Ad un passo dall’insopportabile – Quando ci dimentica di esser stati bambini tutti

Non avendo tempo per scrivere articoli, mi diletto in piccoli pensieri.
Ultimamente ritrovo spesso la mia mente soffermarsi a tutte quelle persone che conosco che affermano di non voler figli e che condividono sui social meme, immagini e stati dove riversano il proprio odio verso i bambini, soprattutto quelli particolarmente vivaci.
A parte che trovo questo comportamento razzista, mi soffermo a cercare di capire quanto sia facile giudicare gli altri, in questo preciso caso i genitori, tacciandoli di incapacità educativa e consigliando l’uso di contraccettivi onde evitare l’arrivo di ulteriori ‘terremoti’ quando non si hanno le nozioni di base(no nemmeno tu laureata in scienze educative dell’infanzia le hai), ma soprattutto non si vive in prima persona la sfida continua che comporta avere uno o più figli.

Partiamo dal punto di vista totalmente personale, per me se vuoi figliare o no è un tua decisione, ma sentirvi dire che non lo fate perché non vedete un futuro per loro dato lo schifo che si vede ogni giorno e al quale andiamo incontro, vi trasforma in egoisti, la stessa parola che usate voi per noi che decidiamo di procreare e riversare l’immane amore che un essere vivente è capace di provare verso un altro essere vivente, e non solo, vi taccerei anche come fatalisti pigri della domenica, in quanto per eliminare i sensi di colpa per quello che sta succedendo al giorno d’oggi, ve ne lavate le mani e la coscienza pensando di aver fatto la vostra parte con questa scelta, ma continuando a vivere come avete fatto finora senza minimamente pensare di apportare cambiamenti reali per salvaguardare il nostro pianeta.
Alcuni di voi non pensa nemmeno che, appunto perché abbiamo messo al mondo dei figli, noi genitori cerchiamo di far qualcosa perché non si lasci solo cenere e menefreghismo a loro, e credendoci, li cresciamo con una punta di sensibilità maggiore verso la Terra, perché magari loro, a differenza nostra, un modo per salvarla e rispettarla di più lo troveranno, anche perché glielo abbiamo insegnato noi.
La mancanza di rispetto verso chi ha figli, da parte vostra, a volte rasenta il ridicolo. Sia chiaro alcune persone nn sono capaci ad educare dei bambini e questi ultimi crescono maleducati, irriverenti e spocchiosi, ma nn facciamo di tutta l’erba un fascio, come cerco anche io di non classificarvi tutti alla stessa maniera.
Perdonate però se mi vien da ridere quando leggo i vostri post pieni di qualsivoglia emozione negativa per i bimbi vocianti in ristorante (ad esempio) e poi siete gli stessi che al telefono urlano o quando sono al bar fanno caciara dopo un paio di drink, perché siete la versione adulta di quei bimbi e mi vien da pensare che li odiate così tanto perché in fondo odiate un po’ voi stessi.

I bambini son bambini per poco, lasciateli sfogare (entro i limiti della decenza, educazione e libertà altrui ovviamente), siete stati piccoli anche voi e non credo che foste santi proprio tutti quanti.
Se vi è rimasto un minimo di empatia nella vostra anima, cercate anche di comprendere che magari per loro l’uscita al ristorante, come il viaggio in treno, è una continua scoperta.. Che un po’ è come dovremmo vivere noi grandi. Pensate poi, che magari, dietro a quei bambini urlanti, ci sono genitori che hanno provato a calmarli in mille modi, senza urlare e passare loro stessi da caciari, provate a pensare che magari dentro di loro si vergognano e vorrebbero chiedere scusa ad ognuno degli estranei che vengono disturbati. Non pensate sempre che sono dei genitori di merda o irresponsabili e menefreghisti, perché non sempre è così. Mettetevi la mano sulla coscienza, come chiedo di metterla a quei genitori che hanno dei bimbi supervivaci e difficili da gestire, da una parte voi provate a comprendere, dall’altra a noi mamme e papà chiedo di cercare altre soluzioni se sappiamo che il nostro bimbo non è capace di star fermo un attimo (che nn sia piazzarlo davanti al telefono).
Non so se queste mie parole potranno valer qualcosa o no, se potreste anche per un attimo pensare a modificare il vostro modo di vedere, oppure rimarrete convinti delle vostrre idee continuando a condividere e manifestare il vostro dissenso verso chi decide di figliare, ma non crediate che la viita sarà più ricca se la gente smettesse di procreare, perché perderemmo la varietà del mondo, la visione smaliziata dei bimbi e quel vivere senza sapere cos’è l’odio di tutti i tipi verso altri o peggio verso il diverso.
Sono alcuni genitori ad inculcare la visione razzista e la rabbia alla loro prole, ma siete anche voi a trasmettere il vostro odio con battute o post alquanto fuori luogo.
Date contro a chi sversa la sua intolleranza per il diverso, eregendovi a paladini dell’uguaglianza, per poi vomitare il vostro astio contro creature innocenti e genitori a volte sfiniti (ma immensamente felici di averle), non siete così tanto diversi dai razzisti che tanto vi infastidiscono.
Cerchiamo di essere più vicini, più uniti e meno astiosi l’uni nei confronti degli altri, perché alla fine, citando uno di quei meme che tanto vi piacciono, ci troveremo forse tutti in una casa di riposo, non di sicuro lussuosa (se minimamente conoscete le rette mensili), ma almeno noi ogni tanto, Forse, avremo qualcuno che viene a trovarci…

Ad n passo dalla copertina – Siete tutti influencer!?

Vi vedo sfilare con le vostre arcate fiere camminando nelle vostre scarpe firmate, con la borsa all’ultimo grido, vestiti di tutto punto. Mentre dall’alto dei vostri occhiali da sole copiati dal vostro influencer preferito , mi squadrate come se venissi da Marte, io che mi vesto al mercato o all’ovs. Con quelle mani curate che prendono il bicchiere del bar del paese o si appoggiano alla macchina che avete sempre sognato e che state pagando indebitandovi ancora di più mentre fate un vita che non vi potete permettere, ma che dovete far vedere di poter vivere. Arrancate verso il successo senza sapere fare nulla di preciso, convinti di essere la prossima star del futuro e guadagnare un sacco di soldi, non contando che in realtà vi segue Pinuzzo_porcello98 o cosatifarei11 oltre ai vostri genitori. Vi noto sapete e provo tristezza, pena, senso di vuoto, perchè siete cresciuti copiando qualcun altro, senza sapere chi siete esattamente. Credendo di essere così come vi hanno costruito, anzichè cercando di capire cosa avevate dentro, Vuoti come la vostra mente se vi si parla di qualcosa che non sia di vostro interesse,giusto per cultura generale. Persi nel tornado di social che vi aiutano a crederci ancora di più, cresciuti dalla televisione e da estranei che vi hanno inculcato l’idea che l’unico modo di vincere nella vita sia di avere tutto, non di essere tutto(quello che vorreste) . Vuoti come rimarranno i vostri ricordi quando sarete più grandi e probabilmente lavorerete come commessi o nell’azienda di papà.

Non vi abbiamo seguito, vi abbiamo lasciato liberi di essere quello che volevate essere, senza darvi un esempio su chi volevate diventare, messi di fronte a scelte sbagliate comunque, vi abbiamo aiutato a non cadere offrendovi tutto, senza mai dover pagare scotto, senza mai dover faticare per avere qualcosa. E ora vi chiedo, cosa avete dentro? Quanto piatta è la vostra anima? Che emozioni provate? Sapete chi siete realmente? Abituati a vivere una vita di plastica fatta di superficialità avete scavato la vostra fossa verso il nulla dell’anima. Non è mai troppo tardi per cambiare, mai troppo tardi per scoprire che magari la vostra scelta sarebbe stata un’altra. Arriverà un giorno dove guarderete alla vostra vita patinata, dentro ai vostri armadi, e vi chiederete se è veramente tutte questo quello che volevate da voi. Pieni di oggetti di lusso o non, ma vuoti dentro con quel senso di non appartenenza, quel senso di mancanza e tristezza, come se ci fosse qualcosa che non riuscite a vedere ma che vi manca e lì continuerete a riempire la vostra casa, voi stessi di altri oggetti per sopperire a quel senso che invece di svanire, crescerà enormemente portandovi in un circolo vizioso che non avrà fine, voi sempre più avidi di oggetti e superficialità e lei, la vostra anima, sempre più nera e bisognosa di luce. Com’è essere voi?Lo chiedo per curiosità, perchè non vorrei mai essere al vostro posto. Ho altre priorità nella vita che mi arrichiranno più di quanto possa fare un conto corrente bancario con 6 zeri. So che non ci credete, forse alcuni di voi non saranno nemmeno portati a provare questo (il mondo è vario ed è bello per questo) ma ci sono cose molto più preziose di un gioiello, molto più arricchenti di una borsa di Vuitton. C’è una realtà fatta di sentimenti ed emozioni che voi non riuscirete mai a scovare sotto i chili di plastica e tecnologia che avete addosso, c’è un mondo di possibilità che vi sorprenderebbe e lascerebbe basiti se alzaste il vostro sguardo (ed il vostro cervello) dai likes di facebook ed instagram. Questo mondo nel quale vi si fa credere che potrete vivere senza lavorare un giorno della vostra vita cadrà davanti a voi come un castello di carta rivelandovi la cruda realtà, NON POTETE ESSERE TUTTI INFLUENCER E FAMOSI.

Un giorno arriveranno le rughe, e peggio, le bollette da pagare e forse capirete che non si può fare la bella vita senza farsi il c…o, a meno che ovviamente non siate figli di un re o di un multimilionario (ma anche in questo caso i soldi prima o poi finiranno). Vi appaga realmente questa falsa vita fatta di ostentazione e falsi amici? Seriamente vi accontentate di una schiera di follower che alimentano il vostro io vanesio? Non vi viene mai in mente che c’è altro oltre a tutto questo apparire, tutto questo esporsi fintamente? Vorrei che gli adulti vi avessero dato altri strumenti, che vi avessero insegnato a puntare in alto in modo diverso, che vi avessero sfidato a dimostrare di potercela fare a diventare qualcuno di importante. Che vi avessero incoraggiato a seguire i vostri sogni di bambini e non di adolescenti, che vi avessero aiutato a formare il vostro vero io anziché permettervi di rimanere parcheggiati di fronte alla tv o davanti allo schermo di un cellulare. Un buon libro avrebbe potuto sconfiggere quella smaniosa mania di guardare costantemente lo schermo.. Forse… O forse il destino vostro è proprio questo. Forse sarete un faro per i giovani di domani, che non vorranno più essere come voi e invertiranno la marcia. Oppure tutto questo è un romantico sogno di mezza estate di una donna che avrebbe voluto far di più per se stessa e si rammarica nel vedere ragazzi con meravigliose capacità accontentarsi dell’essenza del nulla. Io ho ancora tempo per realizzare i miei sogni, ma voi, avete voglia di scoprire i vostri?!

Ad un passo dal silenzio – Quando le opinioni diventano legge

Sono stanca di vedere fazioni farsi la guerra su cose di cui, sommariamente, non sanno un cazzo.
Partiamo dal presupposto che nn appartengo a nessuna bandiera politica quindi non mi si venga ad apostrofare con epiteti che non mi appartengono.
Diciamo anche che, non conoscendo a fondo tutte le notizie e non avendo tutte le reali informazioni, non posso nemmeno permettermi di dare un giudizio positivo o negativo su nulla, ma posso basarmi sui fatti reali per almeno capire bene dove può esserci il giusto e dove il sbagliato. È tanto difficile secondo voi?
Facciamo l’esempio della Sea Watch 3..
Partendo dal fatto che questi vanno a prendersi i clandestini praticamente sulla costa africana dando un precedente ai traghettatori di corpi che sicuramente ne approfittano, mi chiedo per quale motivo non pensino a quanto sia legale quello che fanno perché, visto da occhi ignoranti, istigano all’immigrazione clandestina anziché battersi legalmente e civilmente perché tutto questo abbia fine, per poter combattere la politica e i governi dei paesi da dove questa gente fugge e per far cambiare i diritti dell’uomo in ogni parte del globo.
Che salvino delle vite è assodato(carta diritti uomo) e ringraziamoli per questo loro impegno nell’aiutare persone che scappano da situazioni invivivibili (certo dentro a sti gruppi ce stanno anche delinquenti, ma non facciamo di tutta l’erba un fascioche poi passiamo per fascisti.. A ragione oltretutto), aiutiamoli a portare in salvo uomini, donne e bambini, ma, ovvio che c’è un ma, deve per forza esserci. Ma senza creare un circo mediatico, usando vite altrui, per ripicca od ostinazione, senza violare leggi (per quanto opprimenti), ma soprattutto senza violare i confini della libertà altrui. A comportarsi come la giovane idealista capitana, si passa dalla ragione, quella di voler salvare ed aiutare delle persone, al torto, tenendo in ostaggio queste anime perché ci si impunta su un’idea.
Ma c’è dell’altro, ci sono particolari che non conosciamo, ci sono interi giorni di cui non sappiamo nulla.

Se commenti un articolo dicendo che con tutti i giri che ha fatto attorno a Lampedusa poteva farli sbarcare in Olanda, minimo devi essere un navigatore provetto che il mare lo conosce come le sue tasche; se scrivi che ha fatto bene a forzare i confini e speronare le navette della gdf minimo devi essere laureato in legge e sapere a menadito tutte le leggi che vietano l’azione compiuta e renderti conto che la tua empatia ha delle preferenze. Se inneggiate alla liberazione di Carola sbeffeggiando i leghisti o il ministro dell’interno, non siete tanto diversi da coloro che chiamate fascisti ignoranti.
Se vi basate su ciò che scrive una testata giornalistica , piuttosto che un’altra, e non andate a fondo della situazione, prendendo per vero ogni singola bufala che viene appositamente confezionata dai troll di internet, ecco.. Se il vostro pensiero è avvelenato da tutto questo, dovreste avere la decenza di starvene zitti e non fomentare l’odio e aizzare altri troll a creare notizie false per portare più gente dall’una o dall’altra parte.

Le vostre frustrazioni che siano di destra o sinistra o centro, andatele a far fruttare in altra maniera anziché digitare con quelle ditina sulle vostre tastiere lettere che compongono versi di odio verso chichessia. Alzate il culo dalla sedia dietro quel telefono o monitor e andate a far qualcosa per cambiare il vostro paese o il mondo, altrimenti abbiate la decenza di fare come fanno in pochi oramai, di tenere quella bocca chiusa.
Libertà di pensiero e parola non vi da l’autorizzazione a mostrare a tutti le mostre mancanze intellettuali e sentimentali.
Sembrate uno la brutta copia dell’altro, sempre pronti a combattere a colpi di copia/incolla senza verificare la veridicità di quanto scritto, sempre pronti a vomitare il vostro odio verso chi non la pensa come voi e a darvi man forte fra simili senza rendervi conto di essere un belante gruppo di pecore guidate da un pastore silenzioso, ma che vi fa fare quello che vuole dandovi l’illusione di essere voi a decidere della vostra vita.
Sempre gli stessi commenti beceri, triti e ritriti, rendete tutto così monotono tronfi di essere i paladini della pura verità e della salvezza quando, nemmeno tanto velatamente, siete portatori d’odio, rabbia e rancore.

Se riusciste a fermarvi un attimo, a contare fino a dieci prima di iniziare a digitare qualsiasi cosa vi passi per la testa, se respiraste profondamente prima di commentare a ruota libera o esprimervi vomitando i vostri pensieri, forse internet diverebbe un posto più bello, pacifico e tranquillo. E se tutto questo lo applicaste anche alla vita reale, beh.. Un po’ più in pace forse si vivrebbe.

Ad un passo dalla scelta – Criticati tu che mi critico io

Mi sono ripromessa di non parlare mai di politica , anche perché, fondalmentalmente e sinceramente, ci capisco pochissimo non essendo laureata in scienze politiche, ma é da un po’ che sento il bisogno di esprimere la mia idea particolare, soprattutto nel contesto attuale.
Di certo c’è che personalmente non ho una preferenza (sento già il coro di chi mi punta il dito contro accusandomi di essere una di quelli che stanno contribuendo a far rovinare il nostro bel paese).
Non essendo, quindi, una fanatica e paladina del giusto voto, mi ritrovo molte volte ad osservare le azioni, le promesse e i modi di agire delle svariate parti e a trarre le mie conclusioni, condivisibili o no.

Premettendo che la maggior parte delle uscite e promesse politiche non sono ben comprese e vengono sempre strumentalizzate dall’opposizione di turno, mi chiedo quanto stupidi possiamo essere a credere ancora a quanto detto da un politico o dall’altro se ogni volta le nostre speranze di realizzazione vengono disattese e, in seguito, ci dimentichiamo di quanto siamo rimasti delusi dalla nostra scelta del cuore e ci promuoviamo a giudici dell’opposto paventando le qualità di chi ci ha appena amareggiato.
Possibile che la nostra memoria sia così labile da dimenticare il malessere e così pronta a puntare il dito sempre e solo verso l’avversario? L’autoanalisi é così lontana come opzione?
Com’è che ci siano così tanti esperti in politica e l’Italia vada lo stesso così male?
Siamo seriamente così ciechi da dare del disinformato a qualcun altro quando crediamo come dei mammalucchi alle informazioni rielaborate e condite a puntino di un telegiornale o giornale di turno?

Nell’Italia di oggi c’è un ministro, amato o meno, che ha capito alla perfezione come arrivare al cuore di milioni di italiani, un provetto esperto di marketing elettorale, un uomo che condivide con i suoi elettori ogni sacrosanta cosa che fa, dal bere un bicchiere di vino in riva al mare alla firma di una importante legge (secondo lui), un ministro che fa si che lo si veda come uno del popolo. Opinabile o meno come modo di lavoro, stiamo vedendo come la cosa stia avendo un effetto positivo per la sua fazione portandolo a consecutive “vittorie”.
In altra forma invece un altro ministro, che passa in sordina, che non pubblicizza ogni cosa che fa e che passa da “fantasma”, tanto da non essere nominato la maggior parte delle volte.
All’opposizione abbiamo un partito che ha appena smesso di farsi la guerra internamente e che, anziché proporre delle soluzioni diverse e innovative, anziché riavvicinarsi alla sua ideologia originaria, passa la maggior parte del tempo ad accusare gli avversari di svariati ‘reati’ e ‘comportamenti’ sbagliati tacciandoli di poca umanità e sensibilità. Impegnati sempre a puntare il dito sugli altri anziché accrescere i propri punti di forza passano così ad essere poco appetibili di fronte all’italiano medio votante.

Non ho volutamente usato paroloni storici che vanno molto di moda ultimamente perché trovo subdolo chiamare in causa la storia, che comunque, mai deve essere dimenticata, per descrivere determinati atteggiamenti, riempirsi la bocca di alcuni epiteti mi lascia sempre perplessa, oltre al fatto che non mi sento in grado di scomodare avvenimenti così importanti non avendoli vissuti e non conoscendoli abbastanza profondamente da darmi l’autorizzazione ad adoperarli.

E se, per una volta, la prima volta, si arrivasse a una diversa opzione? Non capendo di politica una cippa potrei sbagliare clamorosamente, ma anziché farsi la guerra alimentando il sentimento della rabbia, dell’odio e della divisione, si cercasse di collaborare, cooperare, dialogando realmente e, per quanto possibile, pacificamente??!
È così utopica come possibilità quella di vedere delle persone lavorare assieme per dare un futuro, non dico migliore, ma decente a questo paese che sta dimenticando ogni suo pregio e sta evidenziando i propri difetti e le proprie mancanze. Eppure servirebbe così poco per poter sistemare le cose, ma evidentemente nessuno lo vuole realmente fare, che sia di destra o di sinistra.

Ad un passo dall’eternità – Finché Morte Non Vi Separi

Da quando in Italia è stata approvata la legge sul divorzio, nel grafico delle statistiche annuali, la curva dei matrimoni arrivati alla parola fine è esponenzialmente salita, mentre quella delle coppie che decidono di promettersi amore eterno è irrimediabilmente in discesa. Ed ora che, anche nei piccoli paesi di provincia, la separazione tra coniugi è vista come una cosa normale, viene da chiedersi come mai così tante coppie arrivino a mettere la parola fine a quel per sempre che si erano promessi pochi o molti anni prima.
Se all’inizio, negli anni 50, il divorzio era preso in considerazione dopo un lungo percorso, per riprendere in mano la propria vita in un matrimonio deciso da altri o per liberarsi un partner dispotico e padrone, ad oggi la situazione è decisamente cambiata.

Sembra che, nella società del tutto e subito e dell’apparenza superficiale costante, si sia persa la magia e il romanticismo che tanto si vede nei film, oramai di serie b, d’amore.
Ad oggi è così facile separarsi definitivamente che molte coppie prendono alla leggera il sacro vincolo. E se una volta i nostri nonni erano bravissimi a cercar di far funzionare la famiglia sopportando o suppartando il partner, noi non riusciamo ad avere la pazienza di passare sopra ai piccoli difetti del nostro compagno senza scatenare una guerra che ci porterà a inforcare strade non solo diverse, ma ben distanti l’uno dall’altro.

C’è chi parla di troppe libertà, chi di parità sventolate al vento, di scarso impegno, ma forse è solamente il poco peso che si da ad un legame che non deve essere preso troppo alla leggera.
Il bel paese dei mammoni, dei giovani che crescono troppo in ritardo, dei ragazzi a cui è vietato manchi qualcosa, sta perdendo, come in altri paesi, l’identità della famiglia.
Abituati ad avere ogni cosa come noi vogliamo, non c’è più l’abilità di lottare e sporcarsi le mani per far funzionare le cose, e così si agisce nell’unico modo che ci abbiamo imparato, si scappa.
Si corre via dalle responsabilità scegliendo sempre la strada più facile, ma la colpa non è da dare solamente a chi ci ha cresciuto o alla società nella quale siamo. La colpa maggiore di ogni sconfitta siamo noi. E la fine di un matrimonio è una sconfitta che ci dovrebbe vedere avviliti, ma pronti a capire dove abbiamo mancato, la realtà dei fatti invece vede ex coppie che si massacrano a colpi di ‘è solo colpa tua’.
Così di frecciatina in altra si arriva a diventare perfetti sconosciuti.

Noi adulti di oggi dovremmo imparare ad ascoltare i nostri nonni, a chiedergli come si riesce a far funzionare un matrimonio fino ai 50 anni e invece vogliamo sapere tutto noi, come se non avessimo ancora passato quella brutta parte dell’adolescenza che ci voleva autoritari e indipendenti quando non lo eravamo, così da perpetrare promesse troppo facilmente e altrettanto semplicemente distruggerle senza alcun rimorso o senso di colpa.
Se non si inizia da noi stessi non si andrà in nessun senso, se siamo i primi a non riuscire a mantenere la parola data, come possiamo insegnarla ai nostri figli (nati o futuri)?
Possiamo scegliere come sempre la via più facile e sperare che agiscano in controtendenza a quanto abbiamo fatto noi, o, per una volta, la prima volta, farci un’esame di coscienza, tirarci su le maniche e cambiare;per noi stessi, per le nostre famiglie, ma soprattutto per dare un contributo a plasmare un mondo migliore.

Si parte dal singolo, si passa alla famiglia, si creano così gruppi che unendosi formano paesi, così via fino alla nazione, fino al globo.
Perché la favola dell’amore che le ragazzine adolescenti sognano, può diventare realtà se ci si lavora ogni giorno e assieme, se ci si plasma e smussa l’uno con l’altro, se ci si accetta e si crede nello stesso fine, nello stesso progetto, così solo si può vedere dove manchiamo e si può migliorare per portare quella magnifica cosa che è l’amore avanti in eterno. Finché morte non ci separi, ma anche oltre.

Ad un passo dalla vergogna – L’altra faccia del bullismo

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.
– Eleanor Roosevelt

Ed aveva ragione la signora Roosevelt nel dire questa frase.
Lei, abituata ad esprimere in maniera diretta i suoi pensieri e conosciuta per la sua lotta per i diritti civili, probabilmente sbiancherebbe di fronte a quanto si sente ai giorni nostri nei telegiornali. Non serve comunque accendere la tv per sentire storie di bullismo ogni santo giorno .
Si possono sprecare miliardi di parole su questo argomento, molti lo fanno, io stessa lo condanno e auspico si possa rieducare chi commette questo reato, che, come molte altre cose, sta sfuggendo di mano.

Arrivo da una generazione , però, che non aveva i paladini del buonsenso a combattere per le vittime, da una generazione che non aveva costantemente i genitori alle spalle a difenderci (sia vittime che ahimè carnefici), siamo la gente che con le prese in giro si è fatta i muscoli, e non solo quelli.
Non esisteva facebook o internet per condividere le gesta dei bulli e farsi forti dell’odio.
Siamo cresciuti più forti, forse anche più diffidenti, ma abbiamo imparato pian piano a difenderci, fino a che le parole o i gesti non facevano più male, scivolano addosso. A quel punto avevamo vinto.
Abbiamo anche noi il rovescio della medaglia, vittime del pischello ‘giusto’ della classe, chi ha avuto la memoria corta. Forse la specie più cattiva che possa esserci dopo il bullo e cioè la vittima che nel tempo si trasforma in aguzzino, colui che stanco delle prese in giro, stupidamente inizia a comportarsi come chi ha cercato di non emulare : ‘faccio agli altri quello che hanno fatto a me, perché ora son più forte io di loro’.

Così ti ritrovi ad aver a che fare con lui, lo conosci da una vita, ma ora ti passa davanti impettito, sguardo fisso davanti e spavalderia da bulletto adolescente, ma ahimè l’adolescenza è passata da un po’ anche per lui/lei. Comincia ad evitarti, ma una sera esplode e ti riversa addosso parole e accuse, rimarcando quelli che secondo lui/lei son stati tutti i tuoi errori, pago della piccola platea che si è formata ad ascoltarlo mentre ti fa diventare piccola e tu, tu sorridi e annuisci e ascolti, ascolti e osservi mentre quello che era vittima impaurita di ragazzi vergognosi e cattivi si trasforma in loro.
Ed è questo di cui nessuno parla, ci si immagina che se si resiste ai bulli, che se si vince il bullismo la vittima poi diventi una persona più forte e migliore che si batta per aiutare e supportare chi, come lui, ha subito angherie di ogni genere.
Invece, a volte, quella vittima diventa il mostro di qualcun altro, e si ciba di ciò che hanno tolto a lui i vampiri del suo passato.
Perché tutto questo? Come mai la memoria di alcuni diventa così selettiva da annullare il ricordo della sofferenza provata causando la stessa ad altri?

Servirebbe più presenza, più aiuto, leggi che mettano seri paletti per chi cerca di annientare l’anima di un altro essere umano, così da dare un primo forte messaggio alla società ai giovani e a chi, appunto, si trasforma da preda a predatore.
Servono genitori presenti, ma non asfissianti, che non facciano da spertiacque ai problemi, ma che prendano un remo per dare una mano a superare le rapide dell’adolescenza. Serve altresí che le vittime non cerchino a tutti i costi di cancellare quei brutti ricordi, ma che li accudiscano e li tengano come monito per riconoscere in se stessi anche solo un barlume di quella cattiveria, di quel vessare il prossimo.
Cercare a tutti i costi di eliminare dalla mente quei brutti ricordi é rischioso, ne abbiamo esempi lampanti a livello storico, bisogna mantenere vivo il ricordo di quanto è successo, altrimenti la storia si ripeterà.

Anche se vorrei un utopico mondo nel quale il bullismo non esista più, purtroppo so che è un sogno che sarà difficile veder realizzato.
Allora mi impunto e chiedo : denunciate quando siete minacciati e vi sentite vessati, non tenetevi tutto dentro, ma altresí non cercate di dimenticare cosa vi è stato fatto, portate con voi la memoria di quello che avete passato, fatevi aiutare a conviverci da professionisti e dalla vostra famiglia, dagli amici e ogni tanto fatevi un’esame di coscienza, chiedetevi se quel mostro che vi minacciava a scuola ora non vi stia guardando dallo specchio di casa vostra.

Ad un passo dai social – Apparenza appagante

Ho la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, di avere tra le ‘amicizie’ di Facebook ed Instagram, un vasto parterre del genere umano; una alquanto bizzarra cerchia dalla quale, moltissime volte, traggo spunto per riflessioni – profonde o meno – sugli umani/ il loro cervello/ gli usi e costumi senza tralasciare, ovviamente, la motivazione che porta costoro a intrattenere il loro pubblico con un determinato tipo di atteggiamento, scegliendo di apparire e mostrare il lato frivolo della loro vita.
Si potrebbero riempire libri interi sulle varie personalità che abitano i social, scrivere un’innumerevole quantità di articoli su di loro, con calma e con la giusta ispirazione, in futuro, potrei valutare l’idea di farne altri in questo blog, ma oggi partirò con la tipologia che più mi è ostica.
Da quando è nato il mio ometto passo molte notti sveglia per ovvie ragioni, mentre attendo che si addormenti scorro solitamente le pagine di Facebook ed Instagram, nota galleria d’arte fotografica moderna dove un culo prende sicuramente più like di un Van Gogh.

In ques’ultima applicazione mi soffermo sempre più spesso sulle foto di determinate persone, per la maggioranza ragazze/donne che tendono a pubblicare foto di se stesse tirate di tutto punto, condite da una serie non numerabile di filtri / photoshop oppure foto di posti esotici dove le stesse sono in vacanza con il fidanzato del momento.

La maggior parte dei commenti sotto i post di questi individui solitamente sono relativi al livello di bellezza , al livello di invidia e in generale atte ad aumentare l’ego del pubblicante. Tra i ‘followers’ di codeste donne si può trovare di tutto : dal classico/a mdf (morto di ..), all’amico intimo , all’estraneo che viene attirato dalla bella ‘copertina’ che mostra questo libro.Il mio pensiero in merito a queste persone ha passato vari stage, a volte mi solo lasciata trasportare dal senso di frustrazione vedendo quanto riescano a fare (viaggi, acquisti, cene fuori sempre e comunque, feste ogni weekend e anche nel mezzo della settimana – ma un lavoro non ce l’hanno porco giuda?), a volte insofferenza per un modo di vivere che è solo superficiale e patinato, contornato solamente da esseri simili.
Sia chiaro, ognuno è libero di vivere la propria vita come vuole, ma non riesco a capire cosa possa esserci di così appagante nel far provare un sentimento come l’invidia a qualcun altro. Non riesco a comprendere come possa prendere il sopravvento la vita patinata che ci si è costruiti in un mondo virtuale a discapito dalla bellezza e la stranezza di un giorno normale. Chi vive di like e commenti carichi di invidia e altre emozioni che non serve io scriva , cos’ha all’interno di quella bellissima scatola cranica che si ritrova?
E’ brutto vedere come al giorno d’oggi sia questo il punto massimo d’arrivo per la gente, per i giovani, è triste vedere come conta più una foto ben fatta al ristorante di turno che la serata in se, che sia contornata da amici o in solitaria. Triste e deprimente il fatto che tutto questo sia visto come un traguardo, come questi individui siano “famosi” e aumentino il loro potere sugli altri nutrendosi continuamente dei “Sei bellissima/o”, “Che invidia, anche io vorrei essere lì”,”che foto straordinaria, anche io vorrei farle come te..”.Il messaggio che passa in questi ultimi anni, soprattutto da questa tipologia di esseri, è completamente sbagliato, stiamo svendendo l’intelligenza per l’apparenza, stiamo allegramente buttando al cesso nozioni semplici da comprendere scambiandole con like allo stile di vita sregolato e sopra le possibilità, molte persone si stanno svendendo al miglior offerente per fare soldi facili , questo viene insegnato ai giovani d’oggi ed è stato insegnato anche a chi giovanissimo non lo è più da una società e una televisione che premia chi mostra un seno prosperoso, ma condanna chi , magari, il seno lo offre con amore al proprio figlio per nutrirlo.

Uno dei tanti cancri della società moderna sono questi “Bellissimi e irrangiungili personaggi famosi da social” , pieni di nulla e di tutto, pieni di boria e convinti di essere migliori degli altri in tutto e per tutto, tanto da autoproclamarsi vincitori in una vita che , sinceramente, di vincente non ha un c***o . Uomini che pensano che la strada ti formi più di una scuola e l’unico libro che hanno visto è quello che mettono sotto allo schermo del loro computer per alzarlo e donne (giovani o più grandicelle) che si autoproclamano milf senza avere la parte importante dell’acromino, quella m, che probabilmente darebbe loro un po’ più di cervello nel fare un autoesame di coscienza per capire che forse non vogliono consegnare ai posteri , ai loro figli, un’immagine così stupida di se e del mondo in cui crescono (ma anche di questo non sono sicura dopo essere stata in gruppi di mamme e aver seguito “Il Signor Distruggere”).

Non è questo il mondo che voglio consegnare a mio figlio, non voglio insegnargli che è più importante un hashtag ben piazzato di un buon libro, che la più figa e seguita del gruppo sia quella da impalmare.Vorrei che venga insegnato ai nostri figli che i social possono servire a condividere quanto più di buono c’è al mondo, non solo culi e tette.
E’ difficile al giorno d’oggi non demonizzare questi strumenti, è difficile pensare che possano essere nostri amici e non qualcosa da vietare assolutamente per i contenuti poco utili o assolutamente inappropriati, anche per la presenza di questi personaggi che insegnano il contrario della bellezza.