Ad n passo dalla copertina – Siete tutti influencer!?

Vi vedo sfilare con le vostre arcate fiere camminando nelle vostre scarpe firmate, con la borsa all’ultimo grido, vestiti di tutto punto. Mentre dall’alto dei vostri occhiali da sole copiati dal vostro influencer preferito , mi squadrate come se venissi da Marte, io che mi vesto al mercato o all’ovs. Con quelle mani curate che prendono il bicchiere del bar del paese o si appoggiano alla macchina che avete sempre sognato e che state pagando indebitandovi ancora di più mentre fate un vita che non vi potete permettere, ma che dovete far vedere di poter vivere. Arrancate verso il successo senza sapere fare nulla di preciso, convinti di essere la prossima star del futuro e guadagnare un sacco di soldi, non contando che in realtà vi segue Pinuzzo_porcello98 o cosatifarei11 oltre ai vostri genitori. Vi noto sapete e provo tristezza, pena, senso di vuoto, perchè siete cresciuti copiando qualcun altro, senza sapere chi siete esattamente. Credendo di essere così come vi hanno costruito, anzichè cercando di capire cosa avevate dentro, Vuoti come la vostra mente se vi si parla di qualcosa che non sia di vostro interesse,giusto per cultura generale. Persi nel tornado di social che vi aiutano a crederci ancora di più, cresciuti dalla televisione e da estranei che vi hanno inculcato l’idea che l’unico modo di vincere nella vita sia di avere tutto, non di essere tutto(quello che vorreste) . Vuoti come rimarranno i vostri ricordi quando sarete più grandi e probabilmente lavorerete come commessi o nell’azienda di papà.

Non vi abbiamo seguito, vi abbiamo lasciato liberi di essere quello che volevate essere, senza darvi un esempio su chi volevate diventare, messi di fronte a scelte sbagliate comunque, vi abbiamo aiutato a non cadere offrendovi tutto, senza mai dover pagare scotto, senza mai dover faticare per avere qualcosa. E ora vi chiedo, cosa avete dentro? Quanto piatta è la vostra anima? Che emozioni provate? Sapete chi siete realmente? Abituati a vivere una vita di plastica fatta di superficialità avete scavato la vostra fossa verso il nulla dell’anima. Non è mai troppo tardi per cambiare, mai troppo tardi per scoprire che magari la vostra scelta sarebbe stata un’altra. Arriverà un giorno dove guarderete alla vostra vita patinata, dentro ai vostri armadi, e vi chiederete se è veramente tutte questo quello che volevate da voi. Pieni di oggetti di lusso o non, ma vuoti dentro con quel senso di non appartenenza, quel senso di mancanza e tristezza, come se ci fosse qualcosa che non riuscite a vedere ma che vi manca e lì continuerete a riempire la vostra casa, voi stessi di altri oggetti per sopperire a quel senso che invece di svanire, crescerà enormemente portandovi in un circolo vizioso che non avrà fine, voi sempre più avidi di oggetti e superficialità e lei, la vostra anima, sempre più nera e bisognosa di luce. Com’è essere voi?Lo chiedo per curiosità, perchè non vorrei mai essere al vostro posto. Ho altre priorità nella vita che mi arrichiranno più di quanto possa fare un conto corrente bancario con 6 zeri. So che non ci credete, forse alcuni di voi non saranno nemmeno portati a provare questo (il mondo è vario ed è bello per questo) ma ci sono cose molto più preziose di un gioiello, molto più arricchenti di una borsa di Vuitton. C’è una realtà fatta di sentimenti ed emozioni che voi non riuscirete mai a scovare sotto i chili di plastica e tecnologia che avete addosso, c’è un mondo di possibilità che vi sorprenderebbe e lascerebbe basiti se alzaste il vostro sguardo (ed il vostro cervello) dai likes di facebook ed instagram. Questo mondo nel quale vi si fa credere che potrete vivere senza lavorare un giorno della vostra vita cadrà davanti a voi come un castello di carta rivelandovi la cruda realtà, NON POTETE ESSERE TUTTI INFLUENCER E FAMOSI.

Un giorno arriveranno le rughe, e peggio, le bollette da pagare e forse capirete che non si può fare la bella vita senza farsi il c…o, a meno che ovviamente non siate figli di un re o di un multimilionario (ma anche in questo caso i soldi prima o poi finiranno). Vi appaga realmente questa falsa vita fatta di ostentazione e falsi amici? Seriamente vi accontentate di una schiera di follower che alimentano il vostro io vanesio? Non vi viene mai in mente che c’è altro oltre a tutto questo apparire, tutto questo esporsi fintamente? Vorrei che gli adulti vi avessero dato altri strumenti, che vi avessero insegnato a puntare in alto in modo diverso, che vi avessero sfidato a dimostrare di potercela fare a diventare qualcuno di importante. Che vi avessero incoraggiato a seguire i vostri sogni di bambini e non di adolescenti, che vi avessero aiutato a formare il vostro vero io anziché permettervi di rimanere parcheggiati di fronte alla tv o davanti allo schermo di un cellulare. Un buon libro avrebbe potuto sconfiggere quella smaniosa mania di guardare costantemente lo schermo.. Forse… O forse il destino vostro è proprio questo. Forse sarete un faro per i giovani di domani, che non vorranno più essere come voi e invertiranno la marcia. Oppure tutto questo è un romantico sogno di mezza estate di una donna che avrebbe voluto far di più per se stessa e si rammarica nel vedere ragazzi con meravigliose capacità accontentarsi dell’essenza del nulla. Io ho ancora tempo per realizzare i miei sogni, ma voi, avete voglia di scoprire i vostri?!

Ad un passo dal silenzio – Quando le opinioni diventano legge

Sono stanca di vedere fazioni farsi la guerra su cose di cui, sommariamente, non sanno un cazzo.
Partiamo dal presupposto che nn appartengo a nessuna bandiera politica quindi non mi si venga ad apostrofare con epiteti che non mi appartengono.
Diciamo anche che, non conoscendo a fondo tutte le notizie e non avendo tutte le reali informazioni, non posso nemmeno permettermi di dare un giudizio positivo o negativo su nulla, ma posso basarmi sui fatti reali per almeno capire bene dove può esserci il giusto e dove il sbagliato. È tanto difficile secondo voi?
Facciamo l’esempio della Sea Watch 3..
Partendo dal fatto che questi vanno a prendersi i clandestini praticamente sulla costa africana dando un precedente ai traghettatori di corpi che sicuramente ne approfittano, mi chiedo per quale motivo non pensino a quanto sia legale quello che fanno perché, visto da occhi ignoranti, istigano all’immigrazione clandestina anziché battersi legalmente e civilmente perché tutto questo abbia fine, per poter combattere la politica e i governi dei paesi da dove questa gente fugge e per far cambiare i diritti dell’uomo in ogni parte del globo.
Che salvino delle vite è assodato(carta diritti uomo) e ringraziamoli per questo loro impegno nell’aiutare persone che scappano da situazioni invivivibili (certo dentro a sti gruppi ce stanno anche delinquenti, ma non facciamo di tutta l’erba un fascioche poi passiamo per fascisti.. A ragione oltretutto), aiutiamoli a portare in salvo uomini, donne e bambini, ma, ovvio che c’è un ma, deve per forza esserci. Ma senza creare un circo mediatico, usando vite altrui, per ripicca od ostinazione, senza violare leggi (per quanto opprimenti), ma soprattutto senza violare i confini della libertà altrui. A comportarsi come la giovane idealista capitana, si passa dalla ragione, quella di voler salvare ed aiutare delle persone, al torto, tenendo in ostaggio queste anime perché ci si impunta su un’idea.
Ma c’è dell’altro, ci sono particolari che non conosciamo, ci sono interi giorni di cui non sappiamo nulla.

Se commenti un articolo dicendo che con tutti i giri che ha fatto attorno a Lampedusa poteva farli sbarcare in Olanda, minimo devi essere un navigatore provetto che il mare lo conosce come le sue tasche; se scrivi che ha fatto bene a forzare i confini e speronare le navette della gdf minimo devi essere laureato in legge e sapere a menadito tutte le leggi che vietano l’azione compiuta e renderti conto che la tua empatia ha delle preferenze. Se inneggiate alla liberazione di Carola sbeffeggiando i leghisti o il ministro dell’interno, non siete tanto diversi da coloro che chiamate fascisti ignoranti.
Se vi basate su ciò che scrive una testata giornalistica , piuttosto che un’altra, e non andate a fondo della situazione, prendendo per vero ogni singola bufala che viene appositamente confezionata dai troll di internet, ecco.. Se il vostro pensiero è avvelenato da tutto questo, dovreste avere la decenza di starvene zitti e non fomentare l’odio e aizzare altri troll a creare notizie false per portare più gente dall’una o dall’altra parte.

Le vostre frustrazioni che siano di destra o sinistra o centro, andatele a far fruttare in altra maniera anziché digitare con quelle ditina sulle vostre tastiere lettere che compongono versi di odio verso chichessia. Alzate il culo dalla sedia dietro quel telefono o monitor e andate a far qualcosa per cambiare il vostro paese o il mondo, altrimenti abbiate la decenza di fare come fanno in pochi oramai, di tenere quella bocca chiusa.
Libertà di pensiero e parola non vi da l’autorizzazione a mostrare a tutti le mostre mancanze intellettuali e sentimentali.
Sembrate uno la brutta copia dell’altro, sempre pronti a combattere a colpi di copia/incolla senza verificare la veridicità di quanto scritto, sempre pronti a vomitare il vostro odio verso chi non la pensa come voi e a darvi man forte fra simili senza rendervi conto di essere un belante gruppo di pecore guidate da un pastore silenzioso, ma che vi fa fare quello che vuole dandovi l’illusione di essere voi a decidere della vostra vita.
Sempre gli stessi commenti beceri, triti e ritriti, rendete tutto così monotono tronfi di essere i paladini della pura verità e della salvezza quando, nemmeno tanto velatamente, siete portatori d’odio, rabbia e rancore.

Se riusciste a fermarvi un attimo, a contare fino a dieci prima di iniziare a digitare qualsiasi cosa vi passi per la testa, se respiraste profondamente prima di commentare a ruota libera o esprimervi vomitando i vostri pensieri, forse internet diverebbe un posto più bello, pacifico e tranquillo. E se tutto questo lo applicaste anche alla vita reale, beh.. Un po’ più in pace forse si vivrebbe.

Ad un passo dalla natura – L’Era del dio cemento

Più mi soffermo a guardare il mondo attorno a me, in questi ultimi giorni di libertà prima di entrare di nuovo a lavoro, più mi rendo conto che probabilmente noi umani non meritiamo il meraviglioso pianeta che ci ospita.
Non sto parlando di come trattiamo il pianeta, verrà da se che scriverò qualcosa anche su questo, ma quanto abbiamo perso il nostro contatto con Colei che ha moltissimi nomi, e che possiamo riconoscere in Madre Gaia (è, nella religione e nella mitologia greca, la dea primordiale, quindi la potenza divina, della Terra ~fonte: wikipedia). Sempre più concentrati su mille altre cose superficiali e dannose per la nostra anima, sempre più vuoti e lontani da quello che dovrebbe essere visto come il cammino verso la vera salvezza, ci addentriamo nella selva oscura che ci porterà, inesorabilmente, ad ucciderci tutti e ad ammazzare questo meraviglioso cuore pulsante che è la Terra.
Come siamo arrivati a preferire vivere in un appartamento di 30 mq in centro a New York o Milano (solo perchè è in) piuttosto che una meravigliosa casa in campagna immersi nel verde?Per quale motivo siamo così dipendenti dal cemento delle città, mentre sempre di più snobbiamo le vallate delle nostre dolomiti o le spiagge incontaminate dei paesi asiatici e sud americani se non per passarci dei weekend o le settimane di ferie dove questi posti vengono plasmati a nostro piacere e perdono ogni contatto con la loro bellezza naturale?Siamo partiti, migliaia di anni fa da villaggi accampati vicino a fiumi per poter vedere rigogliosa la natura aiutarci al sostentamento e siamo arrivati a deviare il corso dei fiumi per nostro piacere, bisogno a dire il vero.


La maggior parte di noi, per fortuna non rientro nel gruppo, non è più capace di meravigliarsi di fronte alla vista di una distesa immensa di verde (che purtroppo o per fortuna sono tutti campi coltivati ad oggi), ad una cascata in montagna, alla maestosità di sua altezza l’oceano. E come stiamo trattando questo nostro mondo?Lo stiamo sfruttando, lo stiamo uccidendo, svuotando, come se avessimo un pianeta di riserva dove poter andare e anzichè trovare il modo di ripagare ciò che ci viene donato, cerchiamo altri posti che potrebbero ospitare la vita umana (certo per distruggere anche quelli e così via finchè un giorno, si spera a meno che non si cambi registro, ci estingueremo) .


Non abbiamo più coscienza cosmica, coscienza di gruppo. Pensiamo in singolo senza contare la collettività che ci sta attorno, pensando che una nostra azione non può distruggere tutta la natura attorno, ma senza renderci conto che lo stesso pensiero lo ha avuto il nostro vicino, qualcuno attorno a noi sicuramente, e così via,finchè una azione sono migliaia, milioni, miliardi che stanno strozzando ciò che ci da la vita.
Ci siamo trasformati , in quella che chiamano evoluzione, ma che di evoluto ha ben poco, nella malattia mortale incurabile di cui abbiamo quasi tutti una paura fottuta. Con il nostro agire siamo capaci di far estinguere centinaia di specie animali, per nostro capriccio, e non pensate, voi che leggete questo post di salvarvi, come non mi salvo io, siamo tutti, tutti responsabili di questo.
Seguendo ciò che la società ci “impone” e nasconde siamo arrivati a renderci conto in ritardo che abbiamo un problema, e grazie al cazzo abbiamo un problema, sono l’unica che si ricorda quando da piccola facevano per tv la pubblicità delle Golia per salvare gli orsi bianchi che stavano per estinguersi a causa del riscaldamento globale?E non venite a dirmi che si tratta di ere geologiche, avete mezza ragione su questo, ma l’uomo, sua maestà l’uomo, ha contribuito, con le varie azioni intelligenti degne nemmeno di nota, a velocizzare ciò che geologicamente si manifesterebbe in migliaia di anni.


Ora non sto dicendo di cambiare completamente rotta e diventare tutti contadini/pastori/artigiani e smantellare le grandi città, cioè vorrei dire questo, ma lo trovo un discorso troppo utopico perchè possa prendere presa tra le varie menti eccelse che abitano in primis in Italia e poi via discorrendo il mondo, ma almeno cerchiamo nel nostro piccolo di dare una mano a ridare un po’ di dignità a Gaia. Diamole quel piccolo respiro di cui ha bisogno. Pensiamo all’ambiente, perchè così facendo penseremo a noi, ai nostri figli . Un cambio di coscienza potrebbe portarci a tornare ad amare la nostra natura per quello che ci regala e forse potrebbe portarci ad evitare di distruggerla per un nostro “bisogno” che in realtà non esiste.
E’ da malato preferire il grigio di una grande città all’immensità di una vista al mare, in montagna, in campagna. Smettiamola di far ingrandire le megalopoli e cibare questi mostri di cemento . Ragazzi si parla di piccoli accorgimenti come , che ne so, una petizione per piantare un albero ogni bambino nato, come già fanno moltissimi comuni; la richiesta di un ulteriore parco nella propria città, più verde nei nostri giardini piantando che ne so Dall’Acero riccio alla Betulla verrucosa, dal Ginkgo Biloba al Bagolaro, dal Frassino comune all’Ontano nero, dal Tiglio selvatico all’Olmo   (elenco tratto da : https://www.coldiretti.it/ambiente-e-sviluppo-sostenibile/piante-mangia-smog ) i famosi alberi mangia smog. Concentriamoci e pretendiamo che la tecnologia Hybrid o Eco vengano sviluppate, lo so che i capitalisti non permetteranno mai una cosa del genere (voglio vedere io quando finiranno le scorte cari i miei petrolieri del ca…), ma anche in maniera più personale, smettiamola di lanciare mozziconi fuori dai finestrini, gettiamo i rifiuti negli appositi contenitori – facciamola bene sta raccolta differenziata (anche fuori casa), smettiamo di usare la macchina per fare due metri. Basta distruggere ciò che ci viene costantemente donato. Basta fare di un posto naturalmente bellissimo, una meta accalappia turisti della domenica, i classici che di arte, natura, sport non ci capiscono niente, ma fa figo sui social quindi.

Spegniamo le tv, i computer e i cellulari e guardiamocelo quel meraviglioso tramonto coi colori che vanno dal rosso all’arancio e a tratti violetto che ci sta aspettando per toglierci il fiato, senza per forza fotografarlo. Vediamo attorno a noi, ascoltiamo attorno a noi quello che stiamo uccidendo..perchè fra pochi anni, se non ci rimbocchiamo le maniche non ci saranno più gli uccellini a svegliarci al mattino, non ci sarà più quel bell’albero in quel posto tanto verde e intimo, non ci sarà più vita e aria da respirare pulita in nessun angolo della Terra e non sto esagerando.Ci stiamo ammazzando con le nostre mani..suicidio inconsapevole o suicidio cieco, perchè bisogna essere ciechi per non vedere, non capire quanto male ci stiamo facendo. Torniamo ad amare la natura e apprezzare il nostro pianeta per quello che è, non necessariamente per quello che vogliamo che sia o diventi. Fermiamoci, respiriamo e … aiutiamo la natura a stupirci e farci innamorare.

Ad un passo dal passato – Non puoi essere giovane per sempre

Alla veneranda età di 36 anni mi ritrovo ancora oggi a dovermi confrontare con coetanei che sono rimasti fermi a quando avevamo 20/25 anni. Non fermi fisicamente, volesse il cielo poter fermare il tempo e avere ancora quel bel sedere sodo e il seno arrampicato e non cadente, ma mentalmente e maturamente (lo so che non esiste come parola, passatemela..in fondo hanno fatto passare pure petaloso che nun se po’ sentì).Mi ritrovo, infatti, a fare i conti con una generazione di persone che non sanno cosa vogliono dalla vita ad un’età nella quale dovrebbero già aver iniziato a vedere i frutti del loro lavoro. Per chi non avesse capito, sto parlando dei casi umani che sono nati tra la metà dei magnifici ’70 e la fine dei ’90,il periodo d’oro chiamiamolo. Ovviamente non facciamo di tutta l’erba un fascio, ma la percentuale dei personaggi che non danno segnali di crescita personale e si è fermato all’adolescenza è preoccupantemente alto in questa fascia, a meno che non sia io a conoscerli tutti, ma credo sia matematicamente impossibile.Sia chiaro che non sto parlando dei classici “bamboccioni” che abitano a casa dei genitori ,nemmeno di coloro che la casa natale non possono lasciarla per svariati motivi quali : mancanza di soldi, lavoro o necessità di rimanere con i propri cari. Gli individui che tratto in questo articolo sono coloro che ,magari vivendo anche da soli, non intendono prendersi nessuna responsabilità e tendono a comportarsi come quando erano dei giovincelli.

I classici che trovi fuori al sabato sera vestiti di tutto punto e profumati che manco gli uscisse “acqua di Giò” dai rubinetti del bagno, che puntualmente fanno serata a bere e fare l’alba in discoteca o al pub e ci provano con quelle/quelli (sì ci sono anche na massa de donne del genere) che potrebbero essere tranquillamente loro figli, senza mostrare nessun rimpianto e nessuna (secondo il mio parere ) dignità. Sono i figli del nulla, quelli che non hanno mai voluto essere paragonati ai genitori e che volevano far qualcosa di diverso, lasciare il segno e si ritrovano invece a far i conti con l’inizio delle rughe e un fisico non più atletico e sodo come una volta. Ho provato anche a cercare di capire per quale motivo questa gente si sia fermata a così tanti anni fa e l’unica risposta che sono riuscita a darmi è che non hanno voluto intraprendere un percorso di crescita, come abbiamo fatto tutti,forse per paura di diventare grande o per mancanza di “intelligenza” hanno deciso di rimanere agli anni dove tutto era facile, dove erano i “belli” della compagnia, invidiati e imitati dagli altri. Può essere che la “fama” della gioventù li abbia un po’ montanti e che pensino di poterla portare avanti, in eterno, senza dover pagare il conto al tempo o a se stessi.

Amano chiamarsi alternativi, senza rendersi conto che già dando un nome al modo di essere sono classificati in un gruppo di tot persone che si comportano alla stessa maniera, si sentono diversi e vincitori perchè non sono diventati schiavi di un sistema che li costringe a seguire un percorso specifico, senza rendersi conto che il sistema comunque sta vincendo su loro.Tendono a usare i classici slogan del “Non sarò mai come mi volete voi” senza capirne il vero significato e diventando solo uno dei tanti . Credo che queste persone non abbiamo l’apertura mentale per capire che comunque e purtroppo da un sistema radicato come quello odierno non si scappa, ma che si può fare le cose a propria maniera, che crescere non è il male assoluto, anzi, è da lì che partono le idee per cambiare quello che non ci è andato giù da ragazzi, rompendo uno schema del quale-volenti o nolenti- fanno parte anche loro pensando invece il contrario. Lo posso dire in prima persona che continuare a fare i giovani dentro non porta a nulla, anche io fino a poco fa facevo parte di questo ‘merdaviglioso’ impasto di persone, non perché attaccata alla mia sempre più lontana adolescenza, ma per un mix di componenti quali famiglia troppo protettiva e troppa superficialità nell’affrontare gli avvenimenti della vita. Avevo paura, in certo qual modo, di cosa mi aspettava lì fuori, non ero pronta ad affrontare l’età adulta come me l’avevano descritta, fino a che, percorrendo questo stupendo cammino di ‘crescita’, non ho capito che potevo diventare grande a modo mio, ed essere realmente un’alternativa a ciò che mi veniva imposto.

Perché, diciamocela tutta, gli anni si susseguono, il corpo non è più quello di una volta, ci si mette di più, fisiologicamente, a riprendersi da una notte brava, e anche la mente non è più fresca come vorremmo. Posso anche sbagliare, ma credo che ci sia una stagione per tutto, e per quanto sia bello far serata una volta ogni tanto, in maniera un po’ più responsabile, è emozionante appunto perché si fa ogni tanto, non tutte le settimane, perché poi la vita rischia di diventare tutta uguale, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana e via discorrendo, senza avere il senso dell’essere vissuta. C’è un mondo da scoprire nell’età adulta e penso che scoprirlo sia l’avventura più bella che si possa vivere.

Ad un passo dalla scelta – Criticati tu che mi critico io

Mi sono ripromessa di non parlare mai di politica , anche perché, fondalmentalmente e sinceramente, ci capisco pochissimo non essendo laureata in scienze politiche, ma é da un po’ che sento il bisogno di esprimere la mia idea particolare, soprattutto nel contesto attuale.
Di certo c’è che personalmente non ho una preferenza (sento già il coro di chi mi punta il dito contro accusandomi di essere una di quelli che stanno contribuendo a far rovinare il nostro bel paese).
Non essendo, quindi, una fanatica e paladina del giusto voto, mi ritrovo molte volte ad osservare le azioni, le promesse e i modi di agire delle svariate parti e a trarre le mie conclusioni, condivisibili o no.

Premettendo che la maggior parte delle uscite e promesse politiche non sono ben comprese e vengono sempre strumentalizzate dall’opposizione di turno, mi chiedo quanto stupidi possiamo essere a credere ancora a quanto detto da un politico o dall’altro se ogni volta le nostre speranze di realizzazione vengono disattese e, in seguito, ci dimentichiamo di quanto siamo rimasti delusi dalla nostra scelta del cuore e ci promuoviamo a giudici dell’opposto paventando le qualità di chi ci ha appena amareggiato.
Possibile che la nostra memoria sia così labile da dimenticare il malessere e così pronta a puntare il dito sempre e solo verso l’avversario? L’autoanalisi é così lontana come opzione?
Com’è che ci siano così tanti esperti in politica e l’Italia vada lo stesso così male?
Siamo seriamente così ciechi da dare del disinformato a qualcun altro quando crediamo come dei mammalucchi alle informazioni rielaborate e condite a puntino di un telegiornale o giornale di turno?

Nell’Italia di oggi c’è un ministro, amato o meno, che ha capito alla perfezione come arrivare al cuore di milioni di italiani, un provetto esperto di marketing elettorale, un uomo che condivide con i suoi elettori ogni sacrosanta cosa che fa, dal bere un bicchiere di vino in riva al mare alla firma di una importante legge (secondo lui), un ministro che fa si che lo si veda come uno del popolo. Opinabile o meno come modo di lavoro, stiamo vedendo come la cosa stia avendo un effetto positivo per la sua fazione portandolo a consecutive “vittorie”.
In altra forma invece un altro ministro, che passa in sordina, che non pubblicizza ogni cosa che fa e che passa da “fantasma”, tanto da non essere nominato la maggior parte delle volte.
All’opposizione abbiamo un partito che ha appena smesso di farsi la guerra internamente e che, anziché proporre delle soluzioni diverse e innovative, anziché riavvicinarsi alla sua ideologia originaria, passa la maggior parte del tempo ad accusare gli avversari di svariati ‘reati’ e ‘comportamenti’ sbagliati tacciandoli di poca umanità e sensibilità. Impegnati sempre a puntare il dito sugli altri anziché accrescere i propri punti di forza passano così ad essere poco appetibili di fronte all’italiano medio votante.

Non ho volutamente usato paroloni storici che vanno molto di moda ultimamente perché trovo subdolo chiamare in causa la storia, che comunque, mai deve essere dimenticata, per descrivere determinati atteggiamenti, riempirsi la bocca di alcuni epiteti mi lascia sempre perplessa, oltre al fatto che non mi sento in grado di scomodare avvenimenti così importanti non avendoli vissuti e non conoscendoli abbastanza profondamente da darmi l’autorizzazione ad adoperarli.

E se, per una volta, la prima volta, si arrivasse a una diversa opzione? Non capendo di politica una cippa potrei sbagliare clamorosamente, ma anziché farsi la guerra alimentando il sentimento della rabbia, dell’odio e della divisione, si cercasse di collaborare, cooperare, dialogando realmente e, per quanto possibile, pacificamente??!
È così utopica come possibilità quella di vedere delle persone lavorare assieme per dare un futuro, non dico migliore, ma decente a questo paese che sta dimenticando ogni suo pregio e sta evidenziando i propri difetti e le proprie mancanze. Eppure servirebbe così poco per poter sistemare le cose, ma evidentemente nessuno lo vuole realmente fare, che sia di destra o di sinistra.

Ad un passo dalla sincerità – Amore siamo solo amici

Il tradimento è uno dei maggiori motivi di separazione tra coppie e, in molti casi, di problemi di fiducia verso il prossimo delle persone che hanno subito tale trattamento dal partner.
Il peggior modo di terminare una relazione, in effetti, è quella di scoprire che la persona che pensavamo di conoscere bene e che, se non lo abbiamo già fatto, avevamo immaginato di sposare, ci ha presi in giro intrecciando un rapporto intimo segreto con qualcun altro.
Tutto questo porta la vittima a vivere una sorta di guerra interiore e a porsi mille domande su se stessa. Non sono abbastanza? Sono poco interessante? Ho mancato in qualcosa? Cosa ho fatto di male?
Successivamente, a volte, porta a una perdita di autostima o, peggio, a una modifica del comportamento tanto da diventare carnefici o peggio fomentatori d’odio generico verso l’altro sesso.

L’adulterio è di per se una vera e propria forma di violenza verso il prossimo, violenza psicologica e fisica indiretta, che va a minare un rapporto ancor più intimo di quello di coppia, e cioè quello con se stessi.
Anche se un’esame di coscienza è sempre un bene, il problema non è da imputare totalmente chi ha subito o chi ha perpetrato.
Viene da chiedersi cosa ci sia di così affascinante e accattivante nell’infedeltà. Togliendo la percentuale di persone egoiste ed egocentriche che godono nell’avere più individui che pendono dalle loro labbra (per non usare altri termini), resta un’ampia gamma di esseri che perpetuano tale ‘rituale’ e continuano nella reiterazione del reato finché non vengono scoperti, a volte anche dopo.

Si puo essere stanchi, si può sentirsi stretti in un rapporto, ci si può sentire oppressi o anche invisibili, ma l’infedeltà non è la soluzione a questi problemi. Si dovrebbe parlare, parlare, parlare con la persona amata per risolvere i problemi, i propri dubbi, raccontare e raccontarsi, ma evitare di infliggere un dolore del genere a chi si ha amato e forse si ama ancora.
Che gusto c’è a tradire la fiducia del proprio compagno, a nascondere quello che si fa? Cercare quel brivido che ci attraversava quando da bambini si faceva qualcosa che i nostri genitori ci avevano proibito è sintomo forse di non essere mai cresciuti e di non essere pronti a responsabilità nella propria vita, la maturità di una persona si vede anche da questo, mantenere fede ad un impegno preso, senza buttare tutto a ‘puttane’, e questo richiede una forte dose di passione, pazienza ed equilibrio interiore.
Altrimenti col tempo il dialogo può assopirsi, i due amanti si distanziano ed è questo che si deve evitare, mantenere vivo il rapporto parlandosi e confrontandosi perché l’amore necessita di cura e attenzione costante, ha bisogno di essere accudito, soprattutto ai giorni nostri dove, purtroppo, le distrazioni sono fin troppe, dove la libertà a volte è troppa, dove non ci sono più, per molti, i valori morali che vengono chiamati antichi.

Non si diventa diversi da un giorno all’altro, è un cambiamento che si attua con l’aiuto del tempo e se in quel tempo si continua a confrontarsi con il partner, magari, si cambia assieme, altrimenti è solamente un stare assieme a una persona che una volta credevamo di conoscere e che, dopo esserci lasciati travolgere da mille altre cose della vita (possiamo dirlo meno importanti il più delle volte) è diventato uno sconosciuto.
Piccole attenzioni giornaliere, piccoli gesti che continuano a lubrificare la catena del rapporto per non farla stridere.

L’infedeltà non è qualcosa che capita così, un giorno, per caso. Ci sono dei segnali ben precisi e se, nonostante il dialogo, e l’impegno da parte di entrambi, non vanno le cose, si dovrebbe avere il coraggio, prima di distruggere nella maniera più subdola anni di rapporto, di mettere fine a un racconto che è arrivato al suo ultimo capitolo prima di iniziarne un altro. Si rischia altrimenti di far confusione, di non imparare cosa quel racconto aveva da insegnarci e commettere nuovamente, ripetutamente lo stesso errore.

Ad un passo dall’eternità – Finché Morte Non Vi Separi

Da quando in Italia è stata approvata la legge sul divorzio, nel grafico delle statistiche annuali, la curva dei matrimoni arrivati alla parola fine è esponenzialmente salita, mentre quella delle coppie che decidono di promettersi amore eterno è irrimediabilmente in discesa. Ed ora che, anche nei piccoli paesi di provincia, la separazione tra coniugi è vista come una cosa normale, viene da chiedersi come mai così tante coppie arrivino a mettere la parola fine a quel per sempre che si erano promessi pochi o molti anni prima.
Se all’inizio, negli anni 50, il divorzio era preso in considerazione dopo un lungo percorso, per riprendere in mano la propria vita in un matrimonio deciso da altri o per liberarsi un partner dispotico e padrone, ad oggi la situazione è decisamente cambiata.

Sembra che, nella società del tutto e subito e dell’apparenza superficiale costante, si sia persa la magia e il romanticismo che tanto si vede nei film, oramai di serie b, d’amore.
Ad oggi è così facile separarsi definitivamente che molte coppie prendono alla leggera il sacro vincolo. E se una volta i nostri nonni erano bravissimi a cercar di far funzionare la famiglia sopportando o suppartando il partner, noi non riusciamo ad avere la pazienza di passare sopra ai piccoli difetti del nostro compagno senza scatenare una guerra che ci porterà a inforcare strade non solo diverse, ma ben distanti l’uno dall’altro.

C’è chi parla di troppe libertà, chi di parità sventolate al vento, di scarso impegno, ma forse è solamente il poco peso che si da ad un legame che non deve essere preso troppo alla leggera.
Il bel paese dei mammoni, dei giovani che crescono troppo in ritardo, dei ragazzi a cui è vietato manchi qualcosa, sta perdendo, come in altri paesi, l’identità della famiglia.
Abituati ad avere ogni cosa come noi vogliamo, non c’è più l’abilità di lottare e sporcarsi le mani per far funzionare le cose, e così si agisce nell’unico modo che ci abbiamo imparato, si scappa.
Si corre via dalle responsabilità scegliendo sempre la strada più facile, ma la colpa non è da dare solamente a chi ci ha cresciuto o alla società nella quale siamo. La colpa maggiore di ogni sconfitta siamo noi. E la fine di un matrimonio è una sconfitta che ci dovrebbe vedere avviliti, ma pronti a capire dove abbiamo mancato, la realtà dei fatti invece vede ex coppie che si massacrano a colpi di ‘è solo colpa tua’.
Così di frecciatina in altra si arriva a diventare perfetti sconosciuti.

Noi adulti di oggi dovremmo imparare ad ascoltare i nostri nonni, a chiedergli come si riesce a far funzionare un matrimonio fino ai 50 anni e invece vogliamo sapere tutto noi, come se non avessimo ancora passato quella brutta parte dell’adolescenza che ci voleva autoritari e indipendenti quando non lo eravamo, così da perpetrare promesse troppo facilmente e altrettanto semplicemente distruggerle senza alcun rimorso o senso di colpa.
Se non si inizia da noi stessi non si andrà in nessun senso, se siamo i primi a non riuscire a mantenere la parola data, come possiamo insegnarla ai nostri figli (nati o futuri)?
Possiamo scegliere come sempre la via più facile e sperare che agiscano in controtendenza a quanto abbiamo fatto noi, o, per una volta, la prima volta, farci un’esame di coscienza, tirarci su le maniche e cambiare;per noi stessi, per le nostre famiglie, ma soprattutto per dare un contributo a plasmare un mondo migliore.

Si parte dal singolo, si passa alla famiglia, si creano così gruppi che unendosi formano paesi, così via fino alla nazione, fino al globo.
Perché la favola dell’amore che le ragazzine adolescenti sognano, può diventare realtà se ci si lavora ogni giorno e assieme, se ci si plasma e smussa l’uno con l’altro, se ci si accetta e si crede nello stesso fine, nello stesso progetto, così solo si può vedere dove manchiamo e si può migliorare per portare quella magnifica cosa che è l’amore avanti in eterno. Finché morte non ci separi, ma anche oltre.