L’inizio del cammino… Come mi sto affacciando alle pratiche di yoga e meditazione

In questo periodo di forte preoccupazione sociale ed economica, dove ci viene chiesto di limitare al minimo la nostra libertà a fronte del bene comune, ho approfittato, come spero stiano facendo molti altri, per esaminare la mia persona e la mia vita. Come in passato mi sono trovata a dover affrontare un bisogno che è sempre presente dentro me, come ho scritto anche nell’articolo precedente, la ricerca di Dio.

Nell’etere ho trovato migliaia di letture, video e eventuali corsi da fare online pubblicati da altrettanti maestri e guru e, grazie anche ad alcuni libri, tra le quali “La saggezza di Gesu’ e degli yoga siddha” di M. Govindan ( che consiglio a chiunque interessi il genere), mi sono ritrovata a chiedermi se veramente tutte quelle persone possano in effetti definirsi maestri/guru o se usino questi appellattivi solo per farsi belli e attirare nuovi devoti/discepoli alla loro casa, dominata a volte dall’ego.

E’ brutto dire che non riesco a fidarmi di quanto trovo in internet, troppe volte ho notato delle differenze palesi tra quanto veniva promesso e quanto in effetti c’era di vero negli insegnamenti che venivano dati, e nemmeno posso dire che tutti coloro che ho “seguito” siano dei ciarlatani, ma posso assicurare che molti hanno travisato l’idea/ideologia della meditazione e dello yoga e li hanno plasmati e trasformati perchè potessero essere appetibili alla società occidentale, denaturalizzando ed eliminando quanto di più alto e spirituale potessero contenere, per venderlo meglio al prossimo, alle persone che vorrebbero tutto e subito. Sono nati così dei corsi di yoga new age che permettono anche di diventare insegnante in 200 hr , quando non basta una vita per molti per comprendere il puro significato di questa pratica.

Ma torniamo al percorso che vorrei intraprendere. Vorrei scriverne qui per confrontarmi e magari dare uno spunto a chi mi legge.

Credo, come ha anche consigliato il mio compagno, che prima di intraprendere una qualsiasi strada spirituale , si debba innanzitutto conoscere se stessi, farsi più di un’esame di coscienza, affrontare senza remore il proprio passato e chiarire dentro di noi a cosa vogliamo arrivare. Ognuno ha in mente quali possono essere gli obiettivi della propria vita, gli obiettivi massimi ai quali vorremmo arrivare, molti meno hanno chiaro cosa vorrebbero veramente diventare/raggiungere come anima. Nel mio caso, il fine, all’inizio era solo una bozza annebbiata nella mente, che man mano , mentre mi ci concentravo e continuavo la mia strada, informandomi e leggendo, si faceva sempre più chiara. Quello che sto cercando in questa vita è riassumibile in pochi concetti : vorrei poter seguire il mio istinto e aiutare gli altri, vorrei portare chiaro il messaggio che sento dentro ma che ancora non ha una forma ben precisa, vorrei arrivare a “parlare” con Dio e con il mio Sè superiore.

Sto iniziando così a studiare il percorso da fare, ma prima ovviamente devo togliere degli ostacoli non indifferenti. Ogni giorno devo fare i conti con pensieri, azioni e sentimenti che obnubilano la mia mente, ma soprattutto con immagini del passato, di avvenimenti o altro che non lasciano far fluire l’energia. Partendo da questi fatti, oltre all’aiuto che si può trovare in libri come “conosci te stesso” del cerchio linea 77 e “mindfulness” di Goldstein, ho cercato anche le basi per poter iniziare la meditazione, in aiuto alla mente, e lo yoga, in aiuto al corpo e all’energia che lo tiene radicato alla forza madre. Non ho ancora risposte certe, ma almeno sto imparando a capire quali sono le strade che potrei scegliere, ed ecco che davanti a me ho trovato vari sentieri tra i quali il Karma Yoga, il Kundalini Yoga e il Raja Yoga, assieme alla meditazione pura più vicina alla scuola Dzogchen. L’aiuto maggiore, però, sta arrivando grazie a dei video trovati su youtube di Lama Michel Rinpoche che, come una mamma guida il proprio figlio nei primi passi tenendolo per mano, riesce a illuminare i passaggi bui dell pratica meditativa con una semplicità che solo un maestro può avere,quei particolari che non si trovano nei libri, che possono essere insegnati solamente a voce da qualcuno che già li ha messi in pratica e che conosce tutte le sfaccettature e i problemi collegatia partire dalla postura, da come riuscire a rilassare la mente senza lasciarsi distrarre dai pensieri, come focalizzare l’oggetto della meditazione e cosa “aspettarsi”. Non basta però seguire video o leggere, credo che per non sbagliare o anche semplicemente per avere un confronto, un aiuto e delle risposte chiare e dirette alle domande che possono balenare nel cervello, serva soprattutto un maestro, che guidi almeno all’inizio , l’auto sulla quale si sta viaggiando e che insegni a portare l a macchina verso la destinazione, senza correre troppo e senza sbagliare tragitto. C’è così tanto da imparare e da conoscere, c’è moltissimo da poter condividere e così mi avvio verso questo nuovo stupendo percorso verso la conoscenza e verso Dio, che, per quanto ogni religione voglia diverso l’una dall’altra, è sempre lo stesso, con quell’amore incondizionato, immenso ed eterno che lo contraddistingue da tutto il resto materiale.

Se vorrete seguirmi, scriverò ancora di questo percorso, senza entrare in particolareggiate descrizioni che si possono trovare nell’etere o nei libri specifici e che sono molto più chiare di come potrei esporle io, novizia di queste millenarie storie.

Namasté.

Ad un passo da Dio – siamo tutti lì

Ho 36 anni, un bellissimo bimbo di un anno e mezzo quasi, e posso dire con estrema sincerità che non mi manca nulla di materiale nella vita.
Di sicuro, però, non mi sento arrivata e non per scaramanzia o fissazioni paranoiche di una mente tendente al bipolarismo, ma perché ho la pura consapevolezza che nella vita non si arriva mai e non si finisce mai di imparare, conoscere e scoprire e che tutto può cambiare di significato da un momento all’altro.
Ci sono momenti nella mia vita, però, in cui sento una sorta di vuoto che non mi lascia pace, sono i momenti nei quali più di tutto sento la necessità di cercare Dio, non perché io non lo abbia ancora trovato, ma perché egoisticamente mi perdo nella materialità della vita umana e finisco per ‘dimenticarmi’ di nutrire la parte più importante di noi, la spiritualità, la mia anima. Sono in uno di questi momenti da un po’ di tempo, me ne sono accorta solo da pochi giorni, quando quel ‘buco’ si è fatto sentire più pesantemente, nonostante una vita piena di attimi magici. In questi casi ho l’estrema fortuna di riuscire a ritagliarmi alcuni momenti e parlare con Dio e ho la gioia immensa di ricevere sempre delle risposte da lui, come se stessi chiacchierando con un amico o scrivendo gli un messaggio e tutto senza dover recarmi in un luogo santo o benedetto che sia, come vorrebbe qualche ‘fanatico’ di qualsivoglia religione monoteista . Ripeto che possono sembrare le farneticazioni di una mente affetta da bipolarismo avanzato tendente alla skizofrenia, in realtà sono semplicemente il mio punto di vista. Sono arrivata ad avere una conoscenza tale(praticamente sono solo una principiante) da poter sentire che Dio è in ogni luogo e in ogni persona, anche dentro di me e da lì, qui, ogni dove, ascolta chiunque gli parli rispondendo alle domande, solamente, molte volte, il nostro ‘orecchio’ interiore è sordo, o semplicemente poco allenato a sentire quanto ci viene detto.
Si pensa, così a molti è stato insegnato, che Dio possa interloquire solamente con pochi eletti, mentre la verità è che lui può parlare con tutti noi, poiché tutti siamo in lui quanto lui è in noi, poiché siamo tutti uno, nonostante viviamo in corpo diverso.
Ho volutamente usato la parola Dio perché è l’unica terrestralmente riconosciuta per parlare di lui/lei/loro/noi/me/te/voi, potrei però dargli mille nomi e mille sembianze e sempre parlerei di quell’energia, quella luce, quell’universo tanto caro alla filosofia new age.
Ho passato anni a cercare tramite le più svariate religioni quel Dio di cui avevo bisogno che mai assomigliava a quanto mi servisse, finché un giorno mi sono resa conto che quel che volevo non sarebbe mai esistito, dovevo essere io a cambiare me stessa e il mio modo di operare e vivere e lo avrei trovato. Così è stato, perché sempre è rimasto vicino, dentro me per aiutarmi nella vita, a diventare più forte e cambiare e continuare la crescita.. Ho imparato così che Dio non è quell’essere con la quale prendersela se non ti dà ciò che chiedi nelle preghiere, Dio è colui che è e non è, che si sperimenta tramite ognuno di noi, che vive mille vite e una ed è ovunque e in un posto solo.
Ho trovato Dio quando ho smesso di cercarlo nelle religioni inventate da uomini e mi sono affidata a quello che sente il mio cuore e la mia anima, ed è sempre stato lì ad aspettare che io lo ‘vedessi’.
E non è che Lui è quello giusto e il vostro è quello sbagliato, poiché sono tutti Lui, e se per me agisce in un modo, per te o per qualcun altro si muove in altra maniera, ma è sempre quell’Energia immensa che ha creato tutto ciò che c’è!
Credo che in questo mondo ci sia un estremo bisogno che ognuno di noi ritrovi Dio, non quello descritto nei libri sacri da uomini, ma quello che vive nel la nostra anima, quello che, se vi sedete in silenzio in un posto che vi dà pace e respirate profondamente, troverete ad aspettarvi e che vi sorprenderà in ogni momento se tornate a crederci.
Siamo stati, almeno noi cattolici, indottrinati a pensare che tutti ciò al di fuori della nostra religione fosse demoniaco, per la paura dell’uomo a perdere il potere accalappiato in anni di ‘lavoro’, e ci è stata tolta la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva, la caduta all’inferno sarebbe stata la pena nel caso si fosse seguito altro rispetto alla parola di Dio (ricordo sempre però scritta da uomini).
Mi piacerebbe molto che cadessero tutte le etichette e che tutti iniziassimo a crescere spiritualmente senza paure e a vivere realmente la sua parola e il suo grande vero puro unico sentimento che è l’amore incondizionato.
Ringrazio il Cielo, ringrazio Me per averti ed essermi ritrovata, auguro ad ognuno di voi di ritrovare Dio e Se Stessi e di vivere quel meraviglioso rapporto, che tutte le pagine scritte fino ad ora e in futuro, non potranno mai contenere.
Amatevi, Amate, Amore.

Ad un passo dall’insopportabile – Quando ci dimentica di esser stati bambini tutti

Non avendo tempo per scrivere articoli, mi diletto in piccoli pensieri.
Ultimamente ritrovo spesso la mia mente soffermarsi a tutte quelle persone che conosco che affermano di non voler figli e che condividono sui social meme, immagini e stati dove riversano il proprio odio verso i bambini, soprattutto quelli particolarmente vivaci.
A parte che trovo questo comportamento razzista, mi soffermo a cercare di capire quanto sia facile giudicare gli altri, in questo preciso caso i genitori, tacciandoli di incapacità educativa e consigliando l’uso di contraccettivi onde evitare l’arrivo di ulteriori ‘terremoti’ quando non si hanno le nozioni di base(no nemmeno tu laureata in scienze educative dell’infanzia le hai), ma soprattutto non si vive in prima persona la sfida continua che comporta avere uno o più figli.

Partiamo dal punto di vista totalmente personale, per me se vuoi figliare o no è un tua decisione, ma sentirvi dire che non lo fate perché non vedete un futuro per loro dato lo schifo che si vede ogni giorno e al quale andiamo incontro, vi trasforma in egoisti, la stessa parola che usate voi per noi che decidiamo di procreare e riversare l’immane amore che un essere vivente è capace di provare verso un altro essere vivente, e non solo, vi taccerei anche come fatalisti pigri della domenica, in quanto per eliminare i sensi di colpa per quello che sta succedendo al giorno d’oggi, ve ne lavate le mani e la coscienza pensando di aver fatto la vostra parte con questa scelta, ma continuando a vivere come avete fatto finora senza minimamente pensare di apportare cambiamenti reali per salvaguardare il nostro pianeta.
Alcuni di voi non pensa nemmeno che, appunto perché abbiamo messo al mondo dei figli, noi genitori cerchiamo di far qualcosa perché non si lasci solo cenere e menefreghismo a loro, e credendoci, li cresciamo con una punta di sensibilità maggiore verso la Terra, perché magari loro, a differenza nostra, un modo per salvarla e rispettarla di più lo troveranno, anche perché glielo abbiamo insegnato noi.
La mancanza di rispetto verso chi ha figli, da parte vostra, a volte rasenta il ridicolo. Sia chiaro alcune persone nn sono capaci ad educare dei bambini e questi ultimi crescono maleducati, irriverenti e spocchiosi, ma nn facciamo di tutta l’erba un fascio, come cerco anche io di non classificarvi tutti alla stessa maniera.
Perdonate però se mi vien da ridere quando leggo i vostri post pieni di qualsivoglia emozione negativa per i bimbi vocianti in ristorante (ad esempio) e poi siete gli stessi che al telefono urlano o quando sono al bar fanno caciara dopo un paio di drink, perché siete la versione adulta di quei bimbi e mi vien da pensare che li odiate così tanto perché in fondo odiate un po’ voi stessi.

I bambini son bambini per poco, lasciateli sfogare (entro i limiti della decenza, educazione e libertà altrui ovviamente), siete stati piccoli anche voi e non credo che foste santi proprio tutti quanti.
Se vi è rimasto un minimo di empatia nella vostra anima, cercate anche di comprendere che magari per loro l’uscita al ristorante, come il viaggio in treno, è una continua scoperta.. Che un po’ è come dovremmo vivere noi grandi. Pensate poi, che magari, dietro a quei bambini urlanti, ci sono genitori che hanno provato a calmarli in mille modi, senza urlare e passare loro stessi da caciari, provate a pensare che magari dentro di loro si vergognano e vorrebbero chiedere scusa ad ognuno degli estranei che vengono disturbati. Non pensate sempre che sono dei genitori di merda o irresponsabili e menefreghisti, perché non sempre è così. Mettetevi la mano sulla coscienza, come chiedo di metterla a quei genitori che hanno dei bimbi supervivaci e difficili da gestire, da una parte voi provate a comprendere, dall’altra a noi mamme e papà chiedo di cercare altre soluzioni se sappiamo che il nostro bimbo non è capace di star fermo un attimo (che nn sia piazzarlo davanti al telefono).
Non so se queste mie parole potranno valer qualcosa o no, se potreste anche per un attimo pensare a modificare il vostro modo di vedere, oppure rimarrete convinti delle vostrre idee continuando a condividere e manifestare il vostro dissenso verso chi decide di figliare, ma non crediate che la viita sarà più ricca se la gente smettesse di procreare, perché perderemmo la varietà del mondo, la visione smaliziata dei bimbi e quel vivere senza sapere cos’è l’odio di tutti i tipi verso altri o peggio verso il diverso.
Sono alcuni genitori ad inculcare la visione razzista e la rabbia alla loro prole, ma siete anche voi a trasmettere il vostro odio con battute o post alquanto fuori luogo.
Date contro a chi sversa la sua intolleranza per il diverso, eregendovi a paladini dell’uguaglianza, per poi vomitare il vostro astio contro creature innocenti e genitori a volte sfiniti (ma immensamente felici di averle), non siete così tanto diversi dai razzisti che tanto vi infastidiscono.
Cerchiamo di essere più vicini, più uniti e meno astiosi l’uni nei confronti degli altri, perché alla fine, citando uno di quei meme che tanto vi piacciono, ci troveremo forse tutti in una casa di riposo, non di sicuro lussuosa (se minimamente conoscete le rette mensili), ma almeno noi ogni tanto, Forse, avremo qualcuno che viene a trovarci…

Ad un passo dal silenzio – Quando le opinioni diventano legge

Sono stanca di vedere fazioni farsi la guerra su cose di cui, sommariamente, non sanno un cazzo.
Partiamo dal presupposto che nn appartengo a nessuna bandiera politica quindi non mi si venga ad apostrofare con epiteti che non mi appartengono.
Diciamo anche che, non conoscendo a fondo tutte le notizie e non avendo tutte le reali informazioni, non posso nemmeno permettermi di dare un giudizio positivo o negativo su nulla, ma posso basarmi sui fatti reali per almeno capire bene dove può esserci il giusto e dove il sbagliato. È tanto difficile secondo voi?
Facciamo l’esempio della Sea Watch 3..
Partendo dal fatto che questi vanno a prendersi i clandestini praticamente sulla costa africana dando un precedente ai traghettatori di corpi che sicuramente ne approfittano, mi chiedo per quale motivo non pensino a quanto sia legale quello che fanno perché, visto da occhi ignoranti, istigano all’immigrazione clandestina anziché battersi legalmente e civilmente perché tutto questo abbia fine, per poter combattere la politica e i governi dei paesi da dove questa gente fugge e per far cambiare i diritti dell’uomo in ogni parte del globo.
Che salvino delle vite è assodato(carta diritti uomo) e ringraziamoli per questo loro impegno nell’aiutare persone che scappano da situazioni invivivibili (certo dentro a sti gruppi ce stanno anche delinquenti, ma non facciamo di tutta l’erba un fascioche poi passiamo per fascisti.. A ragione oltretutto), aiutiamoli a portare in salvo uomini, donne e bambini, ma, ovvio che c’è un ma, deve per forza esserci. Ma senza creare un circo mediatico, usando vite altrui, per ripicca od ostinazione, senza violare leggi (per quanto opprimenti), ma soprattutto senza violare i confini della libertà altrui. A comportarsi come la giovane idealista capitana, si passa dalla ragione, quella di voler salvare ed aiutare delle persone, al torto, tenendo in ostaggio queste anime perché ci si impunta su un’idea.
Ma c’è dell’altro, ci sono particolari che non conosciamo, ci sono interi giorni di cui non sappiamo nulla.

Se commenti un articolo dicendo che con tutti i giri che ha fatto attorno a Lampedusa poteva farli sbarcare in Olanda, minimo devi essere un navigatore provetto che il mare lo conosce come le sue tasche; se scrivi che ha fatto bene a forzare i confini e speronare le navette della gdf minimo devi essere laureato in legge e sapere a menadito tutte le leggi che vietano l’azione compiuta e renderti conto che la tua empatia ha delle preferenze. Se inneggiate alla liberazione di Carola sbeffeggiando i leghisti o il ministro dell’interno, non siete tanto diversi da coloro che chiamate fascisti ignoranti.
Se vi basate su ciò che scrive una testata giornalistica , piuttosto che un’altra, e non andate a fondo della situazione, prendendo per vero ogni singola bufala che viene appositamente confezionata dai troll di internet, ecco.. Se il vostro pensiero è avvelenato da tutto questo, dovreste avere la decenza di starvene zitti e non fomentare l’odio e aizzare altri troll a creare notizie false per portare più gente dall’una o dall’altra parte.

Le vostre frustrazioni che siano di destra o sinistra o centro, andatele a far fruttare in altra maniera anziché digitare con quelle ditina sulle vostre tastiere lettere che compongono versi di odio verso chichessia. Alzate il culo dalla sedia dietro quel telefono o monitor e andate a far qualcosa per cambiare il vostro paese o il mondo, altrimenti abbiate la decenza di fare come fanno in pochi oramai, di tenere quella bocca chiusa.
Libertà di pensiero e parola non vi da l’autorizzazione a mostrare a tutti le mostre mancanze intellettuali e sentimentali.
Sembrate uno la brutta copia dell’altro, sempre pronti a combattere a colpi di copia/incolla senza verificare la veridicità di quanto scritto, sempre pronti a vomitare il vostro odio verso chi non la pensa come voi e a darvi man forte fra simili senza rendervi conto di essere un belante gruppo di pecore guidate da un pastore silenzioso, ma che vi fa fare quello che vuole dandovi l’illusione di essere voi a decidere della vostra vita.
Sempre gli stessi commenti beceri, triti e ritriti, rendete tutto così monotono tronfi di essere i paladini della pura verità e della salvezza quando, nemmeno tanto velatamente, siete portatori d’odio, rabbia e rancore.

Se riusciste a fermarvi un attimo, a contare fino a dieci prima di iniziare a digitare qualsiasi cosa vi passi per la testa, se respiraste profondamente prima di commentare a ruota libera o esprimervi vomitando i vostri pensieri, forse internet diverebbe un posto più bello, pacifico e tranquillo. E se tutto questo lo applicaste anche alla vita reale, beh.. Un po’ più in pace forse si vivrebbe.

Ad un passo dalla natura – L’Era del dio cemento

Più mi soffermo a guardare il mondo attorno a me, in questi ultimi giorni di libertà prima di entrare di nuovo a lavoro, più mi rendo conto che probabilmente noi umani non meritiamo il meraviglioso pianeta che ci ospita.
Non sto parlando di come trattiamo il pianeta, verrà da se che scriverò qualcosa anche su questo, ma quanto abbiamo perso il nostro contatto con Colei che ha moltissimi nomi, e che possiamo riconoscere in Madre Gaia (è, nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale, quindi la potenza divina, della Terra ~fonte: wikipedia). Sempre più concentrati su mille altre cose superficiali e dannose per la nostra anima, sempre più vuoti e lontani da quello che dovrebbe essere visto come il cammino verso la vera salvezza, ci addentriamo nella selva oscura che ci porterà, inesorabilmente, ad ucciderci tutti e ad ammazzare questo meraviglioso cuore pulsante che è la Terra.
Come siamo arrivati a preferire vivere in un appartamento di 30 mq in centro a New York o Milano (solo perchè è in) piuttosto che una meravigliosa casa in campagna immersi nel verde?Per quale motivo siamo così dipendenti dal cemento delle città, mentre sempre di più snobbiamo le vallate delle nostre dolomiti o le spiagge incontaminate dei paesi asiatici e sud americani se non per passarci dei weekend o le settimane di ferie dove questi posti vengono plasmati a nostro piacere e perdono ogni contatto con la loro bellezza naturale?Siamo partiti, migliaia di anni fa da villaggi accampati vicino a fiumi per poter vedere rigogliosa la natura aiutarci al sostentamento e siamo arrivati a deviare il corso dei fiumi per nostro piacere, bisogno a dire il vero.


La maggior parte di noi, per fortuna non rientro nel gruppo, non è più capace di meravigliarsi di fronte alla vista di una distesa immensa di verde (che purtroppo o per fortuna sono tutti campi coltivati ad oggi), ad una cascata in montagna, alla maestosità di sua altezza l’oceano. E come stiamo trattando questo nostro mondo?Lo stiamo sfruttando, lo stiamo uccidendo, svuotando, come se avessimo un pianeta di riserva dove poter andare e anzichè trovare il modo di ripagare ciò che ci viene donato, cerchiamo altri posti che potrebbero ospitare la vita umana (certo per distruggere anche quelli e così via finchè un giorno, si spera a meno che non si cambi registro, ci estingueremo) .


Non abbiamo più coscienza cosmica, coscienza di gruppo. Pensiamo in singolo senza contare la collettività che ci sta attorno, pensando che una nostra azione non può distruggere tutta la natura attorno, ma senza renderci conto che lo stesso pensiero lo ha avuto il nostro vicino, qualcuno attorno a noi sicuramente, e così via,finchè una azione sono migliaia, milioni, miliardi che stanno strozzando ciò che ci da la vita.
Ci siamo trasformati , in quella che chiamano evoluzione, ma che di evoluto ha ben poco, nella malattia mortale incurabile di cui abbiamo quasi tutti una paura fottuta. Con il nostro agire siamo capaci di far estinguere centinaia di specie animali, per nostro capriccio, e non pensate, voi che leggete questo post di salvarvi, come non mi salvo io, siamo tutti, tutti responsabili di questo.
Seguendo ciò che la società ci “impone” e nasconde siamo arrivati a renderci conto in ritardo che abbiamo un problema, e grazie al cazzo abbiamo un problema, sono l’unica che si ricorda quando da piccola facevano per tv la pubblicità delle Golia per salvare gli orsi bianchi che stavano per estinguersi a causa del riscaldamento globale?E non venite a dirmi che si tratta di ere geologiche, avete mezza ragione su questo, ma l’uomo, sua maestà l’uomo, ha contribuito, con le varie azioni intelligenti degne nemmeno di nota, a velocizzare ciò che geologicamente si manifesterebbe in migliaia di anni.


Ora non sto dicendo di cambiare completamente rotta e diventare tutti contadini/pastori/artigiani e smantellare le grandi città, cioè vorrei dire questo, ma lo trovo un discorso troppo utopico perchè possa prendere presa tra le varie menti eccelse che abitano in primis in Italia e poi via discorrendo il mondo, ma almeno cerchiamo nel nostro piccolo di dare una mano a ridare un po’ di dignità a Gaia. Diamole quel piccolo respiro di cui ha bisogno. Pensiamo all’ambiente, perchè così facendo penseremo a noi, ai nostri figli . Un cambio di coscienza potrebbe portarci a tornare ad amare la nostra natura per quello che ci regala e forse potrebbe portarci ad evitare di distruggerla per un nostro “bisogno” che in realtà non esiste.
E’ da malato preferire il grigio di una grande città all’immensità di una vista al mare, in montagna, in campagna. Smettiamola di far ingrandire le megalopoli e cibare questi mostri di cemento . Ragazzi si parla di piccoli accorgimenti come , che ne so, una petizione per piantare un albero ogni bambino nato, come già fanno moltissimi comuni; la richiesta di un ulteriore parco nella propria città, più verde nei nostri giardini piantando che ne so Dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo   (elenco tratto da : https://www.coldiretti.it/ambiente-e-sviluppo-sostenibile/piante-mangia-smog ) i famosi alberi mangia smog. Concentriamoci e pretendiamo che la tecnologia Hybrid o Eco vengano sviluppate, lo so che i capitalisti non permetteranno mai una cosa del genere (voglio vedere io quando finiranno le scorte cari i miei petrolieri del ca…), ma anche in maniera più personale, smettiamola di lanciare mozziconi fuori dai finestrini, gettiamo i rifiuti negli appositi contenitori – facciamola bene sta raccolta differenziata (anche fuori casa), smettiamo di usare la macchina per fare due metri. Basta distruggere ciò che ci viene costantemente donato. Basta fare di un posto naturalmente bellissimo, una meta accalappia turisti della domenica, i classici che di arte, natura, sport non ci capiscono niente, ma fa figo sui social quindi.

Spegniamo le tv, i computer e i cellulari e guardiamocelo quel meraviglioso tramonto coi colori che vanno dal rosso all’arancio e a tratti violetto che ci sta aspettando per toglierci il fiato, senza per forza fotografarlo. Vediamo attorno a noi, ascoltiamo attorno a noi quello che stiamo uccidendo..perchè fra pochi anni, se non ci rimbocchiamo le maniche non ci saranno più gli uccellini a svegliarci al mattino, non ci sarà più quel bell’albero in quel posto tanto verde e intimo, non ci sarà più vita e aria da respirare pulita in nessun angolo della Terra e non sto esagerando.Ci stiamo ammazzando con le nostre mani..suicidio inconsapevole o suicidio cieco, perchè bisogna essere ciechi per non vedere, non capire quanto male ci stiamo facendo. Torniamo ad amare la natura e apprezzare il nostro pianeta per quello che è, non necessariamente per quello che vogliamo che sia o diventi. Fermiamoci, respiriamo e … aiutiamo la natura a stupirci e farci innamorare.

Ad un passo dal passato – Non puoi essere giovane per sempre

Alla veneranda età di 36 anni mi ritrovo ancora oggi a dovermi confrontare con coetanei che sono rimasti fermi a quando avevamo 20/25 anni. Non fermi fisicamente, volesse il cielo poter fermare il tempo e avere ancora quel bel sedere sodo e il seno arrampicato e non cadente, ma mentalmente e maturamente (lo so che non esiste come parola, passatemela..in fondo hanno fatto passare pure petaloso che nun se po’ sentì).Mi ritrovo, infatti, a fare i conti con una generazione di persone che non sanno cosa vogliono dalla vita ad un’età nella quale dovrebbero già aver iniziato a vedere i frutti del loro lavoro. Per chi non avesse capito, sto parlando dei casi umani che sono nati tra la metà dei magnifici ’70 e la fine dei ’90,il periodo d’oro chiamiamolo. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma la percentuale dei personaggi che non danno segnali di crescita personale e si è fermato all’adolescenza è preoccupantemente alto in questa fascia, a meno che non sia io a conoscerli tutti, ma credo sia matematicamente impossibile.Sia chiaro che non sto parlando dei classici “bamboccioni” che abitano a casa dei genitori ,nemmeno di coloro che la casa natale non possono lasciarla per svariati motivi quali : mancanza di soldi, lavoro o necessità di rimanere con i propri cari. Gli individui che tratto in questo articolo sono coloro che ,magari vivendo anche da soli, non intendono prendersi nessuna responsabilità e tendono a comportarsi come quando erano dei giovincelli.

I classici che trovi fuori al sabato sera vestiti di tutto punto e profumati che manco gli uscisse “acqua di Giò” dai rubinetti del bagno, che puntualmente fanno serata a bere e fare l’alba in discoteca o al pub e ci provano con quelle/quelli (sì ci sono anche na massa de donne del genere) che potrebbero essere tranquillamente loro figli, senza mostrare nessun rimpianto e nessuna (secondo il mio parere ) dignità. Sono i figli del nulla, quelli che non hanno mai voluto essere paragonati ai genitori e che volevano far qualcosa di diverso, lasciare il segno e si ritrovano invece a far i conti con l’inizio delle rughe e un fisico non più atletico e sodo come una volta. Ho provato anche a cercare di capire per quale motivo questa gente si sia fermata a così tanti anni fa e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che non hanno voluto intraprendere un percorso di crescita, come abbiamo fatto tutti,forse per paura di diventare grande o per mancanza di “intelligenza” hanno deciso di rimanere agli anni dove tutto era facile, dove erano i “belli” della compagnia, invidiati e imitati dagli altri. Può essere che la “fama” della gioventù li abbia un po’ montanti e che pensino di poterla portare avanti, in eterno, senza dover pagare il conto al tempo o a se stessi.

Amano chiamarsi alternativi, senza rendersi conto che già dando un nome al modo di essere sono classificati in un gruppo di tot persone che si comportano alla stessa maniera, si sentono diversi e vincitori perchè non sono diventati schiavi di un sistema che li costringe a seguire un percorso specifico, senza rendersi conto che il sistema comunque sta vincendo su loro.Tendono a usare i classici slogan del “Non sarò mai come mi volete voi” senza capirne il vero significato e diventando solo uno dei tanti . Credo che queste persone non abbiamo l’apertura mentale per capire che comunque e purtroppo da un sistema radicato come quello odierno non si scappa, ma che si può fare le cose a propria maniera, che crescere non è il male assoluto, anzi, è da lì che partono le idee per cambiare quello che non ci è andato giù da ragazzi, rompendo uno schema del quale-volenti o nolenti- fanno parte anche loro pensando invece il contrario. Lo posso dire in prima persona che continuare a fare i giovani dentro non porta a nulla, anche io fino a poco fa facevo parte di questo ‘merdaviglioso’ impasto di persone, non perché attaccata alla mia sempre più lontana adolescenza, ma per un mix di componenti quali famiglia troppo protettiva e troppa superficialità nell’affrontare gli avvenimenti della vita. Avevo paura, in certo qual modo, di cosa mi aspettava lì fuori, non ero pronta ad affrontare l’età adulta come me l’avevano descritta, fino a che, percorrendo questo stupendo cammino di ‘crescita’, non ho capito che potevo diventare grande a modo mio, ed essere realmente un’alternativa a ciò che mi veniva imposto.

Perché, diciamocela tutta, gli anni si susseguono, il corpo non è più quello di una volta, ci si mette di più, fisiologicamente, a riprendersi da una notte brava, e anche la mente non è più fresca come vorremmo. Posso anche sbagliare, ma credo che ci sia una stagione per tutto, e per quanto sia bello far serata una volta ogni tanto, in maniera un po’ più responsabile, è emozionante appunto perché si fa ogni tanto, non tutte le settimane, perché poi la vita rischia di diventare tutta uguale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e via discorrendo, senza avere il senso dell’essere vissuta. C’è un mondo da scoprire nell’età adulta e penso che scoprirlo sia l’avventura più bella che si possa vivere.

Ad un passo dalla maschera – Chi si cela dietro al tuo bel viso?!

Il tempo è galantuomo mette:
ogni regina sul suo trono e
ogni pagliaccio nel suo circo.

Per chi non è mai incappato nella tipologia di persone che sto per descrivere sarà dura capire cosa succede nel profondo di una persona che ci si trova davanti e intreccia un rapporto con tali esseri.
A qualcuno di voi, come alla sottoscritta, sarà successo nella vita di incontrare un determinato tipo di individui che, indossando una meravigliosa maschera, si sono rivelati col tempo tutto il contrario di ciò che mostravano (a volte con una maestria eccellente tale da sviare anche gli occhi più attenti). Queste persone si mostrano, nel carattere principalmente, per qualcuno che non esiste e intrecciano e distruggono rapporti con una facilità tale che ci si chiede se siano realmente terrestri e non cyborg e se abbiano un lato emotivo o meno ,anche perchè sembra (e forse è proprio così) che traggano gioia e soddisfazione nel compiere questi gesti.


Dall’indole prettamente narcisista ed egocentrica(celata magnificamente il più delle volte) , con il loro modo di fare, possono tessere le lodi o mandare in frantumi una persona solo per il loro puro e personale capriccio, a volte, per salvarsi dalla noia che provano quando tutto va bene ed è tranquillo per troppo tempo, altre volte semplicemente per svago.
Non sto parlando di coloro che adoperano queste loro “abilità” con una persona alla volta, ma di quelli che riescono maleficamente a farlo con più persone, diventando per se stessi o anche per altri , il centro dell’essere, il burattinaio che muove i suoi pupazzi come vuole per il proprio ego,per la propria malsana voglia di comandare e creare un’ opera teatrale nella vita, fregandosene dei sentimenti degli altri, fregandosene delle ferite causate.

Ma prima o poi il vero volto di queste meravigliose maschere non riesce più a essere celato e , finalmente, il mostro salta fuori, mandando in pezzi tutto quello che ha creato e lasciandosi dietro terra bruciata.
Essere prede di determinati esseri porta a perdere l’autostima e a chiedersi come si abbia fatto a essere talmente ciechi da non accorgersi di quanto stava accadendo, porta a chiedersi che tipo di persone siamo e fa nascere dubbi profondi sui propri comportamenti, fino ad avere timore di aprire semplicemente bocca per paura di sbagliare.
A chi ha incontrato queste persone o a chi ha la sensazione di averne davanti ora una vorrei aprire uno spiraglio nel buio che hanno lasciato o che stanno creando in voi, poichè anche per loro, prima o poi, arriverà il momento di pagare pegno.


Non parlo di regola del 3 o di karma , semplicemente, come per tutti noi esseri umani, arriverà un momento nella vita di questi ‘fantastici’ attori dove sarà chiesto loro di pagare il conto per il comportamento che hanno tenuto. Chi prima e chi poi tutti dovranno fare i conti con una pessima mano nel poker che è la vita e per quanto siano abili bari non potranno cavarsela se non con una cocente sconfitta. E se le loro ‘vittime’ sono abbastanza forti da rialzarsi dopo il loro passaggio e reiniziare a sorridere e vivere, noteranno che in effetti, chi li ha tanto manipolati, già vive in una vita disfatta, costruita col nulla delle menzogne, arricchita dalle vaque promesse mai mantenute e adornata solamente di belle parole. Un castello di carte che al primo vento cadrà.
E per quanto alcuni di questi ‘nuovi mostri’ siano convinti della loro ragione, dovranno guardare un giorno lo specchio senza inorridire osservando rughe di ricordi e macchie di sentimenti sfruttati e si ritroveranno a osservare la raggrinzita versione di uno sceneggiato anni 80.
Guarderanno al passato vedendo solo il nulla assoluto, non un momento di piena gioia o amore puro, non un momento di reale felicità o semplice dolore; non ci sarà nulla di così significativo da rendere indelebile nella lavagna dei ricordi che rimarrà così intonsa pari a nuova dopo che con un colpo di spugna ogni azione sarà lavata via.
E così, se non pagheranno pegno prima e chiederanno perdono, si ritroveranno davanti a  lei, placida e silente, insinuatasi in anni di vacua gloria, sua signoria LA SOLITUDINE.
Colei che è capace di far inginocchiare anche il più astuto e forte cavaliere.

Nn so se mai leggerai queste righe, ragazza cara, ma le dedico a te che per anni hai fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro gruppo di amici, allontanando chi ti conveniva al momento, solo per tuo capriccio o per paura di venire smascherata. Ti auguro con il cuore che la vita ti dia il meglio per te e di non incrociare mai qualcino più abile nel prendere in giro le persone.
Con questo, anche se molto ancora avrei da dire, ti saluto. Addio.