Ad un passo da Dio – siamo tutti lì

Ho 36 anni, un bellissimo bimbo di un anno e mezzo quasi, e posso dire con estrema sincerità che non mi manca nulla di materiale nella vita.
Di sicuro, però, non mi sento arrivata e non per scaramanzia o fissazioni paranoiche di una mente tendente al bipolarismo, ma perché ho la pura consapevolezza che nella vita non si arriva mai e non si finisce mai di imparare, conoscere e scoprire e che tutto può cambiare di significato da un momento all’altro.
Ci sono momenti nella mia vita, però, in cui sento una sorta di vuoto che non mi lascia pace, sono i momenti nei quali più di tutto sento la necessità di cercare Dio, non perché io non lo abbia ancora trovato, ma perché egoisticamente mi perdo nella materialità della vita umana e finisco per ‘dimenticarmi’ di nutrire la parte più importante di noi, la spiritualità, la mia anima. Sono in uno di questi momenti da un po’ di tempo, me ne sono accorta solo da pochi giorni, quando quel ‘buco’ si è fatto sentire più pesantemente, nonostante una vita piena di attimi magici. In questi casi ho l’estrema fortuna di riuscire a ritagliarmi alcuni momenti e parlare con Dio e ho la gioia immensa di ricevere sempre delle risposte da lui, come se stessi chiacchierando con un amico o scrivendo gli un messaggio e tutto senza dover recarmi in un luogo santo o benedetto che sia, come vorrebbe qualche ‘fanatico’ di qualsivoglia religione monoteista . Ripeto che possono sembrare le farneticazioni di una mente affetta da bipolarismo avanzato tendente alla skizofrenia, in realtà sono semplicemente il mio punto di vista. Sono arrivata ad avere una conoscenza tale(praticamente sono solo una principiante) da poter sentire che Dio è in ogni luogo e in ogni persona, anche dentro di me e da lì, qui, ogni dove, ascolta chiunque gli parli rispondendo alle domande, solamente, molte volte, il nostro ‘orecchio’ interiore è sordo, o semplicemente poco allenato a sentire quanto ci viene detto.
Si pensa, così a molti è stato insegnato, che Dio possa interloquire solamente con pochi eletti, mentre la verità è che lui può parlare con tutti noi, poiché tutti siamo in lui quanto lui è in noi, poiché siamo tutti uno, nonostante viviamo in corpo diverso.
Ho volutamente usato la parola Dio perché è l’unica terrestralmente riconosciuta per parlare di lui/lei/loro/noi/me/te/voi, potrei però dargli mille nomi e mille sembianze e sempre parlerei di quell’energia, quella luce, quell’universo tanto caro alla filosofia new age.
Ho passato anni a cercare tramite le più svariate religioni quel Dio di cui avevo bisogno che mai assomigliava a quanto mi servisse, finché un giorno mi sono resa conto che quel che volevo non sarebbe mai esistito, dovevo essere io a cambiare me stessa e il mio modo di operare e vivere e lo avrei trovato. Così è stato, perché sempre è rimasto vicino, dentro me per aiutarmi nella vita, a diventare più forte e cambiare e continuare la crescita.. Ho imparato così che Dio non è quell’essere con la quale prendersela se non ti dà ciò che chiedi nelle preghiere, Dio è colui che è e non è, che si sperimenta tramite ognuno di noi, che vive mille vite e una ed è ovunque e in un posto solo.
Ho trovato Dio quando ho smesso di cercarlo nelle religioni inventate da uomini e mi sono affidata a quello che sente il mio cuore e la mia anima, ed è sempre stato lì ad aspettare che io lo ‘vedessi’.
E non è che Lui è quello giusto e il vostro è quello sbagliato, poiché sono tutti Lui, e se per me agisce in un modo, per te o per qualcun altro si muove in altra maniera, ma è sempre quell’Energia immensa che ha creato tutto ciò che c’è!
Credo che in questo mondo ci sia un estremo bisogno che ognuno di noi ritrovi Dio, non quello descritto nei libri sacri da uomini, ma quello che vive nel la nostra anima, quello che, se vi sedete in silenzio in un posto che vi dà pace e respirate profondamente, troverete ad aspettarvi e che vi sorprenderà in ogni momento se tornate a crederci.
Siamo stati, almeno noi cattolici, indottrinati a pensare che tutti ciò al di fuori della nostra religione fosse demoniaco, per la paura dell’uomo a perdere il potere accalappiato in anni di ‘lavoro’, e ci è stata tolta la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva, la caduta all’inferno sarebbe stata la pena nel caso si fosse seguito altro rispetto alla parola di Dio (ricordo sempre però scritta da uomini).
Mi piacerebbe molto che cadessero tutte le etichette e che tutti iniziassimo a crescere spiritualmente senza paure e a vivere realmente la sua parola e il suo grande vero puro unico sentimento che è l’amore incondizionato.
Ringrazio il Cielo, ringrazio Me per averti ed essermi ritrovata, auguro ad ognuno di voi di ritrovare Dio e Se Stessi e di vivere quel meraviglioso rapporto, che tutte le pagine scritte fino ad ora e in futuro, non potranno mai contenere.
Amatevi, Amate, Amore.

Ad un passo dalla natura – L’Era del dio cemento

Più mi soffermo a guardare il mondo attorno a me, in questi ultimi giorni di libertà prima di entrare di nuovo a lavoro, più mi rendo conto che probabilmente noi umani non meritiamo il meraviglioso pianeta che ci ospita.
Non sto parlando di come trattiamo il pianeta, verrà da se che scriverò qualcosa anche su questo, ma quanto abbiamo perso il nostro contatto con Colei che ha moltissimi nomi, e che possiamo riconoscere in Madre Gaia (è, nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale, quindi la potenza divina, della Terra ~fonte: wikipedia). Sempre più concentrati su mille altre cose superficiali e dannose per la nostra anima, sempre più vuoti e lontani da quello che dovrebbe essere visto come il cammino verso la vera salvezza, ci addentriamo nella selva oscura che ci porterà, inesorabilmente, ad ucciderci tutti e ad ammazzare questo meraviglioso cuore pulsante che è la Terra.
Come siamo arrivati a preferire vivere in un appartamento di 30 mq in centro a New York o Milano (solo perchè è in) piuttosto che una meravigliosa casa in campagna immersi nel verde?Per quale motivo siamo così dipendenti dal cemento delle città, mentre sempre di più snobbiamo le vallate delle nostre dolomiti o le spiagge incontaminate dei paesi asiatici e sud americani se non per passarci dei weekend o le settimane di ferie dove questi posti vengono plasmati a nostro piacere e perdono ogni contatto con la loro bellezza naturale?Siamo partiti, migliaia di anni fa da villaggi accampati vicino a fiumi per poter vedere rigogliosa la natura aiutarci al sostentamento e siamo arrivati a deviare il corso dei fiumi per nostro piacere, bisogno a dire il vero.


La maggior parte di noi, per fortuna non rientro nel gruppo, non è più capace di meravigliarsi di fronte alla vista di una distesa immensa di verde (che purtroppo o per fortuna sono tutti campi coltivati ad oggi), ad una cascata in montagna, alla maestosità di sua altezza l’oceano. E come stiamo trattando questo nostro mondo?Lo stiamo sfruttando, lo stiamo uccidendo, svuotando, come se avessimo un pianeta di riserva dove poter andare e anzichè trovare il modo di ripagare ciò che ci viene donato, cerchiamo altri posti che potrebbero ospitare la vita umana (certo per distruggere anche quelli e così via finchè un giorno, si spera a meno che non si cambi registro, ci estingueremo) .


Non abbiamo più coscienza cosmica, coscienza di gruppo. Pensiamo in singolo senza contare la collettività che ci sta attorno, pensando che una nostra azione non può distruggere tutta la natura attorno, ma senza renderci conto che lo stesso pensiero lo ha avuto il nostro vicino, qualcuno attorno a noi sicuramente, e così via,finchè una azione sono migliaia, milioni, miliardi che stanno strozzando ciò che ci da la vita.
Ci siamo trasformati , in quella che chiamano evoluzione, ma che di evoluto ha ben poco, nella malattia mortale incurabile di cui abbiamo quasi tutti una paura fottuta. Con il nostro agire siamo capaci di far estinguere centinaia di specie animali, per nostro capriccio, e non pensate, voi che leggete questo post di salvarvi, come non mi salvo io, siamo tutti, tutti responsabili di questo.
Seguendo ciò che la società ci “impone” e nasconde siamo arrivati a renderci conto in ritardo che abbiamo un problema, e grazie al cazzo abbiamo un problema, sono l’unica che si ricorda quando da piccola facevano per tv la pubblicità delle Golia per salvare gli orsi bianchi che stavano per estinguersi a causa del riscaldamento globale?E non venite a dirmi che si tratta di ere geologiche, avete mezza ragione su questo, ma l’uomo, sua maestà l’uomo, ha contribuito, con le varie azioni intelligenti degne nemmeno di nota, a velocizzare ciò che geologicamente si manifesterebbe in migliaia di anni.


Ora non sto dicendo di cambiare completamente rotta e diventare tutti contadini/pastori/artigiani e smantellare le grandi città, cioè vorrei dire questo, ma lo trovo un discorso troppo utopico perchè possa prendere presa tra le varie menti eccelse che abitano in primis in Italia e poi via discorrendo il mondo, ma almeno cerchiamo nel nostro piccolo di dare una mano a ridare un po’ di dignità a Gaia. Diamole quel piccolo respiro di cui ha bisogno. Pensiamo all’ambiente, perchè così facendo penseremo a noi, ai nostri figli . Un cambio di coscienza potrebbe portarci a tornare ad amare la nostra natura per quello che ci regala e forse potrebbe portarci ad evitare di distruggerla per un nostro “bisogno” che in realtà non esiste.
E’ da malato preferire il grigio di una grande città all’immensità di una vista al mare, in montagna, in campagna. Smettiamola di far ingrandire le megalopoli e cibare questi mostri di cemento . Ragazzi si parla di piccoli accorgimenti come , che ne so, una petizione per piantare un albero ogni bambino nato, come già fanno moltissimi comuni; la richiesta di un ulteriore parco nella propria città, più verde nei nostri giardini piantando che ne so Dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo   (elenco tratto da : https://www.coldiretti.it/ambiente-e-sviluppo-sostenibile/piante-mangia-smog ) i famosi alberi mangia smog. Concentriamoci e pretendiamo che la tecnologia Hybrid o Eco vengano sviluppate, lo so che i capitalisti non permetteranno mai una cosa del genere (voglio vedere io quando finiranno le scorte cari i miei petrolieri del ca…), ma anche in maniera più personale, smettiamola di lanciare mozziconi fuori dai finestrini, gettiamo i rifiuti negli appositi contenitori – facciamola bene sta raccolta differenziata (anche fuori casa), smettiamo di usare la macchina per fare due metri. Basta distruggere ciò che ci viene costantemente donato. Basta fare di un posto naturalmente bellissimo, una meta accalappia turisti della domenica, i classici che di arte, natura, sport non ci capiscono niente, ma fa figo sui social quindi.

Spegniamo le tv, i computer e i cellulari e guardiamocelo quel meraviglioso tramonto coi colori che vanno dal rosso all’arancio e a tratti violetto che ci sta aspettando per toglierci il fiato, senza per forza fotografarlo. Vediamo attorno a noi, ascoltiamo attorno a noi quello che stiamo uccidendo..perchè fra pochi anni, se non ci rimbocchiamo le maniche non ci saranno più gli uccellini a svegliarci al mattino, non ci sarà più quel bell’albero in quel posto tanto verde e intimo, non ci sarà più vita e aria da respirare pulita in nessun angolo della Terra e non sto esagerando.Ci stiamo ammazzando con le nostre mani..suicidio inconsapevole o suicidio cieco, perchè bisogna essere ciechi per non vedere, non capire quanto male ci stiamo facendo. Torniamo ad amare la natura e apprezzare il nostro pianeta per quello che è, non necessariamente per quello che vogliamo che sia o diventi. Fermiamoci, respiriamo e … aiutiamo la natura a stupirci e farci innamorare.

Ad un passo dal passato – Non puoi essere giovane per sempre

Alla veneranda età di 36 anni mi ritrovo ancora oggi a dovermi confrontare con coetanei che sono rimasti fermi a quando avevamo 20/25 anni. Non fermi fisicamente, volesse il cielo poter fermare il tempo e avere ancora quel bel sedere sodo e il seno arrampicato e non cadente, ma mentalmente e maturamente (lo so che non esiste come parola, passatemela..in fondo hanno fatto passare pure petaloso che nun se po’ sentì).Mi ritrovo, infatti, a fare i conti con una generazione di persone che non sanno cosa vogliono dalla vita ad un’età nella quale dovrebbero già aver iniziato a vedere i frutti del loro lavoro. Per chi non avesse capito, sto parlando dei casi umani che sono nati tra la metà dei magnifici ’70 e la fine dei ’90,il periodo d’oro chiamiamolo. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma la percentuale dei personaggi che non danno segnali di crescita personale e si è fermato all’adolescenza è preoccupantemente alto in questa fascia, a meno che non sia io a conoscerli tutti, ma credo sia matematicamente impossibile.Sia chiaro che non sto parlando dei classici “bamboccioni” che abitano a casa dei genitori ,nemmeno di coloro che la casa natale non possono lasciarla per svariati motivi quali : mancanza di soldi, lavoro o necessità di rimanere con i propri cari. Gli individui che tratto in questo articolo sono coloro che ,magari vivendo anche da soli, non intendono prendersi nessuna responsabilità e tendono a comportarsi come quando erano dei giovincelli.

I classici che trovi fuori al sabato sera vestiti di tutto punto e profumati che manco gli uscisse “acqua di Giò” dai rubinetti del bagno, che puntualmente fanno serata a bere e fare l’alba in discoteca o al pub e ci provano con quelle/quelli (sì ci sono anche na massa de donne del genere) che potrebbero essere tranquillamente loro figli, senza mostrare nessun rimpianto e nessuna (secondo il mio parere ) dignità. Sono i figli del nulla, quelli che non hanno mai voluto essere paragonati ai genitori e che volevano far qualcosa di diverso, lasciare il segno e si ritrovano invece a far i conti con l’inizio delle rughe e un fisico non più atletico e sodo come una volta. Ho provato anche a cercare di capire per quale motivo questa gente si sia fermata a così tanti anni fa e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che non hanno voluto intraprendere un percorso di crescita, come abbiamo fatto tutti,forse per paura di diventare grande o per mancanza di “intelligenza” hanno deciso di rimanere agli anni dove tutto era facile, dove erano i “belli” della compagnia, invidiati e imitati dagli altri. Può essere che la “fama” della gioventù li abbia un po’ montanti e che pensino di poterla portare avanti, in eterno, senza dover pagare il conto al tempo o a se stessi.

Amano chiamarsi alternativi, senza rendersi conto che già dando un nome al modo di essere sono classificati in un gruppo di tot persone che si comportano alla stessa maniera, si sentono diversi e vincitori perchè non sono diventati schiavi di un sistema che li costringe a seguire un percorso specifico, senza rendersi conto che il sistema comunque sta vincendo su loro.Tendono a usare i classici slogan del “Non sarò mai come mi volete voi” senza capirne il vero significato e diventando solo uno dei tanti . Credo che queste persone non abbiamo l’apertura mentale per capire che comunque e purtroppo da un sistema radicato come quello odierno non si scappa, ma che si può fare le cose a propria maniera, che crescere non è il male assoluto, anzi, è da lì che partono le idee per cambiare quello che non ci è andato giù da ragazzi, rompendo uno schema del quale-volenti o nolenti- fanno parte anche loro pensando invece il contrario. Lo posso dire in prima persona che continuare a fare i giovani dentro non porta a nulla, anche io fino a poco fa facevo parte di questo ‘merdaviglioso’ impasto di persone, non perché attaccata alla mia sempre più lontana adolescenza, ma per un mix di componenti quali famiglia troppo protettiva e troppa superficialità nell’affrontare gli avvenimenti della vita. Avevo paura, in certo qual modo, di cosa mi aspettava lì fuori, non ero pronta ad affrontare l’età adulta come me l’avevano descritta, fino a che, percorrendo questo stupendo cammino di ‘crescita’, non ho capito che potevo diventare grande a modo mio, ed essere realmente un’alternativa a ciò che mi veniva imposto.

Perché, diciamocela tutta, gli anni si susseguono, il corpo non è più quello di una volta, ci si mette di più, fisiologicamente, a riprendersi da una notte brava, e anche la mente non è più fresca come vorremmo. Posso anche sbagliare, ma credo che ci sia una stagione per tutto, e per quanto sia bello far serata una volta ogni tanto, in maniera un po’ più responsabile, è emozionante appunto perché si fa ogni tanto, non tutte le settimane, perché poi la vita rischia di diventare tutta uguale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e via discorrendo, senza avere il senso dell’essere vissuta. C’è un mondo da scoprire nell’età adulta e penso che scoprirlo sia l’avventura più bella che si possa vivere.

Ad un passo dalla maschera – Chi si cela dietro al tuo bel viso?!

Il tempo è galantuomo mette:
ogni regina sul suo trono e
ogni pagliaccio nel suo circo.

Per chi non è mai incappato nella tipologia di persone che sto per descrivere sarà dura capire cosa succede nel profondo di una persona che ci si trova davanti e intreccia un rapporto con tali esseri.
A qualcuno di voi, come alla sottoscritta, sarà successo nella vita di incontrare un determinato tipo di individui che, indossando una meravigliosa maschera, si sono rivelati col tempo tutto il contrario di ciò che mostravano (a volte con una maestria eccellente tale da sviare anche gli occhi più attenti). Queste persone si mostrano, nel carattere principalmente, per qualcuno che non esiste e intrecciano e distruggono rapporti con una facilità tale che ci si chiede se siano realmente terrestri e non cyborg e se abbiano un lato emotivo o meno ,anche perchè sembra (e forse è proprio così) che traggano gioia e soddisfazione nel compiere questi gesti.


Dall’indole prettamente narcisista ed egocentrica(celata magnificamente il più delle volte) , con il loro modo di fare, possono tessere le lodi o mandare in frantumi una persona solo per il loro puro e personale capriccio, a volte, per salvarsi dalla noia che provano quando tutto va bene ed è tranquillo per troppo tempo, altre volte semplicemente per svago.
Non sto parlando di coloro che adoperano queste loro “abilità” con una persona alla volta, ma di quelli che riescono maleficamente a farlo con più persone, diventando per se stessi o anche per altri , il centro dell’essere, il burattinaio che muove i suoi pupazzi come vuole per il proprio ego,per la propria malsana voglia di comandare e creare un’ opera teatrale nella vita, fregandosene dei sentimenti degli altri, fregandosene delle ferite causate.

Ma prima o poi il vero volto di queste meravigliose maschere non riesce più a essere celato e , finalmente, il mostro salta fuori, mandando in pezzi tutto quello che ha creato e lasciandosi dietro terra bruciata.
Essere prede di determinati esseri porta a perdere l’autostima e a chiedersi come si abbia fatto a essere talmente ciechi da non accorgersi di quanto stava accadendo, porta a chiedersi che tipo di persone siamo e fa nascere dubbi profondi sui propri comportamenti, fino ad avere timore di aprire semplicemente bocca per paura di sbagliare.
A chi ha incontrato queste persone o a chi ha la sensazione di averne davanti ora una vorrei aprire uno spiraglio nel buio che hanno lasciato o che stanno creando in voi, poichè anche per loro, prima o poi, arriverà il momento di pagare pegno.


Non parlo di regola del 3 o di karma , semplicemente, come per tutti noi esseri umani, arriverà un momento nella vita di questi ‘fantastici’ attori dove sarà chiesto loro di pagare il conto per il comportamento che hanno tenuto. Chi prima e chi poi tutti dovranno fare i conti con una pessima mano nel poker che è la vita e per quanto siano abili bari non potranno cavarsela se non con una cocente sconfitta. E se le loro ‘vittime’ sono abbastanza forti da rialzarsi dopo il loro passaggio e reiniziare a sorridere e vivere, noteranno che in effetti, chi li ha tanto manipolati, già vive in una vita disfatta, costruita col nulla delle menzogne, arricchita dalle vaque promesse mai mantenute e adornata solamente di belle parole. Un castello di carte che al primo vento cadrà.
E per quanto alcuni di questi ‘nuovi mostri’ siano convinti della loro ragione, dovranno guardare un giorno lo specchio senza inorridire osservando rughe di ricordi e macchie di sentimenti sfruttati e si ritroveranno a osservare la raggrinzita versione di uno sceneggiato anni 80.
Guarderanno al passato vedendo solo il nulla assoluto, non un momento di piena gioia o amore puro, non un momento di reale felicità o semplice dolore; non ci sarà nulla di così significativo da rendere indelebile nella lavagna dei ricordi che rimarrà così intonsa pari a nuova dopo che con un colpo di spugna ogni azione sarà lavata via.
E così, se non pagheranno pegno prima e chiederanno perdono, si ritroveranno davanti a  lei, placida e silente, insinuatasi in anni di vacua gloria, sua signoria LA SOLITUDINE.
Colei che è capace di far inginocchiare anche il più astuto e forte cavaliere.

Nn so se mai leggerai queste righe, ragazza cara, ma le dedico a te che per anni hai fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro gruppo di amici, allontanando chi ti conveniva al momento, solo per tuo capriccio o per paura di venire smascherata. Ti auguro con il cuore che la vita ti dia il meglio per te e di non incrociare mai qualcino più abile nel prendere in giro le persone.
Con questo, anche se molto ancora avrei da dire, ti saluto. Addio.

Ad un passo dalla scelta – Criticati tu che mi critico io

Mi sono ripromessa di non parlare mai di politica , anche perché, fondalmentalmente e sinceramente, ci capisco pochissimo non essendo laureata in scienze politiche, ma é da un po’ che sento il bisogno di esprimere la mia idea particolare, soprattutto nel contesto attuale.
Di certo c’è che personalmente non ho una preferenza (sento già il coro di chi mi punta il dito contro accusandomi di essere una di quelli che stanno contribuendo a far rovinare il nostro bel paese).
Non essendo, quindi, una fanatica e paladina del giusto voto, mi ritrovo molte volte ad osservare le azioni, le promesse e i modi di agire delle svariate parti e a trarre le mie conclusioni, condivisibili o no.

Premettendo che la maggior parte delle uscite e promesse politiche non sono ben comprese e vengono sempre strumentalizzate dall’opposizione di turno, mi chiedo quanto stupidi possiamo essere a credere ancora a quanto detto da un politico o dall’altro se ogni volta le nostre speranze di realizzazione vengono disattese e, in seguito, ci dimentichiamo di quanto siamo rimasti delusi dalla nostra scelta del cuore e ci promuoviamo a giudici dell’opposto paventando le qualità di chi ci ha appena amareggiato.
Possibile che la nostra memoria sia così labile da dimenticare il malessere e così pronta a puntare il dito sempre e solo verso l’avversario? L’autoanalisi é così lontana come opzione?
Com’è che ci siano così tanti esperti in politica e l’Italia vada lo stesso così male?
Siamo seriamente così ciechi da dare del disinformato a qualcun altro quando crediamo come dei mammalucchi alle informazioni rielaborate e condite a puntino di un telegiornale o giornale di turno?

Nell’Italia di oggi c’è un ministro, amato o meno, che ha capito alla perfezione come arrivare al cuore di milioni di italiani, un provetto esperto di marketing elettorale, un uomo che condivide con i suoi elettori ogni sacrosanta cosa che fa, dal bere un bicchiere di vino in riva al mare alla firma di una importante legge (secondo lui), un ministro che fa si che lo si veda come uno del popolo. Opinabile o meno come modo di lavoro, stiamo vedendo come la cosa stia avendo un effetto positivo per la sua fazione portandolo a consecutive “vittorie”.
In altra forma invece un altro ministro, che passa in sordina, che non pubblicizza ogni cosa che fa e che passa da “fantasma”, tanto da non essere nominato la maggior parte delle volte.
All’opposizione abbiamo un partito che ha appena smesso di farsi la guerra internamente e che, anziché proporre delle soluzioni diverse e innovative, anziché riavvicinarsi alla sua ideologia originaria, passa la maggior parte del tempo ad accusare gli avversari di svariati ‘reati’ e ‘comportamenti’ sbagliati tacciandoli di poca umanità e sensibilità. Impegnati sempre a puntare il dito sugli altri anziché accrescere i propri punti di forza passano così ad essere poco appetibili di fronte all’italiano medio votante.

Non ho volutamente usato paroloni storici che vanno molto di moda ultimamente perché trovo subdolo chiamare in causa la storia, che comunque, mai deve essere dimenticata, per descrivere determinati atteggiamenti, riempirsi la bocca di alcuni epiteti mi lascia sempre perplessa, oltre al fatto che non mi sento in grado di scomodare avvenimenti così importanti non avendoli vissuti e non conoscendoli abbastanza profondamente da darmi l’autorizzazione ad adoperarli.

E se, per una volta, la prima volta, si arrivasse a una diversa opzione? Non capendo di politica una cippa potrei sbagliare clamorosamente, ma anziché farsi la guerra alimentando il sentimento della rabbia, dell’odio e della divisione, si cercasse di collaborare, cooperare, dialogando realmente e, per quanto possibile, pacificamente??!
È così utopica come possibilità quella di vedere delle persone lavorare assieme per dare un futuro, non dico migliore, ma decente a questo paese che sta dimenticando ogni suo pregio e sta evidenziando i propri difetti e le proprie mancanze. Eppure servirebbe così poco per poter sistemare le cose, ma evidentemente nessuno lo vuole realmente fare, che sia di destra o di sinistra.

Ad un passo dall’eternità – Finché Morte Non Vi Separi

Da quando in Italia è stata approvata la legge sul divorzio, nel grafico delle statistiche annuali, la curva dei matrimoni arrivati alla parola fine è esponenzialmente salita, mentre quella delle coppie che decidono di promettersi amore eterno è irrimediabilmente in discesa. Ed ora che, anche nei piccoli paesi di provincia, la separazione tra coniugi è vista come una cosa normale, viene da chiedersi come mai così tante coppie arrivino a mettere la parola fine a quel per sempre che si erano promessi pochi o molti anni prima.
Se all’inizio, negli anni 50, il divorzio era preso in considerazione dopo un lungo percorso, per riprendere in mano la propria vita in un matrimonio deciso da altri o per liberarsi un partner dispotico e padrone, ad oggi la situazione è decisamente cambiata.

Sembra che, nella società del tutto e subito e dell’apparenza superficiale costante, si sia persa la magia e il romanticismo che tanto si vede nei film, oramai di serie b, d’amore.
Ad oggi è così facile separarsi definitivamente che molte coppie prendono alla leggera il sacro vincolo. E se una volta i nostri nonni erano bravissimi a cercar di far funzionare la famiglia sopportando o suppartando il partner, noi non riusciamo ad avere la pazienza di passare sopra ai piccoli difetti del nostro compagno senza scatenare una guerra che ci porterà a inforcare strade non solo diverse, ma ben distanti l’uno dall’altro.

C’è chi parla di troppe libertà, chi di parità sventolate al vento, di scarso impegno, ma forse è solamente il poco peso che si da ad un legame che non deve essere preso troppo alla leggera.
Il bel paese dei mammoni, dei giovani che crescono troppo in ritardo, dei ragazzi a cui è vietato manchi qualcosa, sta perdendo, come in altri paesi, l’identità della famiglia.
Abituati ad avere ogni cosa come noi vogliamo, non c’è più l’abilità di lottare e sporcarsi le mani per far funzionare le cose, e così si agisce nell’unico modo che ci abbiamo imparato, si scappa.
Si corre via dalle responsabilità scegliendo sempre la strada più facile, ma la colpa non è da dare solamente a chi ci ha cresciuto o alla società nella quale siamo. La colpa maggiore di ogni sconfitta siamo noi. E la fine di un matrimonio è una sconfitta che ci dovrebbe vedere avviliti, ma pronti a capire dove abbiamo mancato, la realtà dei fatti invece vede ex coppie che si massacrano a colpi di ‘è solo colpa tua’.
Così di frecciatina in altra si arriva a diventare perfetti sconosciuti.

Noi adulti di oggi dovremmo imparare ad ascoltare i nostri nonni, a chiedergli come si riesce a far funzionare un matrimonio fino ai 50 anni e invece vogliamo sapere tutto noi, come se non avessimo ancora passato quella brutta parte dell’adolescenza che ci voleva autoritari e indipendenti quando non lo eravamo, così da perpetrare promesse troppo facilmente e altrettanto semplicemente distruggerle senza alcun rimorso o senso di colpa.
Se non si inizia da noi stessi non si andrà in nessun senso, se siamo i primi a non riuscire a mantenere la parola data, come possiamo insegnarla ai nostri figli (nati o futuri)?
Possiamo scegliere come sempre la via più facile e sperare che agiscano in controtendenza a quanto abbiamo fatto noi, o, per una volta, la prima volta, farci un’esame di coscienza, tirarci su le maniche e cambiare;per noi stessi, per le nostre famiglie, ma soprattutto per dare un contributo a plasmare un mondo migliore.

Si parte dal singolo, si passa alla famiglia, si creano così gruppi che unendosi formano paesi, così via fino alla nazione, fino al globo.
Perché la favola dell’amore che le ragazzine adolescenti sognano, può diventare realtà se ci si lavora ogni giorno e assieme, se ci si plasma e smussa l’uno con l’altro, se ci si accetta e si crede nello stesso fine, nello stesso progetto, così solo si può vedere dove manchiamo e si può migliorare per portare quella magnifica cosa che è l’amore avanti in eterno. Finché morte non ci separi, ma anche oltre.

Ad un passo dalla vergogna – L’altra faccia del bullismo

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.
– Eleanor Roosevelt

Ed aveva ragione la signora Roosevelt nel dire questa frase.
Lei, abituata ad esprimere in maniera diretta i suoi pensieri e conosciuta per la sua lotta per i diritti civili, probabilmente sbiancherebbe di fronte a quanto si sente ai giorni nostri nei telegiornali. Non serve comunque accendere la tv per sentire storie di bullismo ogni santo giorno .
Si possono sprecare miliardi di parole su questo argomento, molti lo fanno, io stessa lo condanno e auspico si possa rieducare chi commette questo reato, che, come molte altre cose, sta sfuggendo di mano.

Arrivo da una generazione , però, che non aveva i paladini del buonsenso a combattere per le vittime, da una generazione che non aveva costantemente i genitori alle spalle a difenderci (sia vittime che ahimè carnefici), siamo la gente che con le prese in giro si è fatta i muscoli, e non solo quelli.
Non esisteva facebook o internet per condividere le gesta dei bulli e farsi forti dell’odio.
Siamo cresciuti più forti, forse anche più diffidenti, ma abbiamo imparato pian piano a difenderci, fino a che le parole o i gesti non facevano più male, scivolano addosso. A quel punto avevamo vinto.
Abbiamo anche noi il rovescio della medaglia, vittime del pischello ‘giusto’ della classe, chi ha avuto la memoria corta. Forse la specie più cattiva che possa esserci dopo il bullo e cioè la vittima che nel tempo si trasforma in aguzzino, colui che stanco delle prese in giro, stupidamente inizia a comportarsi come chi ha cercato di non emulare : ‘faccio agli altri quello che hanno fatto a me, perché ora son più forte io di loro’.

Così ti ritrovi ad aver a che fare con lui, lo conosci da una vita, ma ora ti passa davanti impettito, sguardo fisso davanti e spavalderia da bulletto adolescente, ma ahimè l’adolescenza è passata da un po’ anche per lui/lei. Comincia ad evitarti, ma una sera esplode e ti riversa addosso parole e accuse, rimarcando quelli che secondo lui/lei son stati tutti i tuoi errori, pago della piccola platea che si è formata ad ascoltarlo mentre ti fa diventare piccola e tu, tu sorridi e annuisci e ascolti, ascolti e osservi mentre quello che era vittima impaurita di ragazzi vergognosi e cattivi si trasforma in loro.
Ed è questo di cui nessuno parla, ci si immagina che se si resiste ai bulli, che se si vince il bullismo la vittima poi diventi una persona più forte e migliore che si batta per aiutare e supportare chi, come lui, ha subito angherie di ogni genere.
Invece, a volte, quella vittima diventa il mostro di qualcun altro, e si ciba di ciò che hanno tolto a lui i vampiri del suo passato.
Perché tutto questo? Come mai la memoria di alcuni diventa così selettiva da annullare il ricordo della sofferenza provata causando la stessa ad altri?

Servirebbe più presenza, più aiuto, leggi che mettano seri paletti per chi cerca di annientare l’anima di un altro essere umano, così da dare un primo forte messaggio alla società ai giovani e a chi, appunto, si trasforma da preda a predatore.
Servono genitori presenti, ma non asfissianti, che non facciano da spertiacque ai problemi, ma che prendano un remo per dare una mano a superare le rapide dell’adolescenza. Serve altresí che le vittime non cerchino a tutti i costi di cancellare quei brutti ricordi, ma che li accudiscano e li tengano come monito per riconoscere in se stessi anche solo un barlume di quella cattiveria, di quel vessare il prossimo.
Cercare a tutti i costi di eliminare dalla mente quei brutti ricordi é rischioso, ne abbiamo esempi lampanti a livello storico, bisogna mantenere vivo il ricordo di quanto è successo, altrimenti la storia si ripeterà.

Anche se vorrei un utopico mondo nel quale il bullismo non esista più, purtroppo so che è un sogno che sarà difficile veder realizzato.
Allora mi impunto e chiedo : denunciate quando siete minacciati e vi sentite vessati, non tenetevi tutto dentro, ma altresí non cercate di dimenticare cosa vi è stato fatto, portate con voi la memoria di quello che avete passato, fatevi aiutare a conviverci da professionisti e dalla vostra famiglia, dagli amici e ogni tanto fatevi un’esame di coscienza, chiedetevi se quel mostro che vi minacciava a scuola ora non vi stia guardando dallo specchio di casa vostra.