell’essere vissuta. C’è un mondo da scoprire nell’età adulta e penso che scoprirlo sia l’avventura più bella che si possa vivere.

Ad un passo dalla maschera – Chi si cela dietro al tuo bel viso?!

Il tempo è galantuomo mette:
ogni regina sul suo trono e
ogni pagliaccio nel suo circo.

Per chi non è mai incappato nella tipologia di persone che sto per descrivere sarà dura capire cosa succede nel profondo di una persona che ci si trova davanti e intreccia un rapporto con tali esseri.
A qualcuno di voi, come alla sottoscritta, sarà successo nella vita di incontrare un determinato tipo di individui che, indossando una meravigliosa maschera, si sono rivelati col tempo tutto il contrario di ciò che mostravano (a volte con una maestria eccellente tale da sviare anche gli occhi più attenti). Queste persone si mostrano, nel carattere principalmente, per qualcuno che non esiste e intrecciano e distruggono rapporti con una facilità tale che ci si chiede se siano realmente terrestri e non cyborg e se abbiano un lato emotivo o meno ,anche perchè sembra (e forse è proprio così) che traggano gioia e soddisfazione nel compiere questi gesti.


Dall’indole prettamente narcisista ed egocentrica(celata magnificamente il più delle volte) , con il loro modo di fare, possono tessere le lodi o mandare in frantumi una persona solo per il loro puro e personale capriccio, a volte, per salvarsi dalla noia che provano quando tutto va bene ed è tranquillo per troppo tempo, altre volte semplicemente per svago.
Non sto parlando di coloro che adoperano queste loro “abilità” con una persona alla volta, ma di quelli che riescono maleficamente a farlo con più persone, diventando per se stessi o anche per altri , il centro dell’essere, il burattinaio che muove i suoi pupazzi come vuole per il proprio ego,per la propria malsana voglia di comandare e creare un’ opera teatrale nella vita, fregandosene dei sentimenti degli altri, fregandosene delle ferite causate.

Ma prima o poi il vero volto di queste meravigliose maschere non riesce più a essere celato e , finalmente, il mostro salta fuori, mandando in pezzi tutto quello che ha creato e lasciandosi dietro terra bruciata.
Essere prede di determinati esseri porta a perdere l’autostima e a chiedersi come si abbia fatto a essere talmente ciechi da non accorgersi di quanto stava accadendo, porta a chiedersi che tipo di persone siamo e fa nascere dubbi profondi sui propri comportamenti, fino ad avere timore di aprire semplicemente bocca per paura di sbagliare.
A chi ha incontrato queste persone o a chi ha la sensazione di averne davanti ora una vorrei aprire uno spiraglio nel buio che hanno lasciato o che stanno creando in voi, poichè anche per loro, prima o poi, arriverà il momento di pagare pegno.


Non parlo di regola del 3 o di karma , semplicemente, come per tutti noi esseri umani, arriverà un momento nella vita di questi ‘fantastici’ attori dove sarà chiesto loro di pagare il conto per il comportamento che hanno tenuto. Chi prima e chi poi tutti dovranno fare i conti con una pessima mano nel poker che è la vita e per quanto siano abili bari non potranno cavarsela se non con una cocente sconfitta. E se le loro ‘vittime’ sono abbastanza forti da rialzarsi dopo il loro passaggio e reiniziare a sorridere e vivere, noteranno che in effetti, chi li ha tanto manipolati, già vive in una vita disfatta, costruita col nulla delle menzogne, arricchita dalle vaque promesse mai mantenute e adornata solamente di belle parole. Un castello di carte che al primo vento cadrà.
E per quanto alcuni di questi ‘nuovi mostri’ siano convinti della loro ragione, dovranno guardare un giorno lo specchio senza inorridire osservando rughe di ricordi e macchie di sentimenti sfruttati e si ritroveranno a osservare la raggrinzita versione di uno sceneggiato anni 80.
Guarderanno al passato vedendo solo il nulla assoluto, non un momento di piena gioia o amore puro, non un momento di reale felicità o semplice dolore; non ci sarà nulla di così significativo da rendere indelebile nella lavagna dei ricordi che rimarrà così intonsa pari a nuova dopo che con un colpo di spugna ogni azione sarà lavata via.
E così, se non pagheranno pegno prima e chiederanno perdono, si ritroveranno davanti a  lei, placida e silente, insinuatasi in anni di vacua gloria, sua signoria LA SOLITUDINE.
Colei che è capace di far inginocchiare anche il più astuto e forte cavaliere.

Nn so se mai leggerai queste righe, ragazza cara, ma le dedico a te che per anni hai fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro gruppo di amici, allontanando chi ti conveniva al momento, solo per tuo capriccio o per paura di venire smascherata. Ti auguro con il cuore che la vita ti dia il meglio per te e di non incrociare mai qualcino più abile nel prendere in giro le persone.
Con questo, anche se molto ancora avrei da dire, ti saluto. Addio.

Ad un passo dalla sincerità – Amore siamo solo amici

Il tradimento è uno dei maggiori motivi di separazione tra coppie e, in molti casi, di problemi di fiducia verso il prossimo delle persone che hanno subito tale trattamento dal partner.
Il peggior modo di terminare una relazione, in effetti, è quella di scoprire che la persona che pensavamo di conoscere bene e che, se non lo abbiamo già fatto, avevamo immaginato di sposare, ci ha presi in giro intrecciando un rapporto intimo segreto con qualcun altro.
Tutto questo porta la vittima a vivere una sorta di guerra interiore e a porsi mille domande su se stessa. Non sono abbastanza? Sono poco interessante? Ho mancato in qualcosa? Cosa ho fatto di male?
Successivamente, a volte, porta a una perdita di autostima o, peggio, a una modifica del comportamento tanto da diventare carnefici o peggio fomentatori d’odio generico verso l’altro sesso.

L’adulterio è di per se una vera e propria forma di violenza verso il prossimo, violenza psicologica e fisica indiretta, che va a minare un rapporto ancor più intimo di quello di coppia, e cioè quello con se stessi.
Anche se un’esame di coscienza è sempre un bene, il problema non è da imputare totalmente chi ha subito o chi ha perpetrato.
Viene da chiedersi cosa ci sia di così affascinante e accattivante nell’infedeltà. Togliendo la percentuale di persone egoiste ed egocentriche che godono nell’avere più individui che pendono dalle loro labbra (per non usare altri termini), resta un’ampia gamma di esseri che perpetuano tale ‘rituale’ e continuano nella reiterazione del reato finché non vengono scoperti, a volte anche dopo.

Si puo essere stanchi, si può sentirsi stretti in un rapporto, ci si può sentire oppressi o anche invisibili, ma l’infedeltà non è la soluzione a questi problemi. Si dovrebbe parlare, parlare, parlare con la persona amata per risolvere i problemi, i propri dubbi, raccontare e raccontarsi, ma evitare di infliggere un dolore del genere a chi si ha amato e forse si ama ancora.
Che gusto c’è a tradire la fiducia del proprio compagno, a nascondere quello che si fa? Cercare quel brivido che ci attraversava quando da bambini si faceva qualcosa che i nostri genitori ci avevano proibito è sintomo forse di non essere mai cresciuti e di non essere pronti a responsabilità nella propria vita, la maturità di una persona si vede anche da questo, mantenere fede ad un impegno preso, senza buttare tutto a ‘puttane’, e questo richiede una forte dose di passione, pazienza ed equilibrio interiore.
Altrimenti col tempo il dialogo può assopirsi, i due amanti si distanziano ed è questo che si deve evitare, mantenere vivo il rapporto parlandosi e confrontandosi perché l’amore necessita di cura e attenzione costante, ha bisogno di essere accudito, soprattutto ai giorni nostri dove, purtroppo, le distrazioni sono fin troppe, dove la libertà a volte è troppa, dove non ci sono più, per molti, i valori morali che vengono chiamati antichi.

Non si diventa diversi da un giorno all’altro, è un cambiamento che si attua con l’aiuto del tempo e se in quel tempo si continua a confrontarsi con il partner, magari, si cambia assieme, altrimenti è solamente un stare assieme a una persona che una volta credevamo di conoscere e che, dopo esserci lasciati travolgere da mille altre cose della vita (possiamo dirlo meno importanti il più delle volte) è diventato uno sconosciuto.
Piccole attenzioni giornaliere, piccoli gesti che continuano a lubrificare la catena del rapporto per non farla stridere.

L’infedeltà non è qualcosa che capita così, un giorno, per caso. Ci sono dei segnali ben precisi e se, nonostante il dialogo, e l’impegno da parte di entrambi, non vanno le cose, si dovrebbe avere il coraggio, prima di distruggere nella maniera più subdola anni di rapporto, di mettere fine a un racconto che è arrivato al suo ultimo capitolo prima di iniziarne un altro. Si rischia altrimenti di far confusione, di non imparare cosa quel racconto aveva da insegnarci e commettere nuovamente, ripetutamente lo stesso errore.