L’inizio del cammino… Come mi sto affacciando alle pratiche di yoga e meditazione

In questo periodo di forte preoccupazione sociale ed economica, dove ci viene chiesto di limitare al minimo la nostra libertà a fronte del bene comune, ho approfittato, come spero stiano facendo molti altri, per esaminare la mia persona e la mia vita. Come in passato mi sono trovata a dover affrontare un bisogno che è sempre presente dentro me, come ho scritto anche nell’articolo precedente, la ricerca di Dio.

Nell’etere ho trovato migliaia di letture, video e eventuali corsi da fare online pubblicati da altrettanti maestri e guru e, grazie anche ad alcuni libri, tra le quali “La saggezza di Gesu’ e degli yoga siddha” di M. Govindan ( che consiglio a chiunque interessi il genere), mi sono ritrovata a chiedermi se veramente tutte quelle persone possano in effetti definirsi maestri/guru o se usino questi appellattivi solo per farsi belli e attirare nuovi devoti/discepoli alla loro casa, dominata a volte dall’ego.

E’ brutto dire che non riesco a fidarmi di quanto trovo in internet, troppe volte ho notato delle differenze palesi tra quanto veniva promesso e quanto in effetti c’era di vero negli insegnamenti che venivano dati, e nemmeno posso dire che tutti coloro che ho “seguito” siano dei ciarlatani, ma posso assicurare che molti hanno travisato l’idea/ideologia della meditazione e dello yoga e li hanno plasmati e trasformati perchè potessero essere appetibili alla società occidentale, denaturalizzando ed eliminando quanto di più alto e spirituale potessero contenere, per venderlo meglio al prossimo, alle persone che vorrebbero tutto e subito. Sono nati così dei corsi di yoga new age che permettono anche di diventare insegnante in 200 hr , quando non basta una vita per molti per comprendere il puro significato di questa pratica.

Ma torniamo al percorso che vorrei intraprendere. Vorrei scriverne qui per confrontarmi e magari dare uno spunto a chi mi legge.

Credo, come ha anche consigliato il mio compagno, che prima di intraprendere una qualsiasi strada spirituale , si debba innanzitutto conoscere se stessi, farsi più di un’esame di coscienza, affrontare senza remore il proprio passato e chiarire dentro di noi a cosa vogliamo arrivare. Ognuno ha in mente quali possono essere gli obiettivi della propria vita, gli obiettivi massimi ai quali vorremmo arrivare, molti meno hanno chiaro cosa vorrebbero veramente diventare/raggiungere come anima. Nel mio caso, il fine, all’inizio era solo una bozza annebbiata nella mente, che man mano , mentre mi ci concentravo e continuavo la mia strada, informandomi e leggendo, si faceva sempre più chiara. Quello che sto cercando in questa vita è riassumibile in pochi concetti : vorrei poter seguire il mio istinto e aiutare gli altri, vorrei portare chiaro il messaggio che sento dentro ma che ancora non ha una forma ben precisa, vorrei arrivare a “parlare” con Dio e con il mio Sè superiore.

Sto iniziando così a studiare il percorso da fare, ma prima ovviamente devo togliere degli ostacoli non indifferenti. Ogni giorno devo fare i conti con pensieri, azioni e sentimenti che obnubilano la mia mente, ma soprattutto con immagini del passato, di avvenimenti o altro che non lasciano far fluire l’energia. Partendo da questi fatti, oltre all’aiuto che si può trovare in libri come “conosci te stesso” del cerchio linea 77 e “mindfulness” di Goldstein, ho cercato anche le basi per poter iniziare la meditazione, in aiuto alla mente, e lo yoga, in aiuto al corpo e all’energia che lo tiene radicato alla forza madre. Non ho ancora risposte certe, ma almeno sto imparando a capire quali sono le strade che potrei scegliere, ed ecco che davanti a me ho trovato vari sentieri tra i quali il Karma Yoga, il Kundalini Yoga e il Raja Yoga, assieme alla meditazione pura più vicina alla scuola Dzogchen. L’aiuto maggiore, però, sta arrivando grazie a dei video trovati su youtube di Lama Michel Rinpoche che, come una mamma guida il proprio figlio nei primi passi tenendolo per mano, riesce a illuminare i passaggi bui dell pratica meditativa con una semplicità che solo un maestro può avere,quei particolari che non si trovano nei libri, che possono essere insegnati solamente a voce da qualcuno che già li ha messi in pratica e che conosce tutte le sfaccettature e i problemi collegatia partire dalla postura, da come riuscire a rilassare la mente senza lasciarsi distrarre dai pensieri, come focalizzare l’oggetto della meditazione e cosa “aspettarsi”. Non basta però seguire video o leggere, credo che per non sbagliare o anche semplicemente per avere un confronto, un aiuto e delle risposte chiare e dirette alle domande che possono balenare nel cervello, serva soprattutto un maestro, che guidi almeno all’inizio , l’auto sulla quale si sta viaggiando e che insegni a portare l a macchina verso la destinazione, senza correre troppo e senza sbagliare tragitto. C’è così tanto da imparare e da conoscere, c’è moltissimo da poter condividere e così mi avvio verso questo nuovo stupendo percorso verso la conoscenza e verso Dio, che, per quanto ogni religione voglia diverso l’una dall’altra, è sempre lo stesso, con quell’amore incondizionato, immenso ed eterno che lo contraddistingue da tutto il resto materiale.

Se vorrete seguirmi, scriverò ancora di questo percorso, senza entrare in particolareggiate descrizioni che si possono trovare nell’etere o nei libri specifici e che sono molto più chiare di come potrei esporle io, novizia di queste millenarie storie.

Namasté.

Ad un passo da Dio – siamo tutti lì

Ho 36 anni, un bellissimo bimbo di un anno e mezzo quasi, e posso dire con estrema sincerità che non mi manca nulla di materiale nella vita.
Di sicuro, però, non mi sento arrivata e non per scaramanzia o fissazioni paranoiche di una mente tendente al bipolarismo, ma perché ho la pura consapevolezza che nella vita non si arriva mai e non si finisce mai di imparare, conoscere e scoprire e che tutto può cambiare di significato da un momento all’altro.
Ci sono momenti nella mia vita, però, in cui sento una sorta di vuoto che non mi lascia pace, sono i momenti nei quali più di tutto sento la necessità di cercare Dio, non perché io non lo abbia ancora trovato, ma perché egoisticamente mi perdo nella materialità della vita umana e finisco per ‘dimenticarmi’ di nutrire la parte più importante di noi, la spiritualità, la mia anima. Sono in uno di questi momenti da un po’ di tempo, me ne sono accorta solo da pochi giorni, quando quel ‘buco’ si è fatto sentire più pesantemente, nonostante una vita piena di attimi magici. In questi casi ho l’estrema fortuna di riuscire a ritagliarmi alcuni momenti e parlare con Dio e ho la gioia immensa di ricevere sempre delle risposte da lui, come se stessi chiacchierando con un amico o scrivendo gli un messaggio e tutto senza dover recarmi in un luogo santo o benedetto che sia, come vorrebbe qualche ‘fanatico’ di qualsivoglia religione monoteista . Ripeto che possono sembrare le farneticazioni di una mente affetta da bipolarismo avanzato tendente alla skizofrenia, in realtà sono semplicemente il mio punto di vista. Sono arrivata ad avere una conoscenza tale(praticamente sono solo una principiante) da poter sentire che Dio è in ogni luogo e in ogni persona, anche dentro di me e da lì, qui, ogni dove, ascolta chiunque gli parli rispondendo alle domande, solamente, molte volte, il nostro ‘orecchio’ interiore è sordo, o semplicemente poco allenato a sentire quanto ci viene detto.
Si pensa, così a molti è stato insegnato, che Dio possa interloquire solamente con pochi eletti, mentre la verità è che lui può parlare con tutti noi, poiché tutti siamo in lui quanto lui è in noi, poiché siamo tutti uno, nonostante viviamo in corpo diverso.
Ho volutamente usato la parola Dio perché è l’unica terrestralmente riconosciuta per parlare di lui/lei/loro/noi/me/te/voi, potrei però dargli mille nomi e mille sembianze e sempre parlerei di quell’energia, quella luce, quell’universo tanto caro alla filosofia new age.
Ho passato anni a cercare tramite le più svariate religioni quel Dio di cui avevo bisogno che mai assomigliava a quanto mi servisse, finché un giorno mi sono resa conto che quel che volevo non sarebbe mai esistito, dovevo essere io a cambiare me stessa e il mio modo di operare e vivere e lo avrei trovato. Così è stato, perché sempre è rimasto vicino, dentro me per aiutarmi nella vita, a diventare più forte e cambiare e continuare la crescita.. Ho imparato così che Dio non è quell’essere con la quale prendersela se non ti dà ciò che chiedi nelle preghiere, Dio è colui che è e non è, che si sperimenta tramite ognuno di noi, che vive mille vite e una ed è ovunque e in un posto solo.
Ho trovato Dio quando ho smesso di cercarlo nelle religioni inventate da uomini e mi sono affidata a quello che sente il mio cuore e la mia anima, ed è sempre stato lì ad aspettare che io lo ‘vedessi’.
E non è che Lui è quello giusto e il vostro è quello sbagliato, poiché sono tutti Lui, e se per me agisce in un modo, per te o per qualcun altro si muove in altra maniera, ma è sempre quell’Energia immensa che ha creato tutto ciò che c’è!
Credo che in questo mondo ci sia un estremo bisogno che ognuno di noi ritrovi Dio, non quello descritto nei libri sacri da uomini, ma quello che vive nel la nostra anima, quello che, se vi sedete in silenzio in un posto che vi dà pace e respirate profondamente, troverete ad aspettarvi e che vi sorprenderà in ogni momento se tornate a crederci.
Siamo stati, almeno noi cattolici, indottrinati a pensare che tutti ciò al di fuori della nostra religione fosse demoniaco, per la paura dell’uomo a perdere il potere accalappiato in anni di ‘lavoro’, e ci è stata tolta la possibilità di vedere le cose da un’altra prospettiva, la caduta all’inferno sarebbe stata la pena nel caso si fosse seguito altro rispetto alla parola di Dio (ricordo sempre però scritta da uomini).
Mi piacerebbe molto che cadessero tutte le etichette e che tutti iniziassimo a crescere spiritualmente senza paure e a vivere realmente la sua parola e il suo grande vero puro unico sentimento che è l’amore incondizionato.
Ringrazio il Cielo, ringrazio Me per averti ed essermi ritrovata, auguro ad ognuno di voi di ritrovare Dio e Se Stessi e di vivere quel meraviglioso rapporto, che tutte le pagine scritte fino ad ora e in futuro, non potranno mai contenere.
Amatevi, Amate, Amore.

Ad un passo dall’insopportabile – Quando ci dimentica di esser stati bambini tutti

Non avendo tempo per scrivere articoli, mi diletto in piccoli pensieri.
Ultimamente ritrovo spesso la mia mente soffermarsi a tutte quelle persone che conosco che affermano di non voler figli e che condividono sui social meme, immagini e stati dove riversano il proprio odio verso i bambini, soprattutto quelli particolarmente vivaci.
A parte che trovo questo comportamento razzista, mi soffermo a cercare di capire quanto sia facile giudicare gli altri, in questo preciso caso i genitori, tacciandoli di incapacità educativa e consigliando l’uso di contraccettivi onde evitare l’arrivo di ulteriori ‘terremoti’ quando non si hanno le nozioni di base(no nemmeno tu laureata in scienze educative dell’infanzia le hai), ma soprattutto non si vive in prima persona la sfida continua che comporta avere uno o più figli.

Partiamo dal punto di vista totalmente personale, per me se vuoi figliare o no è un tua decisione, ma sentirvi dire che non lo fate perché non vedete un futuro per loro dato lo schifo che si vede ogni giorno e al quale andiamo incontro, vi trasforma in egoisti, la stessa parola che usate voi per noi che decidiamo di procreare e riversare l’immane amore che un essere vivente è capace di provare verso un altro essere vivente, e non solo, vi taccerei anche come fatalisti pigri della domenica, in quanto per eliminare i sensi di colpa per quello che sta succedendo al giorno d’oggi, ve ne lavate le mani e la coscienza pensando di aver fatto la vostra parte con questa scelta, ma continuando a vivere come avete fatto finora senza minimamente pensare di apportare cambiamenti reali per salvaguardare il nostro pianeta.
Alcuni di voi non pensa nemmeno che, appunto perché abbiamo messo al mondo dei figli, noi genitori cerchiamo di far qualcosa perché non si lasci solo cenere e menefreghismo a loro, e credendoci, li cresciamo con una punta di sensibilità maggiore verso la Terra, perché magari loro, a differenza nostra, un modo per salvarla e rispettarla di più lo troveranno, anche perché glielo abbiamo insegnato noi.
La mancanza di rispetto verso chi ha figli, da parte vostra, a volte rasenta il ridicolo. Sia chiaro alcune persone nn sono capaci ad educare dei bambini e questi ultimi crescono maleducati, irriverenti e spocchiosi, ma nn facciamo di tutta l’erba un fascio, come cerco anche io di non classificarvi tutti alla stessa maniera.
Perdonate però se mi vien da ridere quando leggo i vostri post pieni di qualsivoglia emozione negativa per i bimbi vocianti in ristorante (ad esempio) e poi siete gli stessi che al telefono urlano o quando sono al bar fanno caciara dopo un paio di drink, perché siete la versione adulta di quei bimbi e mi vien da pensare che li odiate così tanto perché in fondo odiate un po’ voi stessi.

I bambini son bambini per poco, lasciateli sfogare (entro i limiti della decenza, educazione e libertà altrui ovviamente), siete stati piccoli anche voi e non credo che foste santi proprio tutti quanti.
Se vi è rimasto un minimo di empatia nella vostra anima, cercate anche di comprendere che magari per loro l’uscita al ristorante, come il viaggio in treno, è una continua scoperta.. Che un po’ è come dovremmo vivere noi grandi. Pensate poi, che magari, dietro a quei bambini urlanti, ci sono genitori che hanno provato a calmarli in mille modi, senza urlare e passare loro stessi da caciari, provate a pensare che magari dentro di loro si vergognano e vorrebbero chiedere scusa ad ognuno degli estranei che vengono disturbati. Non pensate sempre che sono dei genitori di merda o irresponsabili e menefreghisti, perché non sempre è così. Mettetevi la mano sulla coscienza, come chiedo di metterla a quei genitori che hanno dei bimbi supervivaci e difficili da gestire, da una parte voi provate a comprendere, dall’altra a noi mamme e papà chiedo di cercare altre soluzioni se sappiamo che il nostro bimbo non è capace di star fermo un attimo (che nn sia piazzarlo davanti al telefono).
Non so se queste mie parole potranno valer qualcosa o no, se potreste anche per un attimo pensare a modificare il vostro modo di vedere, oppure rimarrete convinti delle vostrre idee continuando a condividere e manifestare il vostro dissenso verso chi decide di figliare, ma non crediate che la viita sarà più ricca se la gente smettesse di procreare, perché perderemmo la varietà del mondo, la visione smaliziata dei bimbi e quel vivere senza sapere cos’è l’odio di tutti i tipi verso altri o peggio verso il diverso.
Sono alcuni genitori ad inculcare la visione razzista e la rabbia alla loro prole, ma siete anche voi a trasmettere il vostro odio con battute o post alquanto fuori luogo.
Date contro a chi sversa la sua intolleranza per il diverso, eregendovi a paladini dell’uguaglianza, per poi vomitare il vostro astio contro creature innocenti e genitori a volte sfiniti (ma immensamente felici di averle), non siete così tanto diversi dai razzisti che tanto vi infastidiscono.
Cerchiamo di essere più vicini, più uniti e meno astiosi l’uni nei confronti degli altri, perché alla fine, citando uno di quei meme che tanto vi piacciono, ci troveremo forse tutti in una casa di riposo, non di sicuro lussuosa (se minimamente conoscete le rette mensili), ma almeno noi ogni tanto, Forse, avremo qualcuno che viene a trovarci…

Ad un passo dalla maschera – Chi si cela dietro al tuo bel viso?!

Il tempo è galantuomo mette:
ogni regina sul suo trono e
ogni pagliaccio nel suo circo.

Per chi non è mai incappato nella tipologia di persone che sto per descrivere sarà dura capire cosa succede nel profondo di una persona che ci si trova davanti e intreccia un rapporto con tali esseri.
A qualcuno di voi, come alla sottoscritta, sarà successo nella vita di incontrare un determinato tipo di individui che, indossando una meravigliosa maschera, si sono rivelati col tempo tutto il contrario di ciò che mostravano (a volte con una maestria eccellente tale da sviare anche gli occhi più attenti). Queste persone si mostrano, nel carattere principalmente, per qualcuno che non esiste e intrecciano e distruggono rapporti con una facilità tale che ci si chiede se siano realmente terrestri e non cyborg e se abbiano un lato emotivo o meno ,anche perchè sembra (e forse è proprio così) che traggano gioia e soddisfazione nel compiere questi gesti.


Dall’indole prettamente narcisista ed egocentrica(celata magnificamente il più delle volte) , con il loro modo di fare, possono tessere le lodi o mandare in frantumi una persona solo per il loro puro e personale capriccio, a volte, per salvarsi dalla noia che provano quando tutto va bene ed è tranquillo per troppo tempo, altre volte semplicemente per svago.
Non sto parlando di coloro che adoperano queste loro “abilità” con una persona alla volta, ma di quelli che riescono maleficamente a farlo con più persone, diventando per se stessi o anche per altri , il centro dell’essere, il burattinaio che muove i suoi pupazzi come vuole per il proprio ego,per la propria malsana voglia di comandare e creare un’ opera teatrale nella vita, fregandosene dei sentimenti degli altri, fregandosene delle ferite causate.

Ma prima o poi il vero volto di queste meravigliose maschere non riesce più a essere celato e , finalmente, il mostro salta fuori, mandando in pezzi tutto quello che ha creato e lasciandosi dietro terra bruciata.
Essere prede di determinati esseri porta a perdere l’autostima e a chiedersi come si abbia fatto a essere talmente ciechi da non accorgersi di quanto stava accadendo, porta a chiedersi che tipo di persone siamo e fa nascere dubbi profondi sui propri comportamenti, fino ad avere timore di aprire semplicemente bocca per paura di sbagliare.
A chi ha incontrato queste persone o a chi ha la sensazione di averne davanti ora una vorrei aprire uno spiraglio nel buio che hanno lasciato o che stanno creando in voi, poichè anche per loro, prima o poi, arriverà il momento di pagare pegno.


Non parlo di regola del 3 o di karma , semplicemente, come per tutti noi esseri umani, arriverà un momento nella vita di questi ‘fantastici’ attori dove sarà chiesto loro di pagare il conto per il comportamento che hanno tenuto. Chi prima e chi poi tutti dovranno fare i conti con una pessima mano nel poker che è la vita e per quanto siano abili bari non potranno cavarsela se non con una cocente sconfitta. E se le loro ‘vittime’ sono abbastanza forti da rialzarsi dopo il loro passaggio e reiniziare a sorridere e vivere, noteranno che in effetti, chi li ha tanto manipolati, già vive in una vita disfatta, costruita col nulla delle menzogne, arricchita dalle vaque promesse mai mantenute e adornata solamente di belle parole. Un castello di carte che al primo vento cadrà.
E per quanto alcuni di questi ‘nuovi mostri’ siano convinti della loro ragione, dovranno guardare un giorno lo specchio senza inorridire osservando rughe di ricordi e macchie di sentimenti sfruttati e si ritroveranno a osservare la raggrinzita versione di uno sceneggiato anni 80.
Guarderanno al passato vedendo solo il nulla assoluto, non un momento di piena gioia o amore puro, non un momento di reale felicità o semplice dolore; non ci sarà nulla di così significativo da rendere indelebile nella lavagna dei ricordi che rimarrà così intonsa pari a nuova dopo che con un colpo di spugna ogni azione sarà lavata via.
E così, se non pagheranno pegno prima e chiederanno perdono, si ritroveranno davanti a  lei, placida e silente, insinuatasi in anni di vacua gloria, sua signoria LA SOLITUDINE.
Colei che è capace di far inginocchiare anche il più astuto e forte cavaliere.

Nn so se mai leggerai queste righe, ragazza cara, ma le dedico a te che per anni hai fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro gruppo di amici, allontanando chi ti conveniva al momento, solo per tuo capriccio o per paura di venire smascherata. Ti auguro con il cuore che la vita ti dia il meglio per te e di non incrociare mai qualcino più abile nel prendere in giro le persone.
Con questo, anche se molto ancora avrei da dire, ti saluto. Addio.

Ad un passo da me – perché sono qui

Trovo molto più profondo scrivere che parlare, forse perché data la mia timidezza e il mio poco chiaro modo di esprimermi.
Con le parole non mi son mai trovata bene , se non riportate tramite una penna. Ho deciso così, alla tenera età di.. Non pensate seriamente che possa dirlo vero?..di iniziare questo percorso, per ritrovare la complicità con le mie amate parole, per poter dire la mia senza essere malintesa.
Inizio questo percorso cosi, parlando di vita, news, privato e spero anche di risate e gioia, un posto, quello che sto creando, che faccia riscoprire a questo mondo malato di superficialità ed edonismo che i colori o le gradazioni di grigio ancora esistono, che non si deve per forza essere bianchi o neri, che a star nel mezzo si scopre un mondo migliore e una mente nuova.
E non è sbagliato, come osannava un mio vecchio professore, non avere una parte e pensare che il giusto può stare in più angoli ;non si rischia l’inferno a non essere né carne né pesce, al più si possono scoprire gusti nuovi.
Sono una DisOrdinary Woman e spero mi farete compagnia con consigli, critiche o commenti in questo mio nuovo percorso.