L’inizio del cammino… Come mi sto affacciando alle pratiche di yoga e meditazione

In questo periodo di forte preoccupazione sociale ed economica, dove ci viene chiesto di limitare al minimo la nostra libertà a fronte del bene comune, ho approfittato, come spero stiano facendo molti altri, per esaminare la mia persona e la mia vita. Come in passato mi sono trovata a dover affrontare un bisogno che è sempre presente dentro me, come ho scritto anche nell’articolo precedente, la ricerca di Dio.

Nell’etere ho trovato migliaia di letture, video e eventuali corsi da fare online pubblicati da altrettanti maestri e guru e, grazie anche ad alcuni libri, tra le quali “La saggezza di Gesu’ e degli yoga siddha” di M. Govindan ( che consiglio a chiunque interessi il genere), mi sono ritrovata a chiedermi se veramente tutte quelle persone possano in effetti definirsi maestri/guru o se usino questi appellattivi solo per farsi belli e attirare nuovi devoti/discepoli alla loro casa, dominata a volte dall’ego.

E’ brutto dire che non riesco a fidarmi di quanto trovo in internet, troppe volte ho notato delle differenze palesi tra quanto veniva promesso e quanto in effetti c’era di vero negli insegnamenti che venivano dati, e nemmeno posso dire che tutti coloro che ho “seguito” siano dei ciarlatani, ma posso assicurare che molti hanno travisato l’idea/ideologia della meditazione e dello yoga e li hanno plasmati e trasformati perchè potessero essere appetibili alla società occidentale, denaturalizzando ed eliminando quanto di più alto e spirituale potessero contenere, per venderlo meglio al prossimo, alle persone che vorrebbero tutto e subito. Sono nati così dei corsi di yoga new age che permettono anche di diventare insegnante in 200 hr , quando non basta una vita per molti per comprendere il puro significato di questa pratica.

Ma torniamo al percorso che vorrei intraprendere. Vorrei scriverne qui per confrontarmi e magari dare uno spunto a chi mi legge.

Credo, come ha anche consigliato il mio compagno, che prima di intraprendere una qualsiasi strada spirituale , si debba innanzitutto conoscere se stessi, farsi più di un’esame di coscienza, affrontare senza remore il proprio passato e chiarire dentro di noi a cosa vogliamo arrivare. Ognuno ha in mente quali possono essere gli obiettivi della propria vita, gli obiettivi massimi ai quali vorremmo arrivare, molti meno hanno chiaro cosa vorrebbero veramente diventare/raggiungere come anima. Nel mio caso, il fine, all’inizio era solo una bozza annebbiata nella mente, che man mano , mentre mi ci concentravo e continuavo la mia strada, informandomi e leggendo, si faceva sempre più chiara. Quello che sto cercando in questa vita è riassumibile in pochi concetti : vorrei poter seguire il mio istinto e aiutare gli altri, vorrei portare chiaro il messaggio che sento dentro ma che ancora non ha una forma ben precisa, vorrei arrivare a “parlare” con Dio e con il mio Sè superiore.

Sto iniziando così a studiare il percorso da fare, ma prima ovviamente devo togliere degli ostacoli non indifferenti. Ogni giorno devo fare i conti con pensieri, azioni e sentimenti che obnubilano la mia mente, ma soprattutto con immagini del passato, di avvenimenti o altro che non lasciano far fluire l’energia. Partendo da questi fatti, oltre all’aiuto che si può trovare in libri come “conosci te stesso” del cerchio linea 77 e “mindfulness” di Goldstein, ho cercato anche le basi per poter iniziare la meditazione, in aiuto alla mente, e lo yoga, in aiuto al corpo e all’energia che lo tiene radicato alla forza madre. Non ho ancora risposte certe, ma almeno sto imparando a capire quali sono le strade che potrei scegliere, ed ecco che davanti a me ho trovato vari sentieri tra i quali il Karma Yoga, il Kundalini Yoga e il Raja Yoga, assieme alla meditazione pura più vicina alla scuola Dzogchen. L’aiuto maggiore, però, sta arrivando grazie a dei video trovati su youtube di Lama Michel Rinpoche che, come una mamma guida il proprio figlio nei primi passi tenendolo per mano, riesce a illuminare i passaggi bui dell pratica meditativa con una semplicità che solo un maestro può avere,quei particolari che non si trovano nei libri, che possono essere insegnati solamente a voce da qualcuno che già li ha messi in pratica e che conosce tutte le sfaccettature e i problemi collegatia partire dalla postura, da come riuscire a rilassare la mente senza lasciarsi distrarre dai pensieri, come focalizzare l’oggetto della meditazione e cosa “aspettarsi”. Non basta però seguire video o leggere, credo che per non sbagliare o anche semplicemente per avere un confronto, un aiuto e delle risposte chiare e dirette alle domande che possono balenare nel cervello, serva soprattutto un maestro, che guidi almeno all’inizio , l’auto sulla quale si sta viaggiando e che insegni a portare l a macchina verso la destinazione, senza correre troppo e senza sbagliare tragitto. C’è così tanto da imparare e da conoscere, c’è moltissimo da poter condividere e così mi avvio verso questo nuovo stupendo percorso verso la conoscenza e verso Dio, che, per quanto ogni religione voglia diverso l’una dall’altra, è sempre lo stesso, con quell’amore incondizionato, immenso ed eterno che lo contraddistingue da tutto il resto materiale.

Se vorrete seguirmi, scriverò ancora di questo percorso, senza entrare in particolareggiate descrizioni che si possono trovare nell’etere o nei libri specifici e che sono molto più chiare di come potrei esporle io, novizia di queste millenarie storie.

Namasté.

Ad un passo da Dio – siamo tutti lì

Ho 36 anni, un bellissimo bimbo di un anno e mezzo quasi, e posso dire con estrema sincerità che non mi manca nulla di materiale nella vita.
Di sicuro, però, non mi sento arrivata e non per scaramanzia o fissazioni paranoiche di una mente tendente al bipolarismo, ma perché ho la pura consapevolezza che nella vita non si arriva mai e non si finisce mai di imparare, conoscere e scoprire e che tutto può cambiare di significato da un momento all’altro.
Ci sono momenti nella mia vita, però, in cui sento una sorta di vuoto che non mi lascia pace, sono i momenti nei quali più di tutto sento la necessità di cercare Dio, non perché io non lo abbia ancora trovato, ma perché egoisticamente mi perdo nella materialità della vita umana e finisco per ‘dimenticarmi’ di nutrire la parte più importante di noi, la spiritualità, la mia anima. Sono in uno di questi momenti da un po’ di tempo, me ne sono accorta solo da pochi giorni, quando quel ‘buco’ si è fatto sentire più pesantemente, nonostante una vita piena di attimi magici. In questi casi ho l’estrema fortuna di riuscire a ritagliarmi alcuni momenti e parlare con Dio e ho la gioia immensa di ricevere sempre delle risposte da lui, come se stessi chiacchierando con un amico o scrivendo gli un messaggio e tutto senza dover recarmi in un luogo santo o benedetto che sia, come vorrebbe qualche ‘fanatico’ di qualsivoglia religione monoteista . Ripeto che possono sembrare le farneticazioni di una mente affetta da bipolarismo avanzato tendente alla skizofrenia, in realtà sono semplicemente il mio punto di vista. Sono arrivata ad avere una conoscenza tale(praticamente sono solo una principiante) da poter sentire che Dio è in ogni luogo e in ogni persona, anche dentro di me e da lì, qui, ogni dove, ascolta chiunque gli parli rispondendo alle domande, solamente, molte volte, il nostro ‘orecchio’ interiore è sordo, o semplicemente poco allenato a sentire quanto ci viene detto.
Si pensa, così a molti è stato insegnato, che Dio possa interloquire solamente con pochi eletti, mentre la verità è che lui può parlare con tutti noi, poiché tutti siamo in lui quanto lui è in noi, poiché siamo tutti uno, nonostante viviamo in corpo diverso.
Ho volutamente usato la parola Dio perché è l’unica terrestralmente riconosciuta per parlare di lui/lei/loro/noi/me/te/voi, potrei però dargli mille nomi e mille sembianze e sempre parlerei di quell’energia, quella luce, quell’universo tanto caro alla filosofia new age.
Ho passato anni a cercare tramite le più svariate religioni quel Dio di cui avevo bisogno che mai assomigliava a quanto mi servisse, finché un giorno mi sono resa conto che quel che volevo non sarebbe mai esistito, dovevo essere io a cambiare me stessa e il mio modo di operare e vivere e lo avrei trovato. Così è stato, perché sempre è rimasto vicino, dentro me per aiutarmi nella vita, a diventare più forte e cambiare e continuare la crescita.. Ho imparato così che Dio non è quell’essere con la quale prendersela se non ti dà ciò che chiedi nelle preghiere, Dio è colui che è e non è, che si sperimenta tramite ognuno di noi, che vive mille vite e una ed è ovunque e in un posto solo.
Ho trovato Dio quando ho smesso di cercarlo nelle religioni inventate da uomini e mi sono affidata a quello che sente il mio cuore e la mia anima, ed è sempre stato lì ad aspettare che io lo ‘vedessi’.
E non è che Lui è quello giusto e il vostro è quello sbagliato, poiché sono tutti Lui, e se per me agisce in un modo, per te o per qualcun altro si muove in altra maniera, ma è sempre quell’Energia immensa che ha creato tutto ciò che c’è!
Credo che in questo mondo ci sia un estremo bisogno che ognuno di noi ritrovi Dio, non quello descritto nei libri sacri da uomini, ma quello che vive nel la nostra anima, quello che, se vi sedete in silenzio in un posto che vi dà pace e respirate profondamente, troverete ad aspettarvi e che vi sorprenderà in ogni momento se tornate a crederci.
Siamo stati, almeno noi cattolici, indottrinati a pensare che tutti ciò al di fuori della nostra religione fosse demoniaco, per la paura dell’uomo a perdere il potere accalappiato in anni di ‘lavoro’, e ci è stata tolta la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva, la caduta all’inferno sarebbe stata la pena nel caso si fosse seguito altro rispetto alla parola di Dio (ricordo sempre però scritta da uomini).
Mi piacerebbe molto che cadessero tutte le etichette e che tutti iniziassimo a crescere spiritualmente senza paure e a vivere realmente la sua parola e il suo grande vero puro unico sentimento che è l’amore incondizionato.
Ringrazio il Cielo, ringrazio Me per averti ed essermi ritrovata, auguro ad ognuno di voi di ritrovare Dio e Se Stessi e di vivere quel meraviglioso rapporto, che tutte le pagine scritte fino ad ora e in futuro, non potranno mai contenere.
Amatevi, Amate, Amore.

Ad un passo dall’insopportabile – Quando ci dimentica di esser stati bambini tutti

Non avendo tempo per scrivere articoli, mi diletto in piccoli pensieri.
Ultimamente ritrovo spesso la mia mente soffermarsi a tutte quelle persone che conosco che affermano di non voler figli e che condividono sui social meme, immagini e stati dove riversano il proprio odio verso i bambini, soprattutto quelli particolarmente vivaci.
A parte che trovo questo comportamento razzista, mi soffermo a cercare di capire quanto sia facile giudicare gli altri, in questo preciso caso i genitori, tacciandoli di incapacità educativa e consigliando l’uso di contraccettivi onde evitare l’arrivo di ulteriori ‘terremoti’ quando non si hanno le nozioni di base(no nemmeno tu laureata in scienze educative dell’infanzia le hai), ma soprattutto non si vive in prima persona la sfida continua che comporta avere uno o più figli.

Partiamo dal punto di vista totalmente personale, per me se vuoi figliare o no è un tua decisione, ma sentirvi dire che non lo fate perché non vedete un futuro per loro dato lo schifo che si vede ogni giorno e al quale andiamo incontro, vi trasforma in egoisti, la stessa parola che usate voi per noi che decidiamo di procreare e riversare l’immane amore che un essere vivente è capace di provare verso un altro essere vivente, e non solo, vi taccerei anche come fatalisti pigri della domenica, in quanto per eliminare i sensi di colpa per quello che sta succedendo al giorno d’oggi, ve ne lavate le mani e la coscienza pensando di aver fatto la vostra parte con questa scelta, ma continuando a vivere come avete fatto finora senza minimamente pensare di apportare cambiamenti reali per salvaguardare il nostro pianeta.
Alcuni di voi non pensa nemmeno che, appunto perché abbiamo messo al mondo dei figli, noi genitori cerchiamo di far qualcosa perché non si lasci solo cenere e menefreghismo a loro, e credendoci, li cresciamo con una punta di sensibilità maggiore verso la Terra, perché magari loro, a differenza nostra, un modo per salvarla e rispettarla di più lo troveranno, anche perché glielo abbiamo insegnato noi.
La mancanza di rispetto verso chi ha figli, da parte vostra, a volte rasenta il ridicolo. Sia chiaro alcune persone nn sono capaci ad educare dei bambini e questi ultimi crescono maleducati, irriverenti e spocchiosi, ma nn facciamo di tutta l’erba un fascio, come cerco anche io di non classificarvi tutti alla stessa maniera.
Perdonate però se mi vien da ridere quando leggo i vostri post pieni di qualsivoglia emozione negativa per i bimbi vocianti in ristorante (ad esempio) e poi siete gli stessi che al telefono urlano o quando sono al bar fanno caciara dopo un paio di drink, perché siete la versione adulta di quei bimbi e mi vien da pensare che li odiate così tanto perché in fondo odiate un po’ voi stessi.

I bambini son bambini per poco, lasciateli sfogare (entro i limiti della decenza, educazione e libertà altrui ovviamente), siete stati piccoli anche voi e non credo che foste santi proprio tutti quanti.
Se vi è rimasto un minimo di empatia nella vostra anima, cercate anche di comprendere che magari per loro l’uscita al ristorante, come il viaggio in treno, è una continua scoperta.. Che un po’ è come dovremmo vivere noi grandi. Pensate poi, che magari, dietro a quei bambini urlanti, ci sono genitori che hanno provato a calmarli in mille modi, senza urlare e passare loro stessi da caciari, provate a pensare che magari dentro di loro si vergognano e vorrebbero chiedere scusa ad ognuno degli estranei che vengono disturbati. Non pensate sempre che sono dei genitori di merda o irresponsabili e menefreghisti, perché non sempre è così. Mettetevi la mano sulla coscienza, come chiedo di metterla a quei genitori che hanno dei bimbi supervivaci e difficili da gestire, da una parte voi provate a comprendere, dall’altra a noi mamme e papà chiedo di cercare altre soluzioni se sappiamo che il nostro bimbo non è capace di star fermo un attimo (che nn sia piazzarlo davanti al telefono).
Non so se queste mie parole potranno valer qualcosa o no, se potreste anche per un attimo pensare a modificare il vostro modo di vedere, oppure rimarrete convinti delle vostrre idee continuando a condividere e manifestare il vostro dissenso verso chi decide di figliare, ma non crediate che la viita sarà più ricca se la gente smettesse di procreare, perché perderemmo la varietà del mondo, la visione smaliziata dei bimbi e quel vivere senza sapere cos’è l’odio di tutti i tipi verso altri o peggio verso il diverso.
Sono alcuni genitori ad inculcare la visione razzista e la rabbia alla loro prole, ma siete anche voi a trasmettere il vostro odio con battute o post alquanto fuori luogo.
Date contro a chi sversa la sua intolleranza per il diverso, eregendovi a paladini dell’uguaglianza, per poi vomitare il vostro astio contro creature innocenti e genitori a volte sfiniti (ma immensamente felici di averle), non siete così tanto diversi dai razzisti che tanto vi infastidiscono.
Cerchiamo di essere più vicini, più uniti e meno astiosi l’uni nei confronti degli altri, perché alla fine, citando uno di quei meme che tanto vi piacciono, ci troveremo forse tutti in una casa di riposo, non di sicuro lussuosa (se minimamente conoscete le rette mensili), ma almeno noi ogni tanto, Forse, avremo qualcuno che viene a trovarci…

Ad n passo dalla copertina – Siete tutti influencer!?

Vi vedo sfilare con le vostre arcate fiere camminando nelle vostre scarpe firmate, con la borsa all’ultimo grido, vestiti di tutto punto. Mentre dall’alto dei vostri occhiali da sole copiati dal vostro influencer preferito , mi squadrate come se venissi da Marte, io che mi vesto al mercato o all’ovs. Con quelle mani curate che prendono il bicchiere del bar del paese o si appoggiano alla macchina che avete sempre sognato e che state pagando indebitandovi ancora di più mentre fate un vita che non vi potete permettere, ma che dovete far vedere di poter vivere. Arrancate verso il successo senza sapere fare nulla di preciso, convinti di essere la prossima star del futuro e guadagnare un sacco di soldi, non contando che in realtà vi segue Pinuzzo_porcello98 o cosatifarei11 oltre ai vostri genitori. Vi noto sapete e provo tristezza, pena, senso di vuoto, perchè siete cresciuti copiando qualcun altro, senza sapere chi siete esattamente. Credendo di essere così come vi hanno costruito, anzichè cercando di capire cosa avevate dentro, Vuoti come la vostra mente se vi si parla di qualcosa che non sia di vostro interesse,giusto per cultura generale. Persi nel tornado di social che vi aiutano a crederci ancora di più, cresciuti dalla televisione e da estranei che vi hanno inculcato l’idea che l’unico modo di vincere nella vita sia di avere tutto, non di essere tutto(quello che vorreste) . Vuoti come rimarranno i vostri ricordi quando sarete più grandi e probabilmente lavorerete come commessi o nell’azienda di papà.

Non vi abbiamo seguito, vi abbiamo lasciato liberi di essere quello che volevate essere, senza darvi un esempio su chi volevate diventare, messi di fronte a scelte sbagliate comunque, vi abbiamo aiutato a non cadere offrendovi tutto, senza mai dover pagare scotto, senza mai dover faticare per avere qualcosa. E ora vi chiedo, cosa avete dentro? Quanto piatta è la vostra anima? Che emozioni provate? Sapete chi siete realmente? Abituati a vivere una vita di plastica fatta di superficialità avete scavato la vostra fossa verso il nulla dell’anima. Non è mai troppo tardi per cambiare, mai troppo tardi per scoprire che magari la vostra scelta sarebbe stata un’altra. Arriverà un giorno dove guarderete alla vostra vita patinata, dentro ai vostri armadi, e vi chiederete se è veramente tutte questo quello che volevate da voi. Pieni di oggetti di lusso o non, ma vuoti dentro con quel senso di non appartenenza, quel senso di mancanza e tristezza, come se ci fosse qualcosa che non riuscite a vedere ma che vi manca e lì continuerete a riempire la vostra casa, voi stessi di altri oggetti per sopperire a quel senso che invece di svanire, crescerà enormemente portandovi in un circolo vizioso che non avrà fine, voi sempre più avidi di oggetti e superficialità e lei, la vostra anima, sempre più nera e bisognosa di luce. Com’è essere voi?Lo chiedo per curiosità, perchè non vorrei mai essere al vostro posto. Ho altre priorità nella vita che mi arrichiranno più di quanto possa fare un conto corrente bancario con 6 zeri. So che non ci credete, forse alcuni di voi non saranno nemmeno portati a provare questo (il mondo è vario ed è bello per questo) ma ci sono cose molto più preziose di un gioiello, molto più arricchenti di una borsa di Vuitton. C’è una realtà fatta di sentimenti ed emozioni che voi non riuscirete mai a scovare sotto i chili di plastica e tecnologia che avete addosso, c’è un mondo di possibilità che vi sorprenderebbe e lascerebbe basiti se alzaste il vostro sguardo (ed il vostro cervello) dai likes di facebook ed instagram. Questo mondo nel quale vi si fa credere che potrete vivere senza lavorare un giorno della vostra vita cadrà davanti a voi come un castello di carta rivelandovi la cruda realtà, NON POTETE ESSERE TUTTI INFLUENCER E FAMOSI.

Un giorno arriveranno le rughe, e peggio, le bollette da pagare e forse capirete che non si può fare la bella vita senza farsi il c…o, a meno che ovviamente non siate figli di un re o di un multimilionario (ma anche in questo caso i soldi prima o poi finiranno). Vi appaga realmente questa falsa vita fatta di ostentazione e falsi amici? Seriamente vi accontentate di una schiera di follower che alimentano il vostro io vanesio? Non vi viene mai in mente che c’è altro oltre a tutto questo apparire, tutto questo esporsi fintamente? Vorrei che gli adulti vi avessero dato altri strumenti, che vi avessero insegnato a puntare in alto in modo diverso, che vi avessero sfidato a dimostrare di potercela fare a diventare qualcuno di importante. Che vi avessero incoraggiato a seguire i vostri sogni di bambini e non di adolescenti, che vi avessero aiutato a formare il vostro vero io anziché permettervi di rimanere parcheggiati di fronte alla tv o davanti allo schermo di un cellulare. Un buon libro avrebbe potuto sconfiggere quella smaniosa mania di guardare costantemente lo schermo.. Forse… O forse il destino vostro è proprio questo. Forse sarete un faro per i giovani di domani, che non vorranno più essere come voi e invertiranno la marcia. Oppure tutto questo è un romantico sogno di mezza estate di una donna che avrebbe voluto far di più per se stessa e si rammarica nel vedere ragazzi con meravigliose capacità accontentarsi dell’essenza del nulla. Io ho ancora tempo per realizzare i miei sogni, ma voi, avete voglia di scoprire i vostri?!

Ad un passo dal passato – Non puoi essere giovane per sempre

Alla veneranda età di 36 anni mi ritrovo ancora oggi a dovermi confrontare con coetanei che sono rimasti fermi a quando avevamo 20/25 anni. Non fermi fisicamente, volesse il cielo poter fermare il tempo e avere ancora quel bel sedere sodo e il seno arrampicato e non cadente, ma mentalmente e maturamente (lo so che non esiste come parola, passatemela..in fondo hanno fatto passare pure petaloso che nun se po’ sentì).Mi ritrovo, infatti, a fare i conti con una generazione di persone che non sanno cosa vogliono dalla vita ad un’età nella quale dovrebbero già aver iniziato a vedere i frutti del loro lavoro. Per chi non avesse capito, sto parlando dei casi umani che sono nati tra la metà dei magnifici ’70 e la fine dei ’90,il periodo d’oro chiamiamolo. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma la percentuale dei personaggi che non danno segnali di crescita personale e si è fermato all’adolescenza è preoccupantemente alto in questa fascia, a meno che non sia io a conoscerli tutti, ma credo sia matematicamente impossibile.Sia chiaro che non sto parlando dei classici “bamboccioni” che abitano a casa dei genitori ,nemmeno di coloro che la casa natale non possono lasciarla per svariati motivi quali : mancanza di soldi, lavoro o necessità di rimanere con i propri cari. Gli individui che tratto in questo articolo sono coloro che ,magari vivendo anche da soli, non intendono prendersi nessuna responsabilità e tendono a comportarsi come quando erano dei giovincelli.

I classici che trovi fuori al sabato sera vestiti di tutto punto e profumati che manco gli uscisse “acqua di Giò” dai rubinetti del bagno, che puntualmente fanno serata a bere e fare l’alba in discoteca o al pub e ci provano con quelle/quelli (sì ci sono anche na massa de donne del genere) che potrebbero essere tranquillamente loro figli, senza mostrare nessun rimpianto e nessuna (secondo il mio parere ) dignità. Sono i figli del nulla, quelli che non hanno mai voluto essere paragonati ai genitori e che volevano far qualcosa di diverso, lasciare il segno e si ritrovano invece a far i conti con l’inizio delle rughe e un fisico non più atletico e sodo come una volta. Ho provato anche a cercare di capire per quale motivo questa gente si sia fermata a così tanti anni fa e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che non hanno voluto intraprendere un percorso di crescita, come abbiamo fatto tutti,forse per paura di diventare grande o per mancanza di “intelligenza” hanno deciso di rimanere agli anni dove tutto era facile, dove erano i “belli” della compagnia, invidiati e imitati dagli altri. Può essere che la “fama” della gioventù li abbia un po’ montanti e che pensino di poterla portare avanti, in eterno, senza dover pagare il conto al tempo o a se stessi.

Amano chiamarsi alternativi, senza rendersi conto che già dando un nome al modo di essere sono classificati in un gruppo di tot persone che si comportano alla stessa maniera, si sentono diversi e vincitori perchè non sono diventati schiavi di un sistema che li costringe a seguire un percorso specifico, senza rendersi conto che il sistema comunque sta vincendo su loro.Tendono a usare i classici slogan del “Non sarò mai come mi volete voi” senza capirne il vero significato e diventando solo uno dei tanti . Credo che queste persone non abbiamo l’apertura mentale per capire che comunque e purtroppo da un sistema radicato come quello odierno non si scappa, ma che si può fare le cose a propria maniera, che crescere non è il male assoluto, anzi, è da lì che partono le idee per cambiare quello che non ci è andato giù da ragazzi, rompendo uno schema del quale-volenti o nolenti- fanno parte anche loro pensando invece il contrario. Lo posso dire in prima persona che continuare a fare i giovani dentro non porta a nulla, anche io fino a poco fa facevo parte di questo ‘merdaviglioso’ impasto di persone, non perché attaccata alla mia sempre più lontana adolescenza, ma per un mix di componenti quali famiglia troppo protettiva e troppa superficialità nell’affrontare gli avvenimenti della vita. Avevo paura, in certo qual modo, di cosa mi aspettava lì fuori, non ero pronta ad affrontare l’età adulta come me l’avevano descritta, fino a che, percorrendo questo stupendo cammino di ‘crescita’, non ho capito che potevo diventare grande a modo mio, ed essere realmente un’alternativa a ciò che mi veniva imposto.

Perché, diciamocela tutta, gli anni si susseguono, il corpo non è più quello di una volta, ci si mette di più, fisiologicamente, a riprendersi da una notte brava, e anche la mente non è più fresca come vorremmo. Posso anche sbagliare, ma credo che ci sia una stagione per tutto, e per quanto sia bello far serata una volta ogni tanto, in maniera un po’ più responsabile, è emozionante appunto perché si fa ogni tanto, non tutte le settimane, perché poi la vita rischia di diventare tutta uguale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e via discorrendo, senza avere il senso dell’essere vissuta. C’è un mondo da scoprire nell’età adulta e penso che scoprirlo sia l’avventura più bella che si possa vivere.