Ad un passo dai social – Apparenza appagante

Ho la fortuna o sfortuna, dipende dai punti di vista, di avere tra le ‘amicizie’ di Facebook ed Instagram, un vasto parterre del genere umano; una alquanto bizzarra cerchia dalla quale, moltissime volte, traggo spunto per riflessioni – profonde o meno – sugli umani/ il loro cervello/ gli usi e costumi senza tralasciare, ovviamente, la motivazione che porta costoro a intrattenere il loro pubblico con un determinato tipo di atteggiamento, scegliendo di apparire e mostrare il lato frivolo della loro vita.
Si potrebbero riempire libri interi sulle varie personalità che abitano i social, scrivere un’innumerevole quantità di articoli su di loro, con calma e con la giusta ispirazione, in futuro, potrei valutare l’idea di farne altri in questo blog, ma oggi partirò con la tipologia che più mi è ostica.
Da quando è nato il mio ometto passo molte notti sveglia per ovvie ragioni, mentre attendo che si addormenti scorro solitamente le pagine di Facebook ed Instagram, nota galleria d’arte fotografica moderna dove un culo prende sicuramente più like di un Van Gogh.

In ques’ultima applicazione mi soffermo sempre più spesso sulle foto di determinate persone, per la maggioranza ragazze/donne che tendono a pubblicare foto di se stesse tirate di tutto punto, condite da una serie non numerabile di filtri / photoshop oppure foto di posti esotici dove le stesse sono in vacanza con il fidanzato del momento.

La maggior parte dei commenti sotto i post di questi individui solitamente sono relativi al livello di bellezza , al livello di invidia e in generale atte ad aumentare l’ego del pubblicante. Tra i ‘followers’ di codeste donne si può trovare di tutto : dal classico/a mdf (morto di ..), all’amico intimo , all’estraneo che viene attirato dalla bella ‘copertina’ che mostra questo libro.Il mio pensiero in merito a queste persone ha passato vari stage, a volte mi solo lasciata trasportare dal senso di frustrazione vedendo quanto riescano a fare (viaggi, acquisti, cene fuori sempre e comunque, feste ogni weekend e anche nel mezzo della settimana – ma un lavoro non ce l’hanno porco giuda?), a volte insofferenza per un modo di vivere che è solo superficiale e patinato, contornato solamente da esseri simili.
Sia chiaro, ognuno è libero di vivere la propria vita come vuole, ma non riesco a capire cosa possa esserci di così appagante nel far provare un sentimento come l’invidia a qualcun altro. Non riesco a comprendere come possa prendere il sopravvento la vita patinata che ci si è costruiti in un mondo virtuale a discapito dalla bellezza e la stranezza di un giorno normale. Chi vive di like e commenti carichi di invidia e altre emozioni che non serve io scriva , cos’ha all’interno di quella bellissima scatola cranica che si ritrova?
E’ brutto vedere come al giorno d’oggi sia questo il punto massimo d’arrivo per la gente, per i giovani, è triste vedere come conta più una foto ben fatta al ristorante di turno che la serata in se, che sia contornata da amici o in solitaria. Triste e deprimente il fatto che tutto questo sia visto come un traguardo, come questi individui siano “famosi” e aumentino il loro potere sugli altri nutrendosi continuamente dei “Sei bellissima/o”, “Che invidia, anche io vorrei essere lì”,”che foto straordinaria, anche io vorrei farle come te..”.Il messaggio che passa in questi ultimi anni, soprattutto da questa tipologia di esseri, è completamente sbagliato, stiamo svendendo l’intelligenza per l’apparenza, stiamo allegramente buttando al cesso nozioni semplici da comprendere scambiandole con like allo stile di vita sregolato e sopra le possibilità, molte persone si stanno svendendo al miglior offerente per fare soldi facili , questo viene insegnato ai giovani d’oggi ed è stato insegnato anche a chi giovanissimo non lo è più da una società e una televisione che premia chi mostra un seno prosperoso, ma condanna chi , magari, il seno lo offre con amore al proprio figlio per nutrirlo.

Uno dei tanti cancri della società moderna sono questi “Bellissimi e irrangiungili personaggi famosi da social” , pieni di nulla e di tutto, pieni di boria e convinti di essere migliori degli altri in tutto e per tutto, tanto da autoproclamarsi vincitori in una vita che , sinceramente, di vincente non ha un c***o . Uomini che pensano che la strada ti formi più di una scuola e l’unico libro che hanno visto è quello che mettono sotto allo schermo del loro computer per alzarlo e donne (giovani o più grandicelle) che si autoproclamano milf senza avere la parte importante dell’acromino, quella m, che probabilmente darebbe loro un po’ più di cervello nel fare un autoesame di coscienza per capire che forse non vogliono consegnare ai posteri , ai loro figli, un’immagine così stupida di se e del mondo in cui crescono (ma anche di questo non sono sicura dopo essere stata in gruppi di mamme e aver seguito “Il Signor Distruggere”).

Non è questo il mondo che voglio consegnare a mio figlio, non voglio insegnargli che è più importante un hashtag ben piazzato di un buon libro, che la più figa e seguita del gruppo sia quella da impalmare.Vorrei che venga insegnato ai nostri figli che i social possono servire a condividere quanto più di buono c’è al mondo, non solo culi e tette.
E’ difficile al giorno d’oggi non demonizzare questi strumenti, è difficile pensare che possano essere nostri amici e non qualcosa da vietare assolutamente per i contenuti poco utili o assolutamente inappropriati, anche per la presenza di questi personaggi che insegnano il contrario della bellezza.

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