Ad un passo dalla vergogna – L’altra faccia del bullismo

Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso.
– Eleanor Roosevelt

Ed aveva ragione la signora Roosevelt nel dire questa frase.
Lei, abituata ad esprimere in maniera diretta i suoi pensieri e conosciuta per la sua lotta per i diritti civili, probabilmente sbiancherebbe di fronte a quanto si sente ai giorni nostri nei telegiornali. Non serve comunque accendere la tv per sentire storie di bullismo ogni santo giorno .
Si possono sprecare miliardi di parole su questo argomento, molti lo fanno, io stessa lo condanno e auspico si possa rieducare chi commette questo reato, che, come molte altre cose, sta sfuggendo di mano.

Arrivo da una generazione , però, che non aveva i paladini del buonsenso a combattere per le vittime, da una generazione che non aveva costantemente i genitori alle spalle a difenderci (sia vittime che ahimè carnefici), siamo la gente che con le prese in giro si è fatta i muscoli, e non solo quelli.
Non esisteva facebook o internet per condividere le gesta dei bulli e farsi forti dell’odio.
Siamo cresciuti più forti, forse anche più diffidenti, ma abbiamo imparato pian piano a difenderci, fino a che le parole o i gesti non facevano più male, scivolano addosso. A quel punto avevamo vinto.
Abbiamo anche noi il rovescio della medaglia, vittime del pischello ‘giusto’ della classe, chi ha avuto la memoria corta. Forse la specie più cattiva che possa esserci dopo il bullo e cioè la vittima che nel tempo si trasforma in aguzzino, colui che stanco delle prese in giro, stupidamente inizia a comportarsi come chi ha cercato di non emulare : ‘faccio agli altri quello che hanno fatto a me, perché ora son più forte io di loro’.

Così ti ritrovi ad aver a che fare con lui, lo conosci da una vita, ma ora ti passa davanti impettito, sguardo fisso davanti e spavalderia da bulletto adolescente, ma ahimè l’adolescenza è passata da un po’ anche per lui/lei. Comincia ad evitarti, ma una sera esplode e ti riversa addosso parole e accuse, rimarcando quelli che secondo lui/lei son stati tutti i tuoi errori, pago della piccola platea che si è formata ad ascoltarlo mentre ti fa diventare piccola e tu, tu sorridi e annuisci e ascolti, ascolti e osservi mentre quello che era vittima impaurita di ragazzi vergognosi e cattivi si trasforma in loro.
Ed è questo di cui nessuno parla, ci si immagina che se si resiste ai bulli, che se si vince il bullismo la vittima poi diventi una persona più forte e migliore che si batta per aiutare e supportare chi, come lui, ha subito angherie di ogni genere.
Invece, a volte, quella vittima diventa il mostro di qualcun altro, e si ciba di ciò che hanno tolto a lui i vampiri del suo passato.
Perché tutto questo? Come mai la memoria di alcuni diventa così selettiva da annullare il ricordo della sofferenza provata causando la stessa ad altri?

Servirebbe più presenza, più aiuto, leggi che mettano seri paletti per chi cerca di annientare l’anima di un altro essere umano, così da dare un primo forte messaggio alla società ai giovani e a chi, appunto, si trasforma da preda a predatore.
Servono genitori presenti, ma non asfissianti, che non facciano da spertiacque ai problemi, ma che prendano un remo per dare una mano a superare le rapide dell’adolescenza. Serve altresí che le vittime non cerchino a tutti i costi di cancellare quei brutti ricordi, ma che li accudiscano e li tengano come monito per riconoscere in se stessi anche solo un barlume di quella cattiveria, di quel vessare il prossimo.
Cercare a tutti i costi di eliminare dalla mente quei brutti ricordi é rischioso, ne abbiamo esempi lampanti a livello storico, bisogna mantenere vivo il ricordo di quanto è successo, altrimenti la storia si ripeterà.

Anche se vorrei un utopico mondo nel quale il bullismo non esista più, purtroppo so che è un sogno che sarà difficile veder realizzato.
Allora mi impunto e chiedo : denunciate quando siete minacciati e vi sentite vessati, non tenetevi tutto dentro, ma altresí non cercate di dimenticare cosa vi è stato fatto, portate con voi la memoria di quello che avete passato, fatevi aiutare a conviverci da professionisti e dalla vostra famiglia, dagli amici e ogni tanto fatevi un’esame di coscienza, chiedetevi se quel mostro che vi minacciava a scuola ora non vi stia guardando dallo specchio di casa vostra.

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